Ad "OrzoGelo" i CSNT CieliNeriSopraTorino” con il loro Babilonia

Ascoltare il loro Cd è come tuffarsi dentro alla drammatica e cruda realtà de “I Milanesi ammazzano il sabato”  di Giorgio Scerbanenco, o nella solitudine che lascia attoniti ma al tempo stesso ci fa ribellare e sperare in orizzonti diversi di “Caos Totale” di Jean-Claude Izzo. Un disco dove ogni immagine di ogni canzone arriva dritta e senza mezze misure. Nuda e cruda come è in realtà, senza metafore o giri di parole.  

Sono i CSNT CieliNeriSopraTorino scuderia OrzoRock Music e li troveremo a  Spazio 2 venerdì 1 marzo alle 22. Insieme ai Flidge animeranno la serata OrzoGelo

Già il titolo del cd Babilonia lo poteva lasciare intuire, ma l’ascolto delle varie tracce toglie ogni dubbio su quello che Mauro Caviglia e Gian Pietro Morfino ci vogliono dire. Un duo, assolutamente anomalo (chitarra e batteria) per meglio rappresentare nel modo più crudo e tagliente, questo paesaggio metropolitano.

Ne parliamo con Mauro Caviglia, chitarra e voce del gruppo che ci spiega:

Sono in tutto otto tracce inserite in questa ipotetica Babilonia dei nostri tempi.  Città del peccato che incarna e rappresenta la solitudine, l’alienazione, l’incongruità del vivere.  Il brano che abbiamo scelto per rappresentare il Cd, Apocalisse, parla chiaro ma in ogni brano queste tematiche sono ben presenti. Forse la canzone “L’ombra” può risultare lievemente più intimista ma la chiosa finale riporta immediatamente al filo conduttore di tutto il cd.

Sembra di entrare nelle storie delle periferie urbane, delle banlieue dove la solitudine sembra avere il sopravvento.

Sono le storie di luoghi che sono “non luoghi” di rapporti umani fatti di solitudine. Solitudine che deriva da  quartieri dormitorio o paesaggi industriali, ma che si riflette negli animi umani e che porta solitudine all’interno anche dello stesso contesto familiare.  Rapporti fatti di sofferenza ma anche di Insofferenza che è ancora peggio.  

Video: Apocalisse

Poca speranza quindi nei vostri brani quindi!

E’ una amara constatazione. Anche nel brano “Cieli Neri sopra Torino” si parla di un ragazzo che vuole ribellarsi al degrado umano e sociale ma alla fine non ce la fa. Devo ammettere che purtroppo c’è poca speranza di riscatto. Anche nella canzone “il fiume” appare questa indifferenza, questo essere travolti da un meccanismo nel quale tante persone sentenziano ma in pochi, alla fine, fanno per cambiare realmente lo stato delle cose.  

L’appuntamento per ascoltarli dal vivo lo ricordiamo è per venerdì 1 marzo a Spazio 2 nella serata Orzogelo. Chiudiamo con quella che i Cieli Neri sopra Torino descrivono come “guida all’ascolto” davvero emblematica e profonda:

“L’ombra che ci passa a fianco e ci fa voltare, non c’è nessuno” Le ombre si muovono fuori e dentro le persone e spariscono al tramonto per materializzarsi in carne pulsante e affamata. Di diversa natura, ma altrettanto fatale è il fiume: mostro d’acqua che non dà scampo e fagocita tutto ciò che incontra. Poco più in là, nelle periferie, gli eroi hanno perso e il ritratto grottesco della vita si agita negli appartamenti, dove il sangue versato che sporca le scale dà solo fastidio, perché poi lo si deve pulire. E se qualcuno aveva nel pugno una rivoluzione, ora, per l’abitudine ad una sicura rassegnazione, non gli resta che acquistarla con un’app, e la morte appare un lusso. Tutto ciò accade sotto un cielo dove l’uomo, la mosca e il maiale commuovono allo stesso modo.