Giuseppe Libè finalista Premio Bertoli: L’emozione di cantare davanti al maestro Ligabue

Ha un grosso bagaglio culturale. E' raffinato, attento alle dinamiche sociali, ma anche curioso e sensibile. Doti che riesce a trasmettere nelle sue canzoni.

Parliamo di Giuseppe Libè, cantautore molto legato alle sue radici emiliane che non nasconde e di cui va decisamente fiero.
Questa sera sarà uno dei finalisti nel Premio Bertoli. Premio Bertoli che prevede come ospite il musicista da cui Giuseppe ha tratto spunto per cominciare a mettere in musica i suoi pensieri: Luciano Ligabue.

Giuseppe, apoche ore dalla finale del Premio Bertoli, cosa ti passa per la testa?

Come al solito mi dico –sta tranquillo, canta e non dare troppo peso alla cosa- e poi, sempre come al solito, negli ultimi giorni la tensione comincia a salire, le aspettative crescono e sono diversi giorni che l’ansia diventa la  padrona. Ma è il bello dei concorsi. Sono molto stimolanti perché molto belli ma emotivamente impegnativi.

Non  è la prima volta però che partecipi al premio Beroli

Anche due anni fa sono andato in finale. La cosa che mi piace del premio Bertoli è che è una dimensione adatta a me. Un po’ perché Bertoli lo conoscevo già come cantautore e lo stimo. Poi è un ambiente che colgo come verace e genuino e mi piace molto questa sensazione.

E poi c’è la presenza di Ligabue come ospite...

Ci sono anche altri ospiti, il Premio Bertoli devo dire che fa le cose davvero in grande, ma quello a cui sono molto legato è certamente Luciano Ligabue.
Dopo la grande abbuffata metallara, tra i miei 18-19 anni sono state le sue canzoni che han dato inizio ad una serie di coincidenze e connessioni. Prima di tutto mi ha fatto scoprire l’importanza delle parole all’interno delle canzoni. Ha poi avviato un percorso di riscoperta dei cantautori storici, da Guccini a Dalla, da De Andrè allo stesso Bertoli, che mia mamma ascoltava spesso quando io ero un bambino.
Ma è anche all'interno di belle coincidenze: Ligabue che, guarda caso, deve il suo successo anche a Pierangelo Bertoli che ha cantato alcune sue canzoni (“Sogni di rock’n’roll” e “Figli di un cane” ) quando Ligabue era ancora un musicista sconosciuto ai più.
Infine Ligabue proviene dallo stesso paese di Pier Vittorio Tondelli: uno scrittore a cui sono legato e che ha narrato la terra emiliana così come ha fatto lo stesso Ligabue nelle sue canzoni. Terra alla quale mi sento sinceramente e profondamente legato.
Insomma mi piace pensare a questa finale come ad una chiusura del cerchio nel mio percorso musicale ma anche ripsea alcuni passaggi della mia vita.

 Video: passo dopo passo

E da ultimo alcune note sulla tua canzone: Passo di passo

Quest’anno ho portato questa canzone che è arrivata dritta in finale.  Anch’essa appartiene al disco uscito da pochi mesi (le storie di tanti n.d.r).
“Passo di passo” è la storia di una ragazza che fa la barista e che ha molte aspettative che non vengono corrisposte dalla realtà. In lei giorno dopo giorno  cresce un forte desiderio di fuga.  Ho voluto con questa canzone, parlare dei sentimenti che sorgono in una fetta di popolazione giovanile che, pur avendo svolto ad esempio, un importante percorso formativo, alla fine si trova a dover fare i conti con una realtà completamente diversa, frustrante, e che non corrisponde alle aspettative coltivate negli anni.
Per quanto riguarda la parte musicale direi che è dentro i canoni della tradizione cantautorale nella quale Matteo Calza ha fatto un grosso lavoro di arrangiamento e produzione.