La musica è donna! Intervista doppia: Benedetta Scandale - Arianna Marenghi

Musica, sostantivo femminile. Non  sempre viene attribuito invece il giusto riconoscimento alle musiciste donne e sarebbe il caso di soffermarsi un attimo ed ascoltare con maggior attenzione. Abbiamo provato a farlo in questa intervista doppia per cercare di conoscere meglio due giovani, anzi, giovanissime cantanti e autrici: Benedetta Scandale e Arianna Marenghi.

Entrambe si esibiranno a Spazio 2. Comincerà Arianna “Arya” Marenghi con i suoi Liberty Island Venerdi 15 marzo alle 21. Sempre alle 21, Benedetta Scandale insieme ad Erminio Cella, invece venerdì 29 marzo

Piccola presentazione di entrambe prima delle domande:

Benedetta Scandale: i Metanòia sono la sua creatura e il suo fido scudiero è Marco Cofferati. Voce di grande risalto che ha perfezionato e affinato con diversi maestri.  E’ appena uscita con il disco “strade vuote” di cui ha scritto parole e musica con gli arrangiamenti di Marco Cofferati.

Arianna Marenghi Giovanissima musicista, 17 anni, ha seguito corsi di canto e ha cominciato le esibizioni live insieme a musicisti di ArteMusica ma venerdì si esibirà con il suo primo vero gruppo: i Liberty Island. Ha iniziato a comporre i suoi pezzi e dovrebbe a breve uscire il suo  primo brano. 

Video: Benedetta Scandale - Every little thing she does is magic                                   Video: Arianna -Arya- Marenghi: Riptide

 

1) Cosa rappresenta la musica per voi?

Benedetta: E’ fondamentale. Può sembrare banale ma la musica è in tutto quello che faccio. Dalla mattina quando viaggio in macchina o sul treno. Ogni momento è valido per scrivere o avere l’ispirazione per scrivere un nuovo spunto o pezzo. Per non parlare del fatto che le canzoni sono la mia ninna nanna prima di dormire approfittando della mia collezione enorme di cd o vinili. Alphaville è il mio posto preferito, quello del cuore

Arianna: Da una parte è l’esigenza di dire qualcosa. E’ il modo naturale ed elettivo per esprimermi. Dall’altra invece la musica è anche completa condivisione: provare per ore con un gruppo, sbagliare insieme, dare tutto se stessi e insieme salire su un palco, che, per quanto piccolo, può portare davvero immense soddisfazioni.

2) Qual è il vostro riferimento musicale?

Benedetta: Ne ho avuti diversi e tutti ugualmente importanti. Adele mi ha accompagnata per molti anni e successivamente sono rimasta affascinata da Norah Jones. Ultimamente ascolto con molto interesse Sara Bareilles.

Arianna: In questo momento il mio riferimento musicale sono personalità forti come Sia e Lorde, ma anche la sensibilità di Birdy. Per quanto riguarda l’ispirazione dei miei testi Twenty One Pilots o Tom Odell. Molto diversi fra loro ma ugualmente intensi e forse complessi. Per quanto riguarda il genere posso dire semplicemente che io sono l’insieme di tutto quello che ho sempre ascoltato: sono cresciuta con influenze dal nu-soul bianco, al britpop, fino ad arrivare all’Indie

3) Essere musicista donna. Quali punti di forza e di debolezza riscontrate?

Benedetta: Non ho ancora tanta esperienza sul campo per poter fare esempi personali, ma la sensazione che bisogna prima sfondare il muro del non essere  presa troppo sul serio c’è.  Per lo meno lo osservo in tantissime valide musiciste che hanno più difficoltà ad emergere, soprattutto se non rispecchiano ceti canoni estetici.
Il punto di forza invece è rappresentato da  un modo  una visione diversa nell’esprimere concetti.

Arianna: Posso solo avanzare delle ipotesi che osservo più che vivere in prima perdona. Uno svantaggio potrebbe essere ad esempio essere giudicata per il proprio aspetto, magari prima ancora che per il proprio talento.
Un punto di forza invece  è che la musica può essere per noi un’arma, un punto di forza. Può essere proprio il modo per far sentire la nostra voce quando magari appunto in altri ambiti la società ha ancora una mentalità chiusa riguardo a noi donne. La musica ci permette di farci sentire.

4) Piacenza ha eccellenze musicali. Si fa già abbastanza o si potrebbe fare qualcosa di più?

Benedetta: Piacenza risente del generale clima di poca attenzione alla cultura che hanno tutti i cittadini italiani. Faccio un esempio: Piacenza è piena di bravi musicisti io ad esempio apprezzo moto Matteo Pisotti o Giuseppe Libè. Ci sono anche molti locali che cercano di promuovere la musica. Il fatto che le persone abbiano poca sensibilità culturale e poca attenzione vanifica l’impegno sia dei locali o dei festival, ma anche disincentiva i musicisti ad impegnarsi. Sicuramente però il fatto che la scena musicale sia viva è qualcosa di molto bello.

Arianna: Mi sono accorta che a Piacenza negli ultimi anni c’è molto movimento. Io stessa ho scoperto un sacco di nuova gente con grande talento e anche tanta voglia di fare musica come me. Consiglio vivamente a tutti di supportare questi ragazzi, di trascorrere qualche serata in più ascoltando gruppi nuovi, che magari non si conoscono ma che vale davvero la pena di conoscere.

5) Quale evento aspetti di più durante l’anno?

Benedetta: Sono due. Il Why Not! E Tendenze. Se il primo anche nell’ultima edizione è stato fantastico, Tendenze invece mi ha delusa. Ma aspettiamo la prossima edizione.

Arianna: Credo l’Alley Oop perché si scopre sempre qualcosa di interessante, ma devo dire che quello che aspetto con più desiderio sono i venerdì piacentini, che nel loro piccolo offrono tantissime possibilità di farsi sentire un po’ in giro, e magari ascoltare gente nuova anche per noi

6) Obiettivo a breve e lungo termine?

Benedetta: A breve di laurearmi (Scienze dell’educazione. N.D.R.). A lungo provare a partecipare a qualche concorso. Non escludo i talent anche se ho un rapporto molto ambivalente. Da un lato danno una grande visibilità ma possono stritolarti troppo velocemente perché il loro ritmo di produzione è frenetico

Arianna: A breve termine quello di ultimare e far uscire il mio primo brano nel quale musica e testo sono scritti da me (con l’aiuto di Niccolò Savinelli per l’arrangiamento e il videoclip).  A lungo termine: scrivere sì, ma fare anche tanta tanta gavetta, il più possibile, con il mio gruppo i Liberty Island. Fare esperienza, imparare, studiare tanto, e aggiungo anche trovare un nostro sound definito e distintivo come gruppo.