Why Not Festival | L'intervista ad un soffio dallo start

Ormai ci siamo, il countdown è finito!
Siamo alle porte del Why Not? Festival numero 18 e come è ormai tradizione abbiamo dato un colpo di telefono a Collettivo14, anima pulsante del festival che sta per prendere vita in quel di Fiorenzuola, venerdì 6 e sabato 7.
Ecco qualche domanda, sul passato, sul presente e, perché no? (o meglio Why Not?), anche sul futuro; ad un soffio dalla due giorni.

Una botta di due giorni: ma quanto tempo prima siete partiti per arrivare a questa line up?

Consideriamo intanto che il progetto è cumulativo, dura dal 2013 ed è da allora che accumuliamo risorse, dato che ci autofinanziamo, per arrivare al nostro Natale che è il Why not. Adagio adagio abbiamo alzato l’asticella e per noi il fine settimana che sta per arrivare che rappresenta un po’ la nostra vetta. Siamo partiti a gennaio fissando i primi nomi, poi qualcosa a febbraio e marzo, e ad aprile abbiamo chiuso. Perciò con tanto anticipo perché poi escono gli album e non sapendo poi come andranno, è meglio muoversi.

Un mese fa, portando sul sito i nomi della due giorni, l'abbiamo definito più che un festival, una idea di festival che continua negli anni. Quanto è difficile rimanere fedeli ad un concetto molto chiaro di musica?

È proprio così, un ideale. Da sempre abbiamo puntato ad andare sulla qualità e sulla cose che durassero, non sulle mode e sulle cose usa e getta che vanno via senza lasciare ricordi se non quelli di una serata alcoolica. Invece quello che vogliamo noi è lasciare il segno con le parole e con i concetti per veicolare nel nostra paese qualcosa di culturale soprattutto per i giovani, attraverso il festival. Ovviamente è difficile perché le risorse sono poche e poi questo costa anche in termini di pubblico perché sarebbe più facile chiamare l’artista dell’estate, ma nel tempo abbiamo visto che questa coerenza artistica sta pagando.

Giorgio Canali

Da Murubutu ai TARM passando per Canali: qual è il filo conduttore che li unisce?

È sempre quello della qualità, dei messaggi, degli ideali che portano avanti gli artisti che scegliamo. I concetti vuoti, banali, passeggeri ed “estivi” non ci sono mai interessati e questo si vede nella storia in chi è passato di qua.  Una coerenza cantautorale che li lega un po’ tutti e non solo quelli di quest’anno.

Parlando mi ha detto che il numero di volontari è altissimo. Questo vuol dire che il movimento che muovete è davvero tanto...

Per fortuna son tantissimi e questo festival nasce anche dalla necessità di creare qualcosa per il proprio paese e noi che siamo in provincia lo sentiamo molto. Una energia collettiva vibrante di cui si ha bisogno e che, da noi come in tanti festival, si viene a creare e dove nascono amicizie che non si creano in anni di bar e che ci portiamo dietro. Ed il concetto di festival nostro è anche questo: l’esperienza condivisa e poi il ricordo che ne rimane.

Murubutu

Sempre sulla partecipazione: quanto è importante anche in questa ottica, la regolarità delle proposte anche alla vecchia scuola?

Ovviamente è fondamentale perché senza di lei e le feste che facciamo intanto non avremmo risorse economiche per uno sforzo del genere, e poi continuità artistica per tutto l’anno. All’inizio eravamo scettici ma dopo tutti questi sforzi la scuola è diventato un polmone dove trovare i soldi da investire in questo week end. Oltre a questo ti permette di coltivare un pubblico che poi andiamo a ritrovare durante l’estate.

Il primo articolo lo abbiamo chiuso citando i TARM chiedendovi/chiedendoci "com'era il Mondo prima che arrivasse il Why Not?". Senza chiedere un lungo viaggio nel tempo: come sarebbe se non ci fosse?

Un mondo senza Why not non ne risentirebbe, ma una Piacenza o una Fiorenzuola invece avrebbero qualcosa in meno. Un senso che si porta dietro molto importante è quello del potercela fare. Il Why Not vuole essere un urlo, soprattutto in un posto come il nostro in mezzo al nulla e magari con gente che ti dice che non ce la puoi fare, che invece dice che se ti metti in testa una cosa, con i tuoi amici, se vuoi puoi farlo, anche da noi, anche in provincia.