Marco Rancati: “se una canzone mi piace la canto”

Marco Rancati è inafferabile a qualsiasi definizione, la sua filosofia è racchiusa nel titolo “se mi piace la canto!”. Marco ti spiazza, viaggia verso una direzione artistica ma poi cambia registro, devia di lato, per affrontare una nuova sfida che è arrivata.
Lo ha fatto negli anni e ancora adesso non cambia. Lo ha fatto quando si confrontava sul palco con tutti i più grandi musicisti italiani che ha deciso di salutare appena capito “che quello, che pur era affascinante, non era il mio mondo”….Chapeau!

Marco com’è stato il tuo esordio musicale?
Un po’ come tante altre cose che mi sono capitate: aspettando un momento che è arrivato! Cantavo in alcuni gruppi locali e qualcuno mi ha sentito. Un giorno, avevo 17 anni, telefona a casa un produttore e mi chiede se voglio entrare in un gruppo che si sarebbe esibito a Sanremo: gli Eva 2000. Ho passato i provini, e sono arrivato sul palco del Casinò di Sanremo (allora il festival non era ancora all’Ariston). Era l’anno 1975.  Non siamo arrivati in finale ma da lì è cominciato un tour nelle discoteche di tutta Italia.

E poi è cominciata l’avventura di Daniel Danielì
Questa è cominciata tre anni dopo, nel ‘78. Ed è iniziato un periodo di grande lavoro e di successi. Gianfranco Reverberi (uno dei compositori e arrangiatori più importanti d’Italia. NDR) mi propose di registrare un disco di cover in inglese dal titolo “Honey for bears”. E’ arrivato Castrocaro che ho vinto. Dal primo 45 giri è stata tratta una canzone - "Sin ti (vivir no sè)" -  che è arrivata in vetta alle classifiche in Argentina.  Infine la partecipazione vincente, a “Due voci per Sanremo” con un mio pezzo “Take me”. Nell’85 ancora il Festival di Sanremo.

E hai partecipato con una canzone scritta insieme a dei mostri sacri della musica italiana!
Si trattava di “Occhi Neri” e l’ho scritta insieme a Lucio Dalla e Ron.

E poi sono arrivati gli Animali Rari
E’ la cosa che ho voluto più fortemente di tutte! Il mondo dello “show-biz” non l’ho mai sentito vicino e poi quando una cosa è fatta, devo cambiare e dedicarmi ad altro. Ho contattato il figlio di Mogol (Keope) e insieme anche al figlio di Enzo Bearzot, abbiamo scritto diverse canzoni. Negli Animali Rari ci doveva essere anche Andrea Fornili ma, giustamente, ha scelto di entrare negli Stadio. Il nostro debutto è stato alla storica discoteca “Canguro” di San Colombano al Lambro. La storia degli Animali Rari l’ho conclusa nel 2012 per… dedicarmi ad altro!

Quali sono quindi le tue ultime news?
Ci sono diversi progetti. Da “I motivi della Terra” scritta sulle rive del Trebbia, con musica di Carlo Lamberti,  diventata inno del festival “un bosco per Kyoto”. Ma c'è anche il nuovo gruppo: gli Shout, e pure gli ArchiRock, oppure il progetto "Notte Queen" insomma di tutto e di più e in ogni direzioni!

Per continuare a sorprenderci?
Lo spero proprio! Considero la voce uno strumento incredibile e con lei mi piace sperimentare. Non voglio rimanere dentro i soliti clichè musicali. Se c’è una canzone che mi piace io la canto, non importa se è di genere completamente diverso da quello che ho sempre cantato. Ho registrato una canzone “O sole mio – It’s now or never” con arrangiamenti di archi, oppure con gli Shout abbiamo riscoperto la registrazione all’’unisono come capitava nei vecchi tempi. Ho ritrovato sulla mia strada Andrea Fornili e con lui ho registrato un nuovo singolo (“Ti dico che”) e sarò sul palco del Cinefox di Caorso e su quello del President.

Ecco qua, questo è Marco Rancati, semplice e disarmante nella sua grandezza artistica, che ci dice: “Se le cose devono venire, vengono e portano sempre un cambiamento. Io ne aspetto sempre di nuove anche se potreste giudicarmi un “eterno incompiuto”. Comunque, state tranquilli, mi troverete sempre diverso da come mi volete”. Ed è per questo che ci piace! 

 

Marco Rancati: Occhi Neri 

 

Marco Rancati: I motivi della terra  

Marco Rancati & The Shout: Notte Queen 

Marco Rancati durante l'intervista a PiacenzaMusicPride
Marco Rancati durante l'intervista a PiacenzaMusicPride