Un anno dopo è di nuovo Dublinass! Per San Patrizio arriva Two

È uno degli artisti di cui parliamo più spesso perché ha in curriculum ormai una lunghissima serie di collaborazioni e progetti. Lui è Alessandro Colpani e oggi è il momento di Dublinass, la sua escursione nel mondo dell’irish folk di cui esattamente un anno fa avevamo già parlato e che a distanza di 365 giorni, e stavolta insieme a Francesco Rossi, torna per un nuovo album e con esso un nuovo live di San Patrizio e anche post San Patrizio.

Il progetto Dublinss compie un anno e raddoppia!

Esatto, ad un anno esatto dal debutto, io e Francesco, torniamo al Pabbino il 16 marzo (e poi subito il giorno dopo Temple), dove l’anno scorso in corrispondenza del concerto era uscito il primo cd.

E nel frattempo…

C’è stato un anno di esperimenti, facendo anche un po’ di pratica andando tra l’altro al Bascherdeis e al festival Scrittorincittà dove abbiamo suonato in una location della madonna ossia l'Open Baladin di Cuneo.

Parliamo della registrazione, una parte importante del vostro modo di vedere questo progetto.

Il live ci gasava tanto e perciò anche questo è registrato in una sorta di live session, in studio all’Elfo con Daniele Mandelli, ed in questo caso anche qui prendendo pezzi tradizionali, alcuni cantati, 5 su 7, mentre altre sono solo musicali, due pezzi tradizionali fatti per essere ballati, con gli strumenti che più si avvicinano a quelli originali: banjo, mandolino, bouzouki, chitarra, armonica. Anche in fase di post produzione abbiamo cercato di rimanere il più fedeli possibile a quella che è stata la registrazione.

Strumenti che si avvicinano molto a quelli originali per aver un risultato molto fedele al quelli della tradizione, mettendoci però qualcosa di vostro…

Su diversi pezzi abbiamo cercato di tirare fuori la loro essenza, senza reinterpretarli troppo, perché sono belli se li fai così, su altri invece abbiamo ritoccato qualcosa per avvicinarli all’obiettivo, farli “arrivare” a chi li ascolta, ossia con suoni più moderni. La più eclatante è quella di cui abbiamo cambiato anche il titolo, che poi è quella di cui abbiamo lanciato il video, Seven drunken nights che è diventata “Several drunken nights”. Questo perché in molte versioni vengono cantate solo 5 di quelle notti “drunken”.

In studio

Anche la struttura dei pezzi a volte è stato un po’ rivista. Come?

Tante volte questi pezzi hanno un tema, come un rif ed un giro melodico, e noi ne abbiamo attualizzato un po’ la struttura per non avere giri uguali costanti. Li abbiamo resi più contemporanei e per farlo abbiamo dovuto decidere come distribuire le varie parti e scegliere con che strumenti suonarli. La scelta dei suoni è apparentemente semplice ma invece rende tutto più complicato perché bisogna decidere che strumento valorizzare a discapito di un altro. Oltre a questo c’è anche il discorso del testo e della pronuncia perché per avvicinare una lingua che non è semplicissima, abbiamo dovuto lavorarci soprattutto per quello che sarà il live.

Il titolo dell’album è “Two”. Da cosa nasce?

Si chiama così perché è un album che arriva proprio dal fatto che il progetto Dublinass è nato come mio, ma che poi è diventato anche di Francesco Rossi e allora questo essere diventato non di uno solo, ma di due, ha dato un significato nuovo a tutto. Dopo esserci ritrovati io e Francesco, da subito abbiamo pensato a questo Two. Per noi questo week end sarà come capitalizzare il lavoro fatto dal giorno dopo il primo live.

Two

Anche la copertina dice qualcosa in certo senso.

Diciamo di si. Per quanto riguarda l’immagine, ha la particolarità che in mezzo alle tante foto che abbiamo e che ci sono state fatte nei live da fotografi professionali, ne abbiamo scelta una fatta da un’amica. Questo perché anche se ne avevamo di molto belle, ne volevamo una naturale e così abbiamo trovato questa fatta nel giardino di questa amica durante il Baskerdeis che ha come sfondo le colline della Val d’Arda. Poi c’è anche un altro particolare, in basso a sinistra c’è anche un logo, di cui però magari ne parleremo più avanti. Diciamo solo che non è lì a caso.

Immagino che di possibili brani da prendere in considerazione ce ne siano una marea, come li avete scelti?

Intanto abbiamo scartato quelli illegali ossia quelli che se li suoni da loro ti arrestano, e dato che non abbiamo intenzione di rimettere in piedi l’IRA, quelli li abbiamo lasciati da parte. Il passo dopo è stato quello di prendere quelli che si avvicinano più a noi, come ad esempio quelli che ci riportano alla storia della torre degli Scotti che ha di fianco Santa Brigida o quelli che riportano a San Colombano. Ci è piaciuto avvicinarci alla realtà e creare una mappatura, un ventaglio della tradizione musicale. Insomma i 3 punti cardine erano: no pezzi illegali; no a pezzi famosi che sono stati scritti da band americane o australiane anche se hanno preso a loro volta brani tradizionali; e poi, sui brani scelti, abbiamo tenuto la versione più accessibile e comprensibile.

In conclusione la domanda che ti faccio sempre: dove trovi il tempo per portare avanti tutte le tue idee e le tue collaborazioni.

Non lo so. Oltre a Two c’è il mio cd, che è lì però adesso è un attimo in stand by. Poi con Mirko, per i Maladissa, siamo sempre in moto con cose nuove anche se mettere insieme i miei e i suoi impegni, non è facile. Diciamo che piano piano si fa tutto e che nel momento in cui ci si avvicina ad una scadenza il focus si sposta solo quella, come sta succedendo adesso per i Dublinass. Possiamo dire che nell’ombra tesso la tela e poi, al momento giusto, vengo fuori.