Estate Opera Festival: Norma e Lucia di Lammermoor ci faranno ammirare la chiesa di San Lorenza

Chiesa di San Lorenzo! Qualcuno di voi che sta leggendo sa dove si trova? Possiamo scommettere che sono  molti quelli che non sanno dare una risposta.

Il perché è molto semplice: la chiesa è uno tanti beni artistici chiusi da tanto, troppo tempo, e quindi passati nel dimenticatoio.

Ebbene, grazie alla Tampa Lirica, presso la chiesa di san Lorenzo si terrà “L’Estate Opera Festival”  rassegna, lo ricordiamo, che si colloca nell’ambito delle manifestazioni antoniniane.

Quando e che cosa?

-       Domenica 23 Giugno verrà presentata la  Norma, opera in due atti di di Vincenzo Bellini.. Il concerto avrà inizio alle ore 2.

-       Domenica 30 Giugno sempre alle ore 21 invece verrà rappresentata la Lucia Di Lammermoor, opera in tre atti di Gaetano Donizzetti

Entrambe le opere vedranno la partecipazione dell’Orchestra sinfonica delle Terre Verdiane sotto la direzione del Maestro Stefano Giaroli. Il coro vedrà al co-partecipazione del Coro Lirico Città di Piacenza (Coro Teatro Municipale) e il Coro dell’Opera di Parma sotto la direzione del maestro Emilano Esposito.

Per quanto riguarda il cast degli artisti, la NORMA sarà interpretata da Andrea Bianchi, Walter Borin, Renata Campanella, Mattia Denti, Stefania Ferrari, Svetlana Kalinichenko; La LUCIA di LAMMERMOOR invece da Andrea Galli, , Park Eun Jong, Max Jota, Svetlana Kalinichenko. Juliusz Loranzi, Paola Lo Turco, Vincenzo Tremante

 

Tra musica e architettura: qualche nota sulle opere e  sulla chiesa di San Lorenzo

La Norma reca in sé i caratteri dell'assoluto, l'assoluto di un melos di qualità imponderabile, nato per felice connubio dalla sicula natura del musicista e dal suo trapianto al nord. Vi si colgono, da un lato, gli ardori e le estenuazioni passionali che echeggiano nei cantari dell'isola di fuoco, ma come ammorbiditi e smussati, dall'altro, da una temperie lombardo-padana dai contorni sfumati e intrisi di estatico rapimento poetico. In Bellini si attua allora una perfetta fusione di elementi etnici opposti e apparentemente inconciliabili e invece mirabilmente integrati nel segno di un lirismo trasognato, così insinuante, pervasivo, a suo modo potente, da supplire al supposto difetto di «dramma». (Francesco Bussi, musicologo, in Cinquant’anni di opera al Teatro Municipale di Piacenza)

La Lucia di Lammermoor è da un romanzo di Walter Scott ambientato nella Scozia del 600.
Nell'aprile del 1835 Donizetti torna a Napoli e con il librettista Cammarano anticipa l'epoca della vicenda a fine Cinquecento, restringe la vicenda agli ultimi capitoli del romanzo, adotta soluzioni più convincenti, quali, il suicidio di Edgardo quando gli viene annunciata la morte di Lucia. L’opera  va in scena al San Carlo il 26 settembre 1835.  È poco definire delirante il successo che ottiene Lucia di Lammermoor, l'esito più alto del melodramma romantico italiano.  In sala c'è un inarrestabile crescendo di ammirazione e di commozione ogni pezzo dell'opera viene festeggiato e applaudito. Lucia di Lammermoor divenne presto una delle opere più universalmente popolari dell'Ottocento. (Fulvio Stefano Lo Presti della Donizetti Society di Londra)

 

Chiesa di San Lorenzo  è collocata in Vicolo del Consiglio, di fronte a Palazzo Landi (sede del Tribunale di Piacenza) e di fianco a Palazzo Madama (sede della Procura della Repubblica).
San Lorenzo rappresenta uno dei più interessanti esempi a Piacenza di architettura gotica riferita agli ordini mendicanti. Ricostruita su un precedente impianto nel 1333 con l’annesso convento dei francescani di S. Agostino, è storicamente legata al casato filoimperiale dei Landi, che in essa ha le sepolture di famiglia e che al complesso conventuale ha fornito area e costruzioni fin dal primo insediamento.
Nei secoli successivi la chiesa viene rimaneggiata secondo il gusto e il linguaggio del tempo, o in risposta a nuove esigenze:
- tra fine Tre e inizi Quattrocento vengono eseguiti affreschi e decori sulle volte delle prime due campate e sulle pareti di navate e cappelle; lacerti di essi, staccati e restaurati, sono oggi conservati nei Musei Civici di Palazzo Farnese;
- nel secondo Cinquecento, in parallelo con quanto accade nella coeva chiesa del Carmine, si tenta una trasformazione delle strutture medievaliin senso classico: si ribassano alcuni archi per portarli a sesto pieno, mentre i pilastri trecenteschi (a sezione circolare o ottagonale) vengono rimodellati con sezione a croce e capitello composito;  
- in epoca barocca vengono aggiunte le cappelle laterali e gli stucchi che ricoprono gli  antichi affreschi tardomedievali e nascondono alcuni elementi della fabbrica gotica; viene rimaneggiata anche la facciata con l’eliminazione del rosone tondo e la rettificazione delle finestre laterali, oltre all’aggiunta di archetti intrecciati in cotto e guglie oggi parzialmente  scomparse; all’inizio del ’800, con la  soppressione degli ordini minori voluta da Napoleone, la chiesa viene chiusa al culto e separata dal complesso claustrale, sottoposto a trasformazioni e, in breve, alla demolizione.
Funzioni diverse si succedono per la chiesa, destinata di volta in volta a scuderia, a magazzino, perfino a teatro (1858, durante lavori al Teatro Municipale): ognuna di esse lascerà pesanti tracce.  
Agli inizi del ‘900 l’ex chiesa viene assegnata al Genio Pontieri che ne adatterà gli spazi interni per manutenzione e rimessa per natanti.  
Di questa fase sono ancora visibili le tracce dell’ammezzato, realizzato dai militari come piano di deposito, che si estendeva dai muri perimetrali fino ai pilastri, oltre al rivestimento impermeabilizzante a base di catrame che era stato steso su tutte le pareti in corrispondenza degli spazi utilizzati per le riparazioni.
Nel 1955, in seguito al crollo della volta di una cappella laterale, vengono scoperti antichi affreschi tre-quattrocenteschi con le storie di Santa Caterina, fino ad allora celati alla vista a causa delle sovrastrutture barocche. Negli anni ’60, vengono staccati, restaurati e collocati nel Museo Civico di Palazzo Farnese, dove sono tutt’ora custoditi ed esposti.  
Nei decenni successivi la chiesa viene parzialmente restaurata: in particolare, dai tardi anni ‘80 al 2006 si alternano diverse campagne di restauri dedicate al recupero di stucchi, affreschi, discialbi nelle prime campate.
Vengono inoltre attuate opere di consolidamento della copertura e si realizza il piano di calpestio in calcestruzzo attualmente presente.

Chiesa di San Lorenzo
Chiesa di San Lorenzo