Folk irlandese?!? Dal 17 marzo sarà anche made in Piacenza con i Dublinass

Quest’anno con San Patrizio arriva anche un nuovo progetto musicale di un artista che conosciamo già molto bene. Il progetto si chiama Dublinass, verrà presentato ufficialmente sabato 17 marzo a “il pAbbino”, guarda caso proprio in concomitanza con il San Patrick Day, e colui che ce lo racconta è quello che gli ha dato vita: Alessandro Colpani.

Spieghiamo subito il nome per non creare strani equivoci!

Diciamo che non è altro che la piacentinizzazione, fatta a braccio, di Dubliners. Come da loro sono nati gli Young Dubliners, noi vorremmo fare un po’ gli Young Dubliners dell’appennino. Per non scegliere nomi strani che non vogliono dire niente, abbiamo pensato ad un rimando diretto con un gruppo irlandese che ha fatto musica irlandese. La spiegazione l’abbiamo fatta ovunque anche in inglese perché letta in inglese sarebbe molto fuorviante, ed invece vuole solo essere quel nome, ma in piacentino.

Come è nata l’idea di dare vita ad un progetto del genere?

È nato tutto un anno fa proprio per la ricorrenza di San Patrizio e in teoria doveva essere un esperimento legato solo a quella serata: con i Maladissa ci era stato chiesto di trovare un gruppo irlandese, ma non trovandolo, ci siamo dovuti inventare noi una cosa sul genere. Un po’ come in tanti si sentono irlandesi per un giorno, per il 17 marzo, quella sera ho introdotto i Maladissa con qualche pezzo di musica irlandese che sentivo “mio”.

C’è dentro un po’ di caricaturale verso gli “irlandesi per un giorno”, giusto?

Certo, è proprio legato alla stereotipizzazione di quella festa, per gli italiani che si sentono irlandesi solo perché è San Patrizio. Su quello si che c’è la parte caricaturale, ovviamente più legata al nome del gruppo e alle canzoni più note. Perché, oltre a quelle, di musica tradizionale ne facciamo eccome.

Oltre al progetto, è nato anche un cd!

Si, che si chiama “Wild Cover” e che uscirà proprio il giorno stesso del live al pAbbino. Una release che sarà tutta on line, su YouTube e Bandcamp. Nel cd si sentono voce, chitarra e armonica, per 7 pezzi registrati in studio praticamente come se fossi stato in un live, una scelta che credo verrà mantenuta anche in futuro.

Però nel frattempo, rispetto all’inizio, si è aggiunto un nuovo artista…

Francesco Rossi. È arrivato con la sua voce, il mandolino, il banjo e il suo bouzouki, che si può descrivere come un mandolino molto lungo, ma con un suono metallico più simile al banjo.

Come è nata questa collaborazione?

È nata al pAbbino stesso, bevendo una birra: cercavano una serata con musiche irlandesi e io ho pensato di proporre questo progetto. Però volevo fare una cosa fatta bene, bella da sentire, ho pensato a chi poteva aiutarmi e mi è venuto in mente lui perché, insospettabilmente, fa viaggi in giro per l’Europa nei quali, oltre a lavorare, si forma e si aggiorna costantemente dal punto di vista musicale. Lui è uno che ascolta e osserva anche le cose che trova per strada, e una di quelle su cui ha imparato molto è proprio la musica irlandese.

Però la cosa si è tramuta in altro rispetto ad una singola data…

Si perché da subito si è messo sotto per apportare un contributo attivo alla causa. Attivo a tal punto da invitarmi in Irlanda ad assaporare l’humus di quelle canzoni, oltre che per provare sul campo la qualità di un bouzouki che aveva intenzione di farsi spedire a casa. E pensare che questa collaborazione è nata dopo tanti anni che ci conoscevamo senza aver mai suonato insieme. Tranne una volta, al parco della Galleana, a caso, tipo 7 – 8 anni fa.

Perciò cosa dobbiamo aspettarci dal live al pAbbino e dal futuro prossimo dei Dublinass?

Per il live, e per quello che ascolterete dentro al cd, quello che è in programma è una serie di classici della tradizione irlandese, suonati con strumenti acustici, e anche di reel e di gighe (due tipi di danze popolari. Ndr) fatte apposta per far ballare la gente. Per il dopo live, noi vorremmo andare avanti con questa esperienza e in effetti abbiamo già dei pezzi in cantiere.

Dublinass - Pic by Marta Piroli