Antonello Salisi & Simone Zanchini: I prestigiatori della Fisarmonica alla Fondazione

Incontro al vertice tra due funamboli della fisarmonica e prestigiatori dell’improvvisazione, tra due artisti protagonisti assoluti della scena jazz internazionale per il concerto di Palazzo Rota Pisaroni, alle ore 21.15 in via S. Eufemia.

Antonello Salis e Simone Zanchini dopo dieci anni di nuovo insieme, per gioire e sperimentare, oggi come allora, una musica senza barriere e preconcetti. La possibilità di scambiarsi continuamente i ruoli, lanciata attraverso la libera creazione estemporanea, permette ai due artisti di gustare appieno le facoltà timbrico-dinamiche dei rispettivi strumenti, arricchite dai voli pianistici di Antonello, dalle raffinate incursioni elettroniche di Simone e, non ultimo, dall’autentico piacere dei due amici di dialogare tête-à- tête.

Video: Antonello Salis e Simone Zanchini - Ortaccio Jazz

ANTONELLO SALIS

Antonello Salis è da tempo uno dei musicisti più apprezzati e originali della scena jazzistica nostrana. Classe 1950, sardo di Villamar, ha mosso i primi passi della sua carriera suonando beat e rock, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, in vari gruppi della scena isolana dell'epoca prima di dare vita, nel 1973, col bassista Riccardo Lay e il batterista Mario Paliano al trio Cadmo: uno dei capitoli più interessanti della storia del jazz italiano dell'epoca.
Con il trasferimento a Roma, nel 1975, il bagaglio di esperienze si arricchisce attraverso le collaborazioni con musicisti come Massimo Urbani, Maurizio Giammarco, Tommaso Vittorini, Roberto Gatto.
Ma sarà soprattutto l'incontro con Lester Bowie a segnare un'impronta profonda nel percorso dei Cadmo e del loro pianista-tastierista. Nel 1977 Antonello Salis inaugura un duo (tuttora in attività) con un altro sardo, il sassofonista Sandro Satta. 
l'anno successivo fa il suo debutto in piano solo, entrando a far parte del Grande Elenco Musicisti diretto da Tommaso Vittorini e, nel 1979, nel quartetto di Marcello Melis, con cui suonerà per diversi anni. Si affina così il profilo di un musicista che sa esprimersi compiutamente sia al pianoforte che alla fisarmonica (lo strumento sul quale aveva imparato da bambino i primi rudimenti musicali e che riscopre alla fine degli anni Settanta), trovando la sua dimensione ideale nel solo e in formazioni ristrette: per esempio, nel trio P.A.F. con Paolo Fresu e Furio Di Castri, in duo con il chitarrista Gérard Pansanel, con Sandro Satta, con il trombettista Fabrizio Bosso. Il suo eclettismo lo porta a calarsi con naturalezza nei più diversi contesti: nel curriculum di Antonello Salis ecco dunque tante esperienze con i nomi di punta del jazz italiano (Enrico Rava, Paolo Fresu, Massimo Urbani, Riccardo Fassi, Paolino Dalla Porta, Rita Marcotulli, Pino Minafra) e internazionale (Evan Parker, Javier Girotto e gli Aires Tango, Anouar Brahem, Michel Portal, Lester Bowie e l'Art Ensemble Of Chicago, Don Cherry, Don Pullen, Billy Hart, Ed Blackwell, Billy Cobham, Han Bennink, Nana Vasconcelos, Cecil Taylor, Pat Metheny); ma ecco anche le collaborazioni in altri ambiti musicali (in concerto o in studio di registrazione con Pino Daniele, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, Denovo, Paola Turci, fra gli altri), o al servizio della danza (Roberta Garrison, Teri Weikel, Alessandro Certini) e del teatro (Remondi e Caporossi, Lucia Poli, Leo De Berardinis, Remo Remotti). Riflesso di tanti impegni, un lungo elenco di partecipazioni a festival nazionali e internazionali, e un palmarès ricco di riconoscimenti: il premio Django d'or 2005 per l'Italia come musicista affermato, il Premio alla carriera all'European Jazz Expo 2008 di Cagliari, il Top Jazz 2008 come miglior strumentista alle tastiere-piano-fisarmonica e, l'anno dopo, per il miglior disco, Stunt, con Fabrizio Bosso.

 SIMONE ZANCHINI

Fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale, la sua ricerca si muove  tra  i  confini  della  musica  contemporanea,  acustica  ed  elettronica,  sperimentazione sonora, contaminazioni extracolte senza dimenticare la tradizione, sfociando così in un personalissimo approccio alla materia improvvisativa. Diplomato con lode in fisarmonica classica al Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro, con il maestro Sergio Scappini. Strumentista eclettico, esercita un’intensa attività concertistica con gruppi di svariata estrazione musicale (improvvisazione, musica contemporanea, jazz, classica). Ha suonato nei maggiori festival e rassegne in Italia (Clusone Jazz, Umbria Jazz, Tivoli Jazz, Time in Jazz -Berchidda, Sant’Anna Arresi, Barga Jazz, Mara Jazz, Jazz in’it -Vignola, Ravenna Festival, Rossini Opera Festival, Siena Jazz, Rumori Mediterranei - Roccella Jonica) e nei più importanti festival internazionali (Francia, Austria, Germania, Inghilterra, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia, Croazia, Macedonia, Spagna, Norvegia, Russia, Tunisia, Libano, India, Venezuela, USA, Giappone). Vanta collaborazioni con molti musicisti di fama internazionale e di differenti estrazioni: Thomas Clausen, Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Marco Tamburini, Massimo Manzi, Tamara Obrovac,  Vasko  Atanasovski,  Paolo  Fresu, Antonello Salis,  Han  Bennink,  Art  Van Damme, Bruno Tommaso, Ettore Fioravanti, Mario Marzi, Michele Rabbia, Andrea Dulbecco, Giovanni Tommaso, Gabriele Mirabassi, Frank Marocco, Bill Evans, Adam Nussbaum, Jim Black, John Patitucci.

Dal 1999 collabora stabilmente con i Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con cui compie regolarmente tournee in ogni parte del mondo. All'attività concertistica e di ricerca, Zanchini affianca anche quella didattica, tenendo workshop sulla fisarmonica e sull'improvvisazione. Dal 1996 ha pubblicato circa una ventina di dischi, tra i più recenti troviamo: nel 2006 Bebop Buffet (Wide Sound) in duo con Frank Marocco, disco esemplare del linguaggio Bebop espresso con la fisarmonica. Nel 2009 Meglio solo! (Silta Records) nel quale sperimenta le possibilità timbriche del suo strumento attraverso l’uso di una particolare fisarmonica midi, live-electronics e laptop, nello stesso anno esce anche  Fuga per Art 5et (Dodici Lune Records) l'unico disco tributo di Zanchini, omaggio al suo grande maestro, nonchè uno dei massimi esponenti della fisarmonica jazz: Art Van Damme. Nel settembre 2010 pubblica il disco The way we talk (In+Out Records), con un quartetto internazionale che coinvolge musicisti europei e statunitensi: Ratko Zjaca alle chitarre, Martin Gjaconovski al cbasso e Adam Nussbaum alla batteria. Nel Maggio 2012 viene pubblicato My Accordion's Concept (Silta Records), un progetto costruito su improvvisazioni radicali per fisarmonica acustica e live electronics, tentativo coraggioso di Zanchini di sovvertire il comune codice espressivo attraverso il suo strumento, tra i più fortemente radicati nella musica cosidetta riconoscibile. Nel 2015 esce “CASADEI SECONDO me” (Stradivarius) il tributo al maestro Secondo Casadei, dove Zanchini rivisita in chiave moderna le melodie più famose del compositore romagnolo e nel 2016 “Don’t try this anywhere” il personale tributo di Zanchini al grande sassofonista Michael Brecker.Un disco dalle sonorità e linguaggi moderni, registrato a New York con una band di altissimo livello internazionale con, tra gli altri, John Patitucci al basso e Adam Nussbaum alla batteria. Questo disco ha vinto il premio “Orpheus Award 2016” come miglior album dell’anno in Italia. In uscita per il 2018 “Cinema Paradiso” progetto sulle musiche di Nino Rota che vede Zanchini solista con la prestigiosa HR Frankfurt radio big band, la big band della radio-tv nazionale tedesca.