Stasera all'Athena gli Slip Diff alzano il velo su Specular

Ogni band ha i suoi tempi, le sue dinamiche, i suoi momenti. Gli Slip Diff sono una band che in 15 anni non ha mai smesso di portare avanti un progetto e ora, dopo tanto tempo, ha voluto rilanciare di nuovo un’idea di rock, tirato e dritto, nonostante tutti i cambiamenti che la vita porta e ha portato anche per loro.

 Ad accoglierci nel loro luogo sacro, la Crazy Sound di Podenzano (ne riparleremo a breve…), c’era Andrea Guglieri, che insieme alla voce Marcello “Cellone” Giarola – la chitarra di Raffaele Marangoni – il basso di Alessandro Guarnieri e la batteria di Riccardo Guglieri formano la band; che ci ha parlato del loro nuovo album che porta il nome di Specular.

<<Sono 15 anni che suoniamo insieme e finalmente abbiamo un nuovo album, un progetto che già da due anni fa ha cominciato a prendere forma, già quando suonavamo ancora al Mofo di San Bonico e che ora esce per davvero. C’è voluto un po’ perché in mezzo ci sono stati matrimoni, lavoro, l’associazione (la Crazy), però ora ce l’abbiamo>>.

Torniamo un attimo a 15 anni fa…

All’epoca c’erano gruppi come gli Haulinass e via dicendo e possiamo dire che nonostante gli anni e i cambiamenti, siamo passati indenni dagli anni 2000.

E dopo questi anni a che punto vi siete trovati?

A quello in cui ci chiedevamo sa farlo oppure questo album nuovo. Poi è arrivata la collaborazione con Giancarlo Boselli che è stata decisiva per andare avanti. Negli arrangiamenti, nella pre e post produzione ha cambiato tante cose, ha dato una nuova spinta a tanti pezzi che ad esempio erano usciti dalla lista per l’album e che invece, grazie a questo lavoro, sono rientrati.

Infatti parliamo di un album un po’ diviso a metà, giusto?

Si perché 4 brani sono stati registrati in un primo momento e poi gli altri 4 a distanza di 2 anni. Un lasso temporale non indifferente. La differenza tra questi brani per noi è notevole almeno al nostro orecchio ed infatti abbiamo lavorato tanto di mixaggio per dargli un filo logico. La cosa bella sarà farlo ascoltare a tutti per vedere se qualcuno se ne accorge. Per un attimo abbiamo pensato che potesse diventare solo un bel sottobicchiere però poi abbiamo deciso di farlo e alla fine così è stato, e lo mostreremo live all’Athena con gli Infected, con cui siamo sempre rimasti in contatto dall’Emergenza festival, e i Sondag.

Cosa è successo in questi anni?

Intanto che abbiamo cambiato 4 batteristi, ed è questa un po’ la cosa che ci ha rallentato in alcuni momenti. Oltre a questo c’è un po’ di amaro in bocca perché si poteva suonare di più, soprattutto per il nostro genere, soprattutto ai primi tempi.

Di cosa parlano gli 8 brani di Specular?

Parlano di vita vissuta, di quello che ci capita tutti i giorni, dal lavoro alla famiglia. Tutte cose che 15 anni fa non c’erano e che soprattutto sono lette e scritte in un modo molto diverso rispetto ali inizi. Come prima i testi sono scritti spesso da Marcello ma poi costruiti tutti insieme, ma ovviamente con una maturazione cresciuta nel tempo.

Slip Diff

Parentesi Crazy Sound: cosa ha voluto dire o cosa vuole ancora dire per voi?

Beh, è e sarà sempre importante per noi. L’associazione è nata per avere un posto per suonare dopo essere stati tanto tempo in cantina. Siamo partiti così e dopo abbiamo deciso di andare avanti e farla diventare una scuola. È stato un evolversi costante a livello di struttura e della band. Prima non ci si poteva permettere un posto e si andava a Codogno con una cassetta, ora possiamo fare tutto qua. Arrivare in studio avendo già tutto a posto, provato e riprovato in sala, è tutta un’altra cosa.

Intanto la Crazy è cresciuta in parallelo a voi e ha saputo allargarsi a tanti ragazzi. Com’è il rapporto con loro, per voi che siete cresciuti in un momento musicale e non solo, molto diverso?

Ora è tutto molto diverso. Io quando ho preso la chitarra me la sono sudata, ora invece la comprano subito da 2000 Euro e dopo un po’ si stancano e la mettono giù. Anche in gruppo la musica viene vissuta in un modo molto diverso, ad esempio quando abbiamo la festa riusciamo a metterli insieme, ma poi la voglia di creare una band, suonare e provare insieme, è molto meno rispetto ai nostri tempi. Noi quella voglia ce la portiamo dentro dai contest all’Alvaro e Camilla (chi scrive c’era e se li ricorda molto bene. Ndr) e non ci ha ancora abbandonato. All’epoca si scriveva un pezzo una settimana per l’altra e rileggendo quelle cose ci viene da ridere, però anche all’epoca c’erano delle belle idee.

Da quelle serate ad oggi, c’è mai stato il pensiero di “buttare dentro”?

C’è stato ma poi tutte le volte ci siamo guardati in faccia e abbiamo scelto di andare avanti. A volte non ci vediamo per 4 mesi e poi ci ritroviamo per suonare. Per noi è normale trovarci il giovedì sera in saletta senza avere un perché, è giusto così. Essere negli Slip Diff è come avere una morosa o una moglie

Torniamo all’album e ad un nome, Giancarlo Boselli.

Per noi è stato il sesto Slip Diff. Lui che lavora tanto sulle colonne sonore, ci ha aperto per davvero un mondo diverso davanti.

Che obiettivi vi potete dare a questo punto del percorso?

Già di norma nell’Italia della musica di oggi non ce ne possiamo dare tanti, poi anche per la nostra età ormai non è che possiamo volare molto alto. Diciamo che per noi oggi è importante scegliere bene qualche data fatta bene come ad esempio quella all’Athena o ancora come quello che è successo per Emergenza Festival dove siamo arrivati fino in fondo. Quello che vogliamo è suonare Specular che tanto per farlo diventare quel sottobicchiere che dicevamo prima, c’è ancora tempo.