"Chiamateci Ercole!" | Nuova strada per gli ex Lots

Se in una band “normale”, anzi diciamo “tradizionale”, i cambiamenti e le novità avvengono solamente dopo lunghi lassi temporali, questo non è esattamente quello che succede per loro che invece hanno una news ogni 4 – 5 mesi. Stiamo parlando dei Lots che da qualche giorno chiamiamo Ercole.

Ovviamente, dato che abbiamo cominciato a conoscerli molto bene, abbiamo subito cercato di incontrarli per capire un po’ di più di questi cambiamenti e del nuovo futuro, ma che è già presente, che gli si prospetta davanti.

Stavolta cosa avete da dichiarare?

Il cambio di nome, da Lots ad Ercole.

Motivazione.

Perché è cambiato il progetto, nel senso che con l’uscita di Mirko, che essendo il cantante perciò un pò la figura principale, abbiamo preso una strada diversa. Una strada nuova che comportava per forza un cambiamento, un po’ come sei i Lost on the sofa si fossero sciolti e fosse nata una cosa nuova.

Perciò il momento è stato quello in cui c’è stata l’uscita di Mirko?

Un po’ si, nel senso che lui è un musicista in senso lato ed è piuttosto preciso. Ha delle capacità che noi gli abbiamo sempre riconosciuto però in quel momento erano un po’ lontane da quello che volevamo fare noi, ossia spostarsi sull’indie rock. Poi dire che sia tutto legato a quel momento, no, perché è stato un cambiamento che si stava creando già da un po’ prima ed un po’ dopo, in particolare dopo l’uscita di Sofa.

Ercole

Cosa stava cambiando?

Abbiamo cominciato a lavorare a cose nuove e le differenze si sono sentite subito. Già prima dello start volevamo fare qualcosa di diverso e ascoltando le cose che venivano fuori ci siamo resi subito conto che la distanza da prima a dopo era molto grossa. Ci abbiamo riflettuto un po’ e poi ci siamo detti che era quello che volevamo fare: un taglio netto, come se fossimo una band nuova.

Il nome Ercole non me lo avete ancora spiegato…

È una cosa vecchia. Un giorno eravamo al bar ed un nostro amico era al bancone, entra uno e il nostro amico gli dice “Ciao Ercole”. Da subito abbiamo pensato che sarebbe stato un bel nome per una band e quando si pensava al cambio nome, questo è tornato fuori. Poi ci piace l’idea di un Dio infantile che non riesce a prendersi le sue responsabilità. Come un Peter Parker ma senza coglioni.

Ma torniamo alla vostra scelta. Il passaggio come detto era in concomitanza con l’uscita di Sofa. Perciò siete usciti con un prodotto su cui avevate qualche dubbio?

A noi piaceva, però sentivamo che mancava qualcosa, che non avevamo ancora trovato la nostra vera espressione artistica. Già appena prima della sua uscita, la voglia di qualcosa di diverso c’era, e ora, ma appena dopo che stavano uscendo le cose nuove, abbiamo capito che stiamo facendo veramente quello che vogliamo fare.

Arriviamo al prodotto di oggi. Cosa lancerete per primo?

Il primo singolo si chiama Venere ed esce martedì 25 giugno, sui digital store. Poi il prossimo sarà a luglio e possiamo dire che sarà un featuring con Francesco Mori, e a settembre un nuovo pezzo. Poi abbiamo intenzione di lanciare l’album.

Venere

Nelle recenti interviste Francesco Mori ritorna spesso…

Ma fondamentalmente noi, Alessandro Colpani, i Te Quiero Euridice; sembriamo intenti a fare le nostre cose ma invece stiamo solo preparando il terreno a Mori per le sue!

Ah ecco. Proseguendo: quanti sono i pezzi nuovi? A quando risalgono?

Sono undici. Il primo addirittura a marzo scorso, l’ultimo è recentissimo. Come sempre alcuni pezzi sono di nuova creazione, invece altri sono vecchi ma li abbiamo ripresi in mano e inseriti qua.

Undici pezzi che parlano di… ?

Non parliamo più d’amore, quello è mainstream. O almeno quando ne parliamo, cambiamo il punto di vista, non viene più descritto ma ci si instaura sopra una riflessione personale (ricordiamo che i testi sono di Zannardi e Porcari. Ndr). Sono tutti testi introspettivi, un guardarsi dentro come a parlare a sé stessi, non agli altri. Il concetto che lega tutto è quello dell’identità, l’affermazione di un io. Rendersi conto di essere qualcosa e di esserlo in contrapposizione con tante altre cose, tra queste anche l’amore. Al centro c’è la persona, in questo caso Ercole, debole, controverso, onesto.

Un esempio?

Il ritornello del primo singolo dice “non avevo niente, ho incontrato te”, perciò sempre molto legato ad uno sguardo verso sé stessi. Tutto gira attorno a “Io sono Ercole”, una persona con la sua identità che guarda molto al passato, agli errori, che si guarda allo specchio.

C’è tanto di personale?

Si, ce n’è molto. Queste canzoni parlano di fatti veri e concreti. O sei davvero forte e riesci a non finirci dentro, oppure quando cerchi di comprendere e comprenderti, qualcosa succede. Poi rimangono casistiche piuttosto banali, sul quotidiano. Anche perché noi viviamo vite normali e sono le situazioni di persone normali quelle che raccontiamo.

Oltre a Mori, “raccontate” da soli o ci sono altri feat?

Si alternano più feat, ma anche noi ci alterniamo alla voce. Su questa cosa avevamo anche pensato di trovare qualcuno, una nuova voce per la band, però c’era il rischio che stravolgesse gli equilibri che si erano creati e la nostra storia, lunga e burrascosa, è anche una storia di crescita artistica ma soprattutto personale. Siamo un gruppo per davvero, uno spogliatoio, e far entrare una nuova persona è comunque un rischio. Ma poi, nei Lo stato sociale cantano tutti e loro cos’hanno più di noi? Lodo Guenzi cos’ha più di Speroni?!? (Qui Zannardi si lascia andare ad una affermazione poco gentile su Lodo Guenzi, che anche se ha subito ritrattato, più volte, rimane su quel tavolo. Chiedere a Zanna. Ndr).

Evitando attentamente querele, torniamo ai feat. Si possono dire?

Oltre al già citato Mori, c’è Cecilia Bonini che aveva già suonato con noi nel primo ep ossia in una demo del 2015, poi c’è Matteo Pisotti, e i Te Quiero Euridice.

Qua torniamo su un discorso toccato recentemente, ossia la presenza di una panorama musicale piacentino molto interconnesso artisticamente, forse molto di più rispetto a qualche anno fa. Come lo spiegate?

Forse perché se ci si guarda un po’ in giro quello che funziona nella musica di oggi sono i festival, come il Miami a livello nazionale, o come il Bleech qua. E questo porta a dare vita ad un concetto di aggregazione che forse si era un po’ perso. Poi per quanto ci riguarda, non sappiamo bene se sono nate prima le amicizie personali o quelle artistiche.

Questo lo chiedo perché le “inamicizie” nel vostro campo, non sono mai state una novità…

Mah, noi veniamo tutti da Piacenza e perciò varie invidie e gelosie non hanno molto senso. Poi per noi è molto importante andare oltre ai nostri schemi e conoscere altre persone, perché sono cose che ti portano fuori dal tuo mondo.

Appuntamenti in vista?

Beh, ci vediamo il 19 luglio a MashUp a Spazio2, poi vediamo. Però dato che è comunque un momento di transizione, ci concentreremo di più sulle uscite. La voglia di suonare c’è ma ci sono anche tante altre cose da fare.

Direi che sugli Ercole l’intervista è finita, ma ora arriviamo alla vera domanda, quella che oserei definire come “di interesse nazionale”: Speroni è ancora single?


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… Speroni (forse) è impegnato…