Carlo Ponzini Arredamenti: 4 generazioni tra design e impegno per la cultura

Nelle nostre piacevoli scorribande musicali incappiamo in alcune notizie che aprono il cuore e danno spazio alla speranza. Non capita spesso infatti osservare lo spirito filantropico di un’azienda privata che investe in cultura a favore di tutta la città. Se questa è pure un’azienda familiare di cui proprio quest’anno ricorre il 100° anniversario della fondazione e nella quale si sono succedute tre generazioni ed è in procinto del quarto avvicendamento, la cosa ci incuriosisce.

L’azienda è Carlo Ponzini Arredamenti fondata da Carlo Ponzini nel 1919, al quale è subentrato Franco. Attualmente è il nipote, che di nome fa Carlo come il nonno,  che la guida ma Paola, la figlia di quest’ultimo, si sta facendo le ossa per prenderne il timone.

A Carlo Ponzini abbiamo rivolto qualche domanda per capire come mai un’azienda come la sua, abbia voluto investire sullo sviluppo culturale della città

Carlo Ponzini, ci può spiegare questa vostra decisione?

Vorrei specificare che non lo facciamo direttamente come azienda ma attraverso Home Gallery, un’associazione che abbiamo creato proprio per sostenere e creare eventi culturali. Home Gallery era nata per creare sensibilità attorno al problema delle barriere architettoniche: come si approccia il tema dell’handicap ad esempio a partire dalla progettazione di un semplice scolapiatti per una persona su una carrozzina? Il campo si è poi allargato quando l’allora presidente del Conservatorio, Danilo Anelli, ci ha coinvolti per sostenere i Matinées che languivano. Abbiamo cercato di vivacizzarli inserendo collaborazioni con scuole di danza  e i loro balletti oppure offendo visite guidate alla Ricci Oddi agli spettatori del matinées abbinando quindi la pittura alla musica.

Les Matinées del Nicolini: Sara Costa e Fabiano Casanova

Le devo confessare che quello che fate non è cosa usuale.

Riteniamo importante che un’azienda ritorni al territorio quello che il territorio, la gente che lo abita, le ha dato nel corso degli anni. E’ un percorso virtuoso e necessari al tempo stesso.  Il radicamento sul territorio, soprattutto in periodi come questi dove la concorrenza come quella  on-line è molto forte, è indispensabile. Noi abbiamo scelto di ritornare alle persone il loro apprezzamento, fornendo un servizio culturale alla città.

Non è il solo evento culturale. Ho visto che tra poco organizzerete a Palazzo Galli, un festival legato al design e all’architettura che durerà ben 10 giorni

Anche questo è importante. Un’azienda a volte deve uscire dalle logiche del businnes per dare qualcosa al territorio. Questo festival  che si chiamerà emblematicamente 10X10=100 (10 giorni per 10 eventi = 100 anni di storia di Carlo Ponzini Arredamenti) ha proprio queste caratteristiche. Lo spirito che lo muove è quello del motto del famoso architetto  Ernesto Rogers  scritto nella carta di Atene nel 1952: “Dal cucchiaio alla città”. Abbiamo coinvolto professori di quattro università, ma anche imprenditori oppure esperti del settore immobiliare per creare spunti di riflessioni sulla nostra professione che si vede coinvolta contemporaneamente nella progettazione che va dal  singolo cucchiaio (o lampada o seggiola) oppure del grande grattacielo: “Dal cucchiaio alla città” infatti.  E’ chiaro che musica e danza saranno ben presenti all’interno di questo festival.

Video: 100 anni in 2 minuti

Carlo, Franco, Carlo e adesso Paola: ci può svelare qualche segreto per rendere così longeva una azienda?

Non ci sono delle formule magiche particolari. Penso che quando si affronta il problema del cambio generazionale, bisogna puntare sulla semplicità dei rapporti e cercare di togliere alle persone che subentrano la paura di sbagliare e di non farcela. E’ la paura che frena le persone a fare quello che realmente vorrebbero fare nella propria vita. Penso anche che in una famiglia sia desiderio di tutti continuare la tradizione dell’azienda familiare. Il compito mio è quello di infondere serenità a Paola e lasciarla libera di sperimentare cose nuove e dare il suo apporto e il suo stile a questa azienda che si appresta a guidare. Infine, soprattutto in un’azienda familiare, è la passione, che deve essere  la caratteristica di chi la dirige. Prima di tutto al cliente bisogna far passare la passione. Noi che lavoriamo nel campo del design, che progettiamo e, come dice la parola, ci “gettiamo, guardiamo, in avanti”, se non abbiamo la passione che ci fa “vedere oltre” allora siamo spacciati.

l’appuntamento allora è ai Matinées del Nicolini e al convegno 10X10=100 che si terrà a Palazzo Galli dal 3 al 12  maggio