Gli Infected stanno per tornare | La band metal tra viaggi e futuro

Loro era proprio da tanto che non li sentivamo e nel mezzo del cammin di loro vita, si sono fatti un bel viaggetto e una bella esperienza in cui hanno portato la loro musica dove forse ci sono orecchie più predisposte delle nostre per certi ascolti. Sono gli Infected, una delle poche proposte metal del panorama piacentino, che abbiamo imparato a conoscere con Judment Day e che oggi ritroviamo nell’attesa di qualche novità (a cui ovviamente non manca molto).

Cosa è successo dopo Judgment day?

Siamo andati in tour: 7 date per 10 giorni tra Polonia, Ungheria e Romania. Abbiamo fatto circa 7000 km con un camper dell’87: arrivavamo nel locale, suonavamo e ripartivamo subito. Abbiamo avuto solo un giorno libero per visitare Budapest, tutto il resto in viaggio e anche un problemino…

Ossia???

Un incidente. Lì vanno tutti fortissimo in superstrada e ci è partito uno specchietto. Diciamo che il nostro camper non era pronto. Avevamo un po’ di timore alla dogana ma abbiamo trovato un signore sulla settantina che è salito con noi e ci ha guidato fino ad una concessionaria di autoricambi che si chiamava… Bergamo! La cosa ancora più incredibile è che il giorno dopo il pezzo c’era già.

Ma le date come le avete trovate così lontane da noi?

Tramite un’agenzia. Dei ragazzi di Modena e Sassuolo che hanno organizzato il tutto.

Dopo il ritorno?

Un po’ di date, in particolare quella con Slip Diff e una Svizzera in un posto assurdo dove speriamo di tornare, magari proprio con gli Slip Diff con cui ci siamo trovati benissimo.

Perciò ancora fuori Italia. È l’unica strada percorribile per voi?

Trovare date fuori è molto meglio, ma non solo per il genere, ma proprio per chi ha l’obiettivo di fare musica. Suonare sempre a Piacenza o in zona non ti porta una grande crescita e infatti tranne eventi grandi, come Tendenze, cerchiamo di evitare.

Judgment Day

 

Poi per il vostro genere immagino che la scelta sia anche un po’ forzata…

Diciamo che nel nord Italia la questione è legata ad entrare in un giro, essere presenti ai live delle altre band, fare conoscenze. Ad esempio la serata a Lugano è nata da un’altra serata, a Milano. I ragazzi ci hanno trovato una data e noi adesso la cerchiamo noi a loro, ma a Brescia. Poi per fare le cose ad un livello più alto, si deve andare tramite agenzia, senza quella che ci mette la faccia, le date grosse non le trovi. Combinando le cose insieme, forse la cosa può funzionare.

E adesso, dopo questo passaggio in Europa, come siete messi?

Stiamo scrivendo nuovi pezzi e quando scriviamo poi pubblichiamo. È successo con la prima demo e poi con Judgment Day e ora anche con le prossime cose.

Qualcosa è cambiato dall’ultima volta che ci siamo incontrati?

È cambiata la musica e c’è più consapevolezza nei pezzi. Siamo più strutturati rispetto a prima e questo è dato dalle prove e dai concerti che abbiamo messo insieme in questo periodo, che ci hanno fatto crescere molto. Lo stile è lo stesso ma i cambiamenti ci sono stati.

Il primo contratto era con la ETN records, siete ancora con loro?

No, adesso siamo in cerca perché purtroppo Arturo, il proprietario, ha deciso di chiudere.

E allora, per la ricerca, che obiettivi vi ponete?

Ovviamente sono quelli delle case più grandi però è molto difficile perché andare sotto certe etichette ha anche un costo, non esiste più che ti chiamino senza chiederti niente. Se poi dovesse arrivare l’offerta si fa di tutto, però è tutto molto difficile e bisogna capire le condizioni, se il gioco vale la candela, anche perché siamo ancora tutti studenti e grandi sforzi economici non li possiamo fare. Questa è una difficoltà causata anche dai gruppi stessi perché prima se volevi registrare, andavi in uno studio e magari lo facevi direttamente con loro e allora erano spinti a ripagare l’impegno, ora il musicisti si autoproducono e da quel punto di vista le etichette non puntano più.

Infected live

Il metal rimane una scelta di vita?

Per noi si, alla fine ascoltiamo di tutto però quello che ci diverte e ci piace fare è questo. Anche se abbiamo stili diversi, non ci vediamo a fare altre cose.

E allora sull’album. A che punto siete?

È in una fase di sviluppo però sappiamo che sarà un concept album, c’è sempre dietro una idea e sempre con una tematica social ma stavolta più che sul discorso manipolatorio, sull’appiattimento dell’essere umano. L’altro album era su una forma di lotta legata al fatto che tanto il giorno del giudizio arriva per tutti, questo invece è su una tematica più introspettiva sul come siamo noi e sul come è la società.

So che avete in dirittura d’arrivo un video, quanto manca?

Speriamo poco. Sarà l’inno degli stronzi e tutti quelli come noi. In tanti ci chiedono perché suoniamo proprio quel genere, perché non fate quello o non fate quell’altro. E allora noi abbiamo scritto questo inno, fatto per chi continua a fare ciò che si sente.

In effetti a Piacenza di metal ne gira poco. E dell’altro che gira, ascoltate qualcosa?

Tra di noi, quelli che ci piacciono di più sono i Quiet Sonic che sono molto bravi, poi i Bravi Tutti sono sempre divertenti e gli stessi Still Noise hanno del materiale valido.

E sul “mainstream” ci andate mai?

Mah, come generi si. Come singole realtà, ad esempio ci piacciono i Destrage, un gruppo italiano che è riuscito a diventare famoso in America e Giappone e ora anche in Italia. Però anche Salmo che viene da un background metal e hardcore. Oppure ancora Caparezza.

In conclusione, dato che ci tenete: magliette ne avete vendute?

Le abbiamo dovute rifare perché le abbiamo finite tutte! Perciò avanti! Tra l’altro un giorno ci arrivano di colpo 50 messaggi di gente che ci dice che la nostra maglietta è finita su radio 105 mentre c’era Fedez. E in effetti abbiamo trovato il video e dietro si vede uno con la nostra maglietta. Non abbiamo mai capito come fosse finita lì.

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