Aspettative Zero, ma tanto Rock! Doppia intervista a Zebra Fink e Kaos India

Aspettative Zero è un format ormai consolidato per il Temple che infatti ci ha fatto compagnia molto spesso tra l’invero e la primavera. È tutto molto facile: vai lì (che tanto tutti sappiamo dov’è il Temple) ti mangi la tua pizza e ti ascolti qualcosa di bello. A questo giro però c’è qualcosa di diverso.

Intanto i suoni cambiano da quelli a cui ci eravamo abituati: perché salgono i volumi e anche, fortemente, l’indole rock; perché le band saranno due, una in acustico una in full version; e poi perché per tutte e due le realtà sul palco è un momento di cambiamenti.

Stiamo parlando dei Zebra Fink e dei Kaos India. I primi sono in rampa di lancio del nuovo singolo che si chiama Magma e di cui presto avremo anche un video, e i secondi, più avanti ancora coi lavori, sono in giro per promuovere il loro nuovo Wave. Ad entrambi abbiamo chiesto di raccontarci il loro momento, tra quello che è appena uscito e quello ancora ci aspetta.

Partiamo con gli Zebra!

Ci siamo lasciati con “So che mi dirai” e ora vi ritroviamo con una nuova uscita. Cosa ci è passato in mezzo?

Nel frattempo abbiamo preso più consapevolezza rispetto a quello che vogliamo fare, abbiamo voluto cominciare a collaborare sempre di più con Daniele Zucca, e abbiamo cominciato a lavorare sulla produzione con Leonardo Caminati ed il suono è un po’ cambiato, ora è diventato meno ’90 e più moderno. Ovviamente ascoltando i pezzi la provenienza è sempre chiara, anzi, qua e là c’è anche un po’ di anni ’80, però l’evoluzione c’è stata.

Un momento del backstage del video di Magma

Nuovo pezzo e nuovo video?

Si chiama Magma e perciò un ribollire interiore di cose, che come il magma sta fermo per milioni di anni e poi di colpo salta fuori. Un ribollire di cose e poi una esplosione che arriva di colpo. C’è stata dietro anche l’ispirazione da parte della Mindfulness, che è questa disciplina nella quale si cerca di dare un senso a quello che si prova, capire se queste cose che vengono fuori sono collegate a cose reali e tangibili.
Il video lo abbiamo fatto con Niccolò Savinelli e hanno partecipato oltre a Martina Villa, che ormai è la versione Zebra attoriale, Rebecca Vaccari e Matteo Campana. Un video molto fumoso che appunto ricorda il Magma, in cui c’è un trasmettersi sensazioni tra noi che suoniamo e loro che recitano.

Futuro prossimo?

Vorremmo fare un altro singolo e i pezzi ci sono. Dobbiamo capire quale sarà, ma sicuramente a differenza di Magma che è molto rock, uscirà un po’ di più l’anima alternative. Di cose ce ne sono molte, vediamo cosa scegliere.

Kaos India!

Dal 1° febbraio i Kaos India hanno lanciato il loro nuovo Wave, che hanno raccontato come un album che contiene cambiamenti, emozioni, rapporti. Su queste cose, e non solo, gli abbiamo chiesto qualcosa anche noi.

L’album è uscito il 1 febbraio, come sta rispondendo il pubblico?

Tutti quelli che ascoltano il disco per la prima volta ci dicono “Wow avete fatto le cose davvero in grande!”. Un po’ ne siamo orgogliosi, diciamo che abbiamo fatto le cose molto bene, non pensiamo “in grande” nel senso assoluto del termine in quanto sappiamo che produzione ci sia dietro a gli artisti affermati, però pensiamo di aver costruito un album di altissimo livello per una band rock indipendente italiana che canta in inglese. Ci teniamo a specificare che la produzione del disco è totalmente “indie”, Universal si è aggiunta solo in un secondo momento, a disco già pronto, arrangiato e mixato. Il riscontro del pubblico è molto positivo sia ai concerti che dopo l’ascolto del disco. Ne siamo MOLTO contenti.

Kaos India

Leggiamo che è il frutto di un lungo lavoro durante una lunga evoluzione: come sono cambiati i Kaos India dal 2012?

I Kaos India nascono come una band di amici dopo una jam session alla laurea del chitarrista Fresh, infatti i primi tempi sono pregni di caos compositivo, ognuno di noi ha un retaggio musicale differente e questo si riflette nelle prime produzioni (EP Kaos India 2012 e LP The Distance Between 2014), il traguardo più grande raggiunto nel corso della nostra storia evolutiva è stato trovare un’identità sonora e compositiva solida e condivisa tra noi quattro. Ora siamo molto più contenti dell’evoluzione avvenuta di ciò che significhi essere Kaos India, sia a livello musicale che a livello umano.

Si può capire che il lavoro fatto con Pietro Foresti è stato molto importante, questo più per un discorso interno alla band per la ricerca di uno stile, o più per portare all’esterno quello che siete?

Il produttore artistico è quella figura mitologica da molti sconosciuta che permette ad un gruppo musicale di raggiungere il 100% della propria potenzialità. È quella persona in grado di trasformare un diamante grezzo in uno raffinato. Questa persona nel nostro caso è Pietro Foresti, ha curato tutta la parte di pre-produzione, mix e mastering. Dopo la produzione dell’album ci ha anche fatto da tramite trovando il contatto con Universal, è così che siamo arrivati a firmare con loro. Quindi possiamo dire che il lavoro di Pietro sia stato importante per trovare il miglior modo per comunicare all’ascoltatore la nostra vera identità di band, crediamo che il risultato sia riscontrabile ascoltando l’album WAVE, i pezzi sono densi di espressività ma al contempo molto diretti e sinceri.

Qual è, se c’è, un filo conduttore del vostro nuovo Wave?

Ci sono periodi nella vita che forzano cambiamenti. WAVE è un album che esplora gli aspetti delle relazioni interpersonali e delle forti emozioni ad esse legate, sia quelle positive che quelle negative. Se dovessimo descriverlo attraverso una metafora vi inviteremmo ad immaginare di passeggiare sul bagnasciuga al crepuscolo, il sole è tramontato ma la luce non ha ancora ceduto completamente al buio. Le onde del mare possono accarezzarvi dolcemente la pelle nuda promettendovi che andrà tutto bene oppure, nel caso il mare (e con lui il vostro animo) sia agitato, colpirvi furiosamente fino a gettare il vostro cuore nel più profondo dei turbamenti”.