Why Not Festival | La presentazione ad un mese esatto!

Un festival sempre fresco, sempre in cambiamento, ma sempre con gli stessi ideali: Why Not?
Il Why Not Festival è uno dei quei festival che raccontiamo sempre con molto piacere perché sia che si parli dei ragazzi che ci sono dietro allo spettacolo, quelli di Collettivo 14, sia che si parli della line up, sia che si parli più in generale della filosofia che c’è alle spalle di questo evento; ci viene quasi sempre da dargli ragione.

Why Not? Non è solo un festival, è una idea di festival ed è una idea più generale di musica che lo sorregge. Per questo la parola “banalità” non è contemplata nel loro dizionario e questo li porta, sempre con le potenzialità che ha un’associazione che si regge in piedi da sola, a scelte mai banali e sempre con qualcosa da dire dentro.

E allora anche quest’anno sapremo cosa fare nel primo week end interamente settembrino, nella due giorni del 6 e del 7, quando ci troveremo davanti una line up che varia sul genere, ma non a caso.

Venerdì 6

Lo start alla manifestazione lo daranno i Romea con ritmi suadenti, qualcosa di Africa, e una scratchatina qua e là per una partenza quasi completamente strumentale.

Poi un nome da 2 milioni di ascolti su Spotify, è quello di Clever Gold che da una impronta chiara alla serata che percorrerà poi anche l’artista del prossimo live. Con lui inizia il viaggio in un genere ben preciso, il rap, ma in particolare in quello tosto e dritto che la rima non la fa solo perché suona bene, ma perché dietro c’è un filo, un contesto. L’ultimo suo lavoro è ancora freschissimo e si chiama Il lupo di Hokkaido.

Murubutu

Il terzo live sembra quasi scritto nelle stelle perché se si parla di rap, che va dritto al punto, anche se i giochi di parole sono la sua base, si arriva a Murubutu. Forse il maggiore esponente del genere in Italia per l’utilizzo che ne fa, che tocca l’hip hop, perché per un rapper è lì a portata di mano, ma che rimane saldo nei testi. Questo a tal punto da poter definire il suo come un «rap di ispirazione letteraria» o «letteraturap», perché la storia, la filosofia e la letteratura, sono alla base dei testi.

Dopo di lui, non si finisce perché a chiudere le danze ci sarà un djset, quello di Bop In Trouble aka Beppe Caci.

Sabato 7

Il restart non è lontano dai temi centrali della prima serata, infatti con il duo Typo Clan, arrivano suoni che sono riconducibili all’hip hop, ma anche ad un’altra decina di generi, perciò possiamo dire che si riparte (quasi) da dove eravamo rimasti.

Poi però il cambio c’è. Con Giorgio Canali arriva una delle figure simbolo del cantautorato rock italiano. Per lui un viaggio fatto di musica cominciato a fine anni ’70 e poi salito in cattedra nel 1985 quando entra nei CCCP Fedeli alla linea. Poi a fine anni ’90 inizia il strada come solita con i Rossofuoco. Ultimo di una produzione che conta 7 album, nel 2018 è arrivato Undici canzoni di merda con la pioggia dentro.

Tre allegri ragazzi morti

L’ultimo live di questa 18esima edizione del Why Not? è il nome probabilmente più importante della manifestazione. Infatti loro sono i Tre allegri ragazzi morti. Questa, dopo quella di Canali, è un’altra grande storia rock, qua è meglio dire punk rock, italiana. Un progetto che arriva dal 1994 e che ancora oggi rimane saldo sulla scena alternative.

Anche per la seconda serata non mancherà la chiusura con djset e allora arriva Tua madre lo diceva aka Riccardo Covelli.

Caro Why Not?: ma com’era il mondo prima che arrivassi te?