Alla vigilia del grande debutto di Alain Scaglia con i Cani della Biscia: chiacchierata a "briglie sciolte"

La prima impressione che si ha ascoltando Alain Scaglia è quella di essere davanti a un purosangue che scalpita, freme, scuote le briglie prima del Prix d'Amerique. Tanta attesa, tanta preparazione, tante prove, ma bisogna pazientare ancora alcuni giorni che separano dal debutto come nuovo frontman dei Cani della Biscia dopo la grande rinuncia di Valentino Casagrandi.

Anche per tante persone e soprattutto per i tanti fans dei Cani della Biscia la curiosità di “vedere cosa capita” è grande. Cosa capiterà? Come saranno i Nuovi Cani della Biscia? Alain, sarà in grado di non far rimpiangere Valentino? Cosa succederà al loro repertorio?

I quesiti sorgono spontanei e legittimi. Per ingannar l’attesa prima del concerto di sabato 27 Aprile al Santa Marta di Castelnuovo val Tidone, nulla di meglio che una chiacchierata a “briglie sciolte” proprio con lui: Alain Scaglia.

Alain, come ti senti da “Cane della Biscia”?

E’ un’emozione incredibile.  Spesso pensavo che mi sarebbe piaciuto da matti entrare nel loro organico. A dire il vero come strumentista aggiunto e non di prendere il posto di uno di loro, di Valentino per giunta.  Mai e poi mai mi lamento di questa cosa, certo è che il  fardello della responsabilità si sente eccome!

Responsabilità anche di trovare il tuo vero ruolo.

Certo! Non sono Valentino, non lo sono per timbro di voce, personalità, modo di essere. Non sarebbe assolutamente giusto e onesto né per me, né per i Cani e neppure per il pubblico se cercassi di essere come lui.

Immagino lunghe discussioni fra te e gli altri Cani della Biscia

Lunghe e molto piacevoli devo dire. La scelta del repertorio era fondamentale perché doveva rispecchiare diversi fattori. In primis che i Cani mantenessero la loro identità e quindi alcuni pezzi sono intoccabili. Però è anche giusto trovare la necessaria discontinuità.

Ed è proprio qui che il pubblico è molto curioso, ci sveli qualche segreto sulla scaletta?

Beh, no, questa è una sorpresa, ma facciamo così. Ti posso dire che abbiamo anche pescato molti brani dei Cani che non hanno avuto grande spazio nei concerti. Poi ci sono le cover. Quelle sono molto legate al mio repertorio, alla mia storia. Non ti dico i brani ma, attenzione, attenzione ecco alcuni autori: Morandi, Al Bano, ebbene si proprio lui "Il Carrisi" nazionale, oppure Battisti con alcuni classici ma anche alcune brani che il pubblico non si aspetta. Le prove sono sempre un momento bellissimo. Grazie ai Cani sono anche ritornato a… scuola! Si, proprio così a scuola di... dialetto. Da piacentino lo conosco ma non l’ho mai parlato se non in rare occasioni. Beh, dopo le lezioni dei Cani ora posso dire che posso giocarmela meglio al bar e all’osteria! (ride….)

Video: Alain Scaglia - Meraviglioso

Dulcis in fundo, qualcosa su di te ce la racconti?

Mio padre ha un’orchestra di liscio e a casa si è sempre mangiato a pane e musica. Lui è un grande fisarmonicista e, pur non forzandomi mai la mano, è stato quasi naturale prendere in mano il suo strumento e guidato da lui, iniziare a suonarlo. Poi sono passato al pianoforte, il mio strumento anche perché, cantando, è lo strumento che mi permette di accompagnarmi. Suono abitualmente con l’orchestra di mio papà, ma ho Anche altre collaborazioni. Ho approfondito anche altri strumenti e altri generi oltre al liscio come il funky, il Jazz e il Rock, per avere un bagaglio musicale più ampio possibile.

Sabato al Santa Marta sarà il grande debutto. Alain non nega la sua tensione: 

“Per ora è tutta una fase di concentrazione, di preparativi, ora più che altro c’è la preoccupazione di fare andare al meglio tutte le cose senza intoppi, che la gente esca dal concerto essendosi divertita. La vera  tensione, ne sono sicuro, si farà viva 10 minuti prima di salire sul palco, ma è la cosa bella della mia professione, vi aspetto sabato!”