True Skill: con “Michele”e “Mogano” gioca e sue carte. Emis Killa approva!

True Skill lo stiamo seguendo da diverso tempo. Proprio così, True Skill, che all’anagrafe fa Michele Rossi dall’alto dei suoi ben 19 (!!) anni ha le idee chiare e molti lavori alle spalle.

Di lui colpiscono la tenacia, la bravura, la passione e che non lascia nulla al caso. Sta seguendo il corso di laurea in letteratura quasi a testimoniare che comporre strofe  non è una cosa banale ma, come ha ben spiegato nel suo spettacolo alla Muntà insieme ad Ace,  ha basi lontane e bisogna ispirarsi alla bravura degli antichi per gli endecasillabi. Non è quindi un caso che sia stato scelto per il “Future Legend” (il contest di Coca-Cola), che si sia esibito davanti a  Emis Killa, coronando un suo sogno, che abbia passato il turno e sia approdato alla fase successiva.

Michele, ma cosa hai provato a rappare davanti ad Emis Killa!
Bellissimo! Killa è stato il mio riferimento fin da quando ho iniziato ad ascoltare rap. Avevo 13 anni e posso dire di conoscere tutti i suoi pezzi a memoria. Rappare davanti a lui è stato una grandissima soddisfazione. E’ stata anche una grande occasione di visibilità ma, anche se non lo avesse saputo nessuno sarebbe stato bellissimo lo stesso.

Video: True Skill al Future Legend


Il Future Legend è anche una grande occasione di visibilità. Com’è successo tutto questo?
Mi è arrivata la comunicazione che ero fra i partecipanti 6 giorni prima delle selezioni. In questo breve lasso di tempo, insieme a Nicolò Savinelli, ho scritto le rime, i bit,  registrato il tutto e ho inviato il pezzo. Un lavoro duro anche perché in questo periodo il mio modo di cantare è molto più melodico, molto vicino al pop, mentre la canzone doveva avere delle caratteristiche Rap ben precise.

Rappare davanti a Killa! Immagino che la tensione fosse alle stelle. Come hai vissuto lo stress?
Devo dire che lavoro bene sotto pressione. Sono discretamente consapevole dei miei mezzi, e altrettanto consapevole che l’umiltà è una dote essenziale. Quindi mi riconosco la capacità compositiva:  il pezzo a mio avviso ha una buona struttura con parti ben equilibrate: la prima strofa più determinata, la seconda d’amore un ritornello radiofonico. Al contempo non dovevo prendere sottogamba la competizione. In questo pezzo ho cercato nel breve tempo a disposizione, di mettere tutto me stesso al 100% e, non a caso la canzone si chiama Michele. Ho avuto un buon riscontro da Killa col quale ho cercato rapportarmi, fatte le dovute proporzioni, come ad un collega. Ho chiesto suggerimenti, impressioni, senza cadere nel rapporto “fan-star” che mi sembrava far perdere di significato all’esperienza. Sono passato alla fase successiva sulla quale non mi sono ancora perfettamente informato. Stiamo a vedere.

Ma in cantiere c’è anche un altro progetto.
Certo. E’ appena uscito Mogano, lo si  può ascoltare su Spotify. E’ un brano importante perché è il punto di partenza di un nuovo progetto-percorso che intendo svolgere.

Di cosa si tratta?
Fino ad ora ho scritto molti pezzi, di cui sono molto soddisfatto ma senza una visione complessiva. “Mogano” invece è il primo brano di un lavoro ben strutturato. LA base per il mio primo EP. Come puoi notare, si discosta notevolmente dai miei primi lavori, è praticamente tutto cantato, il rap è quasi completamente assente. Appartiene al quel filone che definirei Emo-Trap, più intimo,triste, o meglio “sad” nel quale mi riconosco molto ma ancora poco conosciuto in Italia.  Un lavoro nel quale, come per tutte le cose che faccio voglio mettere tutto il mio impegno per consolidare e allargare il numero di persone a cui piace la mia musica, ma cercare anche di giocarmi bene le carte per cercare di far diventare una professione questa mia grande passione.  

Mogano

Con Mogano hai chiamato a raccolta tutti i tuoi collaboratori più stretti immagino
Assolutamente, devo ringraziare la produzione musicale Kymo Jackson  che segue tutto il progetto ma ne quale c’è e ci sarà lo zampino di Nicolò Savinelli che ha curato come dicevo, Michele del Future Legend insieme a Leonardo Caminati. Le grafiche di Mogano sono invece di Mattia Alieri e Nicolas Ghittoni.