Dappertutto Concerti | Il collante piacentino tra band e locali

Quasi sempre parliamo di artisti e delle location dove suonano, oggi invece parliamo di quelle realtà che li collegano. In particolare di una tutta piacentina che da poco ha deciso di mettersi in gioco e di lavorare in quella zona grigia, tra quello che succede tra una band ed un palco.

Loro sono i ragazzi di Dappertutto Concerti, in ordine: Marco “Zanna” Zanini, Manuel Cesana, Simone Stefanini, Fabio Cazzaniga, Sara Nassani e Federica Amoruso; e ci hanno raccontato, attraverso la risposte dei primi due, chi sono e cosa fanno.

Da dove parte Dappertutto?

Le radici sono molto profonde perché abbiamo sempre provato ad organizzare concerti in città anche perché frequentiamo l’ambiente da tanti anni. Qualcosa era già stato fatto senza avere una chiara identità, poi l’anno scorso è nato il gruppo con persone che hanno scelto da subito di andare nella stessa direzione. All’inizio è stato un djset allo Shaker con Teeepeee in consolle ma è stato subito bellissimo.

Poi cosa è successo?

Abbiamo collaborato con Chez Art e abbiamo visto che nonostante Piacenza abbia già una buona proliferazione di eventi, abbiamo visto la risposta positiva, anche considerando che i live erano di domenica. Poi ancora al Santa Marta quando abbiamo recuperato all’ultimo la data che doveva essere a SpazioStore che era stato annullato, e anche lì è stato molto positivo in mezzo ad un’atmosfera elettrica.

Teeepeee live

Una fotografia di quello che siete oggi.

Pensiamo che l’immagine sia quella di un gruppo che, seguendo il nome che ci siamo dati, crea qualcosa di nuovo, ovunque, anche all’ultimo minuto come è successo al Santa Marta con i Bazooka. Il nome Dappertutto rispecchia proprio la volontà di organizzare eventi ovunque e che non per forza siano musicali. Anche geograficamente fino ad ora siamo rimasti a Piacenza, ma in futuro non è detto che non sfonderemo i confini regionali.

Siete in 6. Cosa vi unisce?

Una identità. Mista. Il fil rouge è l’underground. Nelle differenze c’è un minimo comune denominatore che oltre a quello musicale di base, è anche quello dell’attitudine a girare tanti eventi. Oltre a questo c’è l’essere tutti molto aperti musicalmente anche allontanandosi dai nostri generi di partenza. Il mettere insieme generi diversi, magari collaborando con realtà molto diverse, comincia a diventare un attestato di credibilità. Questo ovviamente seguendo e tenendo conto della storia di un locale, di un gruppo, di una realtà, ossia senza stravolgere niente, ma portando qualcosa di nuovo.

E all’interno come vi suddividete?

Il bello di Dappertutto è che ognuno partecipa e collabora occupandosi delle varie aree, c’è chi si scopre grafico per le locandine, chi tiene i contatti con le band e chi con i locali: insomma è un lavoro sinergico.

Torniamo ad un passo sopra, al “Piacenza ha una buona proliferazione di eventi”. Come vedete il nostro panorama di proposte musicali?

Manuel: sicuramente non è vero che non c’è niente. Io ho vissuto realtà dove la mancanza c’era per davvero, qua invece c’è sempre qualcosa da fare.
Marco “Zanna”: chi sottovaluta Piacenza vuol dire che non apprezza ciò che viene proposto. Negli ultimi anni, grazie ad esempio a Chez Art e ai Musici, anche se con perdite come i live a Spazio4 che aveva una storia importante per Tendenze, le proposte ci sono, soprattutto calcolando le dimensioni della città.

Parlando “di” e “con” i locali, quali sono stati quelli che da noi avevate come riferimento?

Beh, i Tendenze a Spazio4, sicuramente, poi Sound Bonico sia per il posto dove ascoltare un concerto, sia per un’artista nell’andarci a suonare.

Dato che stiamo parlando al passato, e siamo in un momento di grossa nostalgia verso i decenni tascorsi, voi a quali siete legati?

Andiamo dagli ’80 ai ’90. Io sono del ‘92 (Zanna. Ndr) ma sono feticista, quasi per tutto, degli anni 80, da Billy Idol agli Slayer, fino ai Depeche Mode; Manuel invece più anni ’90 in particolare per una questione di suoni ed infatti arriva fino all’hip hop italiano, tipo Neffa. Poi Simone è molto legato allo stoner e ai gruppi psych anche se lascia spazio ad hip hop e indie, uno da Queens of the stone age insomma. Fabio è una piovra quanto noi, molto sfaccettato, poco riconoscibile ma nel senso buono. Sara condivide l’amore per glia anni ’80, facciamo un nome? Cindy Lauper. Federica è una da Myss Keta…. Un po’ trash anche se ha buon gusto.

Insomma, si spazia molto. Ed invece un “no!” a cosa lo diciamo?

Alle cover band. Si può fare di tutto tranne la cover band…
Poi magari un giorno si scoprirà che c’è una organizzazione parallela che si chiama “Soloqui Concerti” che fa solamente liscio.

Come si sta lì in mezzo, tra band e locali?

Ci vuole perseveranza e voglia di fare, a volte le cose filano lisce e a volte no. Ci si sente come in un tubo attraverso cui le cose devono passare, magari corto perché così è più difficile che si intasi. Metterla giù come sola mediazione forse è poco però come tramite si, e questo vuol dire prendersi delle responsabilità. La band conta su di te, il locale conta su di te. Essere pronti e avere le risorse, perciò ci vuole coesione, e la cosa bella è che ci aiutiamo. Nello spazio tra due realtà, locali e band, c’è un tramite che fa da collante e quello siamo noi.

Come coinvolgere nel 2019 il pubblico?

Ovviamente i social network si sfruttano, però il volantinaggio aggressivo non lo disdegniamo. Io sono molto della vecchia (Zanna) e non disdegnerei nemmeno cose molto eccentriche come quando i Blues Brothers giravano con la macchina per invitare al loro live. La tecnologia è utile perché è efficace e veloce, però il contatto fisico è un’altra cosa. Noi vogliamo stare perfettamente nel mezzo, integrare la nuova scuola con quella vecchia.

Locandina per i Bazooka live al Santa Marta

Band che vorreste portare live in un vostro evento?

Ultimamente abbiamo ascoltato i Lago Nero che fanno musica elettronica con sonorità molto strane, quasi ambient che vedrei bene anche a Milano. Diciamo là perché tutte le volte vediamo tantissima gente e come proposta avrebbero il bacino giusto. Però, e non solo là ovviamente, anche i Dead in a club, i Red Sun, i Krasue, o gli Stasi.

Futuro prossimo?

Per adesso, oltre al live del Santa Marta con Tristan da cunha e Trimantra, non diciamo niente. Sarà una sorpresa. Il prossimo passo è prendere una torcia per vedere dove stiamo andando.