La nostra intervista a Enrico Ruggeri. Ci parla di Alma che presenterà all'Athena Live Club

L’attivissimo Athena Live Club di Ponte dell'Olio, cala un asso di briscola nella programmazione dei live: Arriva Enrico Ruggeri. 
Autore per sè e per altri di canzoni memorabili. Da Nuovo swing a Peter Pan. Da Il mare d'Inverno cantata prima da Loredana Bertè a Quello che le donne non dicono cantata da Fiorella Mannoia.  Da Contessa con i primi Decibel, il suo gruppo, fino a Lettera Dal Duca sempre con i Decibel nell'ultimo Sanremo 

All'Athena Enrico Ruggeri arriva con la band al completo per presentare il suo ultimo lavoro, fresco fresco di stampa: “Alma”. 
E proprio il concerto all’Athena  inaugurerà anche Tour Elettrico dedicato al disco. 

Abbiamo raggiunto Enrico durante una pausa tra le date del tour e le sessioni di prove. Eccolo qua a raccontarci di questo nuovo disco.

Video: Enrico Ruggeri - Come lacrime nella pioggia (Official Video)

Buongiorno Enrico, il 13 aprile arrivi all’Athena Live Club, che concerto sarà?

Sarà la prima data dedicata alla parte elettrica. Magari le canzoni possono essere le stesse ma i due tour hanno approcci molto diversi. Il tour acustico è come se si svolgesse nel salotto di casa: nel quale confidenzialmente si va alla radice della canzone, della suggestione. Il tour elettrico l’atmosfera è proprio quella dei club dove la chitarra elettrica e il  Marshall sono i padroni di casa e vai col piede schiacciato sull’acceleratore!

34 album alle spalle dove hai spaziato dal punk all'elettronica, dal cantautorato puro all'essere  chanconnier: dove si colloca il 35° Alma?

Nonostante sia il 35° posso tranquillamente definirlo  “ album di debutto”.  Perché? E’ completamente diverso dagli altri. Arriva tre anni dopo l’ultimo album come Enrico Ruggeri. Certo, in mezzo ci sono stati dischi con i Decibel, due tour, Sanremo, però di fatto dopo tre anni riprendo a rappresentare me stesso: non come cantante di un band ma come cantautore.  Di debutto perché era necessario  reinventare un suono particolare. Ci sono arrivato nel modo più semplice: ho evitato tutti gli stratagemmi come la Pre-Produzione che confezionano le canzoni su basi, groove di batteria e  parti “precotte”.
Sono invece arrivato in studio, ho spiegato le canzoni alla band, abbiamo cominciato a suonarle. Quando eravamo soddisfatti le registravamo. Tutto qui.

Qual è il filo conduttore che hai seguito nella composizione e nella scelta dei brani?

La scelta delle canzoni è caduta su quelle che più mi rappresentano. Ci sono canzoni ad esempio che si auto eliminano: mentre le scrivo mi accorgo che l’argomento che trattano perde di significato e le lascio perdere.
Nell’arrangiamento invece la parola chiave è Libertà. Quindi nessuna piaggeria nei confronti dei media, nessun arrangiamento che strizzi l’occhio a possibili passaggi radiofonici.  "Lacrime della pioggia" però vedo che sta passando in radio, ed  è un piacere. Mi capita spesso di ascoltare canzoni che sembrano fatte apposta per i passaggi radiofonici: suoni perfetti che rimangono sempre dentro i solchi di un facile ascolto privi appunti di quella libertà.  Ho cercato seguire un cammino diverso, magari più complicato e audace ma per me più onesto e vero.

Cosa si prova a cantare una canzone scritta in collaborazione con tuo figlio?

Lui ha composto la musica e io ho fatto solo la chiusura, per il testo lui ha messo l’incipit, “La paura che mi prende parte dal profondo di me”  io l’ho sviluppato. Anche se abbiamo lavorato separatamente c’è comunque una comunione di intenti. E’ un piacere perché vedi che hai lasciato qualcosa, che il DNA non è un’opinione. Mi  fa anche piacere osservare la sua autonomia. Ha fatto tre album e poi si è scostato da questa carriera. Di fatto posso dire che ha molto talento.

La collaborazione con Ermal Meta é per una canzone che ritengo speciale per il suo significato: perché hai scelto proprio Ermal per duettare con te?

Non credo ai duetti come quelli che si fanno oggi: orchestrati dai manager che puzzano di bruciato lontano un miglio.
Con Ermal è diverso. C’è proprio un’amicizia. Mi rivedo molto in lui e ci sono molte analogie tra noi due. E’ nata quindi spontanea questa collaborazione. In più, pur essendo la vita di Ermal Meta molto diversa da quella del bambino della canzone, anche lui sa cosa vuol dire combattere per la propria dignità fin da bambino.  Penso che abbia davvero dato molto a questa canzone.

Con una carriera così lunga e importante come la tua, Qual è il segreto per essere sempre "onestamente nuovo" dentro ogni nuovo album?

Molto semplice e forse anche molto trasgressivo al contempo: fare un disco quando hai qualcosa da dire e cercare di svincolarsi dalle regole del mercato. La regola vorrebbe che si facesse un singolo, poi un altro, magari un video e puntare ad esempio su spotify. Niente di tutto questo, e ritorno a quanto detto sopra: agire in libertà.

Senza svelarne di più, puoi dirci un paio di canzoni del tuo repertorio che faranno da "vallette" alle canzoni di Alma?

Il momento più doloroso è quello diquando sono costretto a fare la scaletta: dover fare una saletta di 25 pezzi, avendo 35 album alle spalle la matematica dice che alcuni dischi non sono per niente rappresentati nel concerto.  Poi ci sono delle canzoni che devono esserci. Il Mare d’Inverno ci sarà!

INFO Prevendite. Chiamare direttamente il locale al n. 378 3046514, il prezzo del biglietto è € 25,00 posto unico solo in piedi.