London calling | Ad Alphaville il grande tributo all'album dei Clash (con super ospite!)

Quarantanni e non sentirli!
London calling, il capolavoro dei Clash, arriva ad un compleanno speciale e Alphaville, in collaborazione con Fred Perry, non si è lasciato perdere l’occasione di celebrarlo in una maniera unica.
Domenica 1 Dicembre a partire dalle 16.30 andrà in scena Reimagine London Calling: 1979>2019, un lungo live con 8 band che ridaranno vita all’album considerato universalmente come una pietra miliare della musica.

Super ospite!

Non solo 4 ore di live ma anche un incontro speciale, quello con Don Letts. Un personaggio molto importante di quegli anni, insieme a cui si darà vita ad un talk sul clima culturale da cui è nato quel grande momento musicale. Letts è un videomaker, dj, produttore, figura chiave nella scena punk e reggae globale, da sempre a stretto contatto con i Clash (suo è il documentario sulla band “Westway to the world”, vincitore di un Grammy Award nel 2003).

La scaletta

Per riprendere in mano London calling, i ragazzi di Alphaville hanno pensato di mettere insieme 8 band, anche molto differenti tra loro per mettere a paragone versioni diverse dei pezzi che sono diventati storia da quel 1979. Sul palco troveremo: Betty Blue n Zig Zag Tramp, Blugrana, John Belpaese, Kubri, NagualMr.Pizza, Operation Octopus, TeeepeeeThe Legendary Kid Combo.

Chi è Don Letts

Militante delle Pantere Nere a Brixton nella metà degli anni ’70, incontra il nichilismo anarchico del punk attraverso i frequentatori del suo negozio di abbigliamento Acme Attractions su King’s Road a Londra. Nel 1977 è il resident dj del Roxy, il primo club punk di Londra, nel quale propone selezioni reggae introducendo un’intera generazione di giovani inglesi alla musica giamaicana e diventando un protagonista della rivoluzione multi-culturale di West London alla fine degli anni ’70.

Fu proprio al Roxy che Don Letts, ispirato dalla logica “do it yourself” del punk, girò il suo primo film “Punk Rock Movie”, documentario in Super-8mm sulla scena inglese con band come Sex Pistols e Clash. La sua attività di film-maker lo porterà a girare oltre 400 video musicali e una ventina di documentari e film tra cui “Dancehall Queen”, “One Love”, “Punk Attitude”, “Soul Britannia”, “The Brother From Another Planet” sulla vita di Sun Ra, “The Revolution Will Not Be Televised” sulla poesia rap di Gil Scott-Heron.

Nel 2007, durante le celebrazioni per i 200 anni dall’abolizione della schiavitù nell’impero britannico, Don Letts ha portato nei teatri inglesi “Speakers Corner”, uno spettacolo con poeti, rapper e musicisti sul significato dell’essere liberi oggi.

La sua attività musicale lo vede membro di band fondamentali come Big Audio Dynamite, Basement 5, Screaming Target. Collabora con i PIL, le Slits, i Trouble Funk. Oggi Don Letts, insieme alla conduzione del proprio show settimanale “Culture Clash Radio” su BBC 6 ed alla produzione di compilation reggae, si diverte ancora a portare in giro per il mondo dal vivo le proprie selezioni musicali preferite.

Parlando di sé Don Letts dice: “La generazione dei miei genitori era arrivata in Inghilterra su una nave pagando un biglietto, e si era costruita una vita accettabile facendo i lavori più umili, rispettando i limiti, sottomessi all’autorità, ma per noi non sarebbe funzionata così. Era chiaro che a noi sarebbe rimasta la parte peggiore; capii subito che il modo in cui i neri erano trattati nel sistema scolastico era fondamentalmente sbagliato. Non potevo accettare quello che dicevano a me in quanto nero: vai a lavorare alle Poste, o nella Metropolitana di Londra. Volevo di piu’. Ho una naturale repulsione ad essere etichettato o rinchiuso in categorie; per tutta la mia vita mi sono opposto ai dogmi ed alla retorica. Ho alzato la testa. Sono il Rebel Dread.”