Link Quartet

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Attivo da più di 20 anni il Link Quartet è uno dei pochi gruppi italiani a poter vantare due tour americani coast to coast, l’ultimo dei quali nella primavera del 2004 per la promozione della colonna sonora dello spy movie Wilson Chance. In questi anni la band ha calcato palchi prestigiosi come il GO! Lleida '60 Festival in Spagna, il 100 Club di Londra, l'Our Way of Thinking di Chicago, il Club Au-go-go di Los Angeles e il Printemps de Bourges in Francia, dove i Link si sono esibiti con Melissa Auf Der Maur, Yeah Yeah Yeahs e Calexico; hanno aperto per gruppi del calibro di Manu Chao, James Taylor Quartet, Brian Auger's Oblivion Express, Downliners Sect, Chocolate Watch Band e Bonniwell Music Machine oltre ad aver girato in lungo e in largo l’Europa condividendo il palco con Big Boss Man, Men from S.P.E.C.T.R.E., Sugarman 3, Speaklow, Diplomats of Solid Sound, Boogaloo Communicators, Montefiori Cocktail, Leslie Overdrive e molti altri. Sono di casa a Londra dove, oltre a essere coccolati dalla Acid Jazz Records, che li ha voluti per la sua ultima compilation "Exile on Hammond Street vol.3", fanno apparizione fissa su radio BBC6 e BBC2 nei seguitissimi show di Craig Charles e Mark Radcliffe. 
Il Link Quartet nasce nel 1993 coverizzando brani di JTQ, Curduroy e funk anni 70. Il tutto rigorosamente strumentale. Nel corso degli anni la formazione subisce decine di cambiamenti pur rimanendo stabile l’ossatura portante originaria costituita da Giulio “Link” Cardini allla chitarra e Renzo Bassi al basso. La formazione si stabilizza con l’entrata all’Hammond di Paolo “Apollo” Negri nel 1997. Nei primi anni di attività, oltre a una lunga serie di date in Italia e Spagna (anche a supporto del JTQ nel 1999 e nel 2000 della Chocolate Watch Band) il Link Quartet incide due singoli su vinile per l'etichetta spagnola Animal Records, la stessa che nel 2001 stamperà il primo CD della band “Episode One”. Rimangono di questo periodo anche le partecipazioni alle compilations “Mondo Beat” Vol. 1 e Vol. 2, distribuite dalla Sony, e a “Get smart!”, prodotta da Vitaminic e distribuita Edel. Abbandonati definitivamente sezione fiati, reminiscenze acid jazz e incertezze di stile, nel 2002 riparte una nuova fase della storia del Link Quartet in cui il sound si fa più 60’s, con riferimenti più marcati a Small Faces, Georgie Fame, Brian Auger, Prisoners e con un’impronta più marcatamente personale. Il tutto viene proposto in un tour italiano di una ventina di date incluso il supporting al tour nazionale degli Sugarmen Three, oltre a un tour in Belgio e Svizzera. Ma è soprattutto l’anno dell’uscita di “Beat.it”, il secondo album della band, marchiato dalla label americana Hammond Beat Records che trova consensi in tutto il mondo, lanciando il Link Quartet ai vertici della scena Hammond planetaria (a riprova di questo la nomination per migliore album strumentale ai JP Folks Awards di Los Angeles). Il 2003 vede la band partecipare al progetto “The sound of Danger”, raccolta dei gruppi che hanno partecipato alla colonna sonora dello spy movie “Wilson Chance” degli americani Bunzendhal Bros. Dopo un nuovo tour che copre Italia e Francia il Link Quartet sbarca, nell’ottobre del 2003, negli U.S.A. per un tour di dieci date in tutto il Mid-West, toccando Chicago, Milwakee, Madison per concludere a Denver con un’esibizione live alla prima del film. Tornati in patria riprendono l’attività concertistica e preparano la spedizione francese al Printemps de Bourges. Nel frattempo vengono pubblicate alcune compilations che vedono in scaletta i brani dei Link: “Soulshaker Vol.1” (Recordkicks), “Exile on Hammond Street Vol. 2” (Acid Jazz records), “Let’s boogaloo vol. 1” (Recordkicks), “Pornographie @ Madhouse” (Hole Subaltern). In estate la band torna negli U.S.A. per un tour di promozione al nuovo album in uscita, toccando club storici come il Deluxe di San Francisco e partecipando al più grande evento mod statunitense, l’Our Way of Thinking di Chicago. A novembre 2004 l’uscita del nuovo album “Italian Playboys”, in Europa e Giappone per la Recordkicks, in U.S.A. per la Hammondbeat Records. Il tour di promozione del disco vede il Link Quartet nuovamente in giro per la penisola, all’Hazy Shade of Winter di spalla ai Bonniwell Music Machine, a Modmania con i Secret Affair, solo per citare i principali. Nella primavera del 2005 la band si esibisce in Spagna al prestigioso GO! Lleida Festival e a Londra nello storico Troubadour Club. Nel frattempo nuove compilation raccolgono brani del gruppo: “Let’s boogaloo vol.2” (Recordkicks),” Wild Sazanami beat vol. 2” (Sazanami label), “Boogaloo to Jack McDuff” (Scufflin’ Records), “Generation Cocktail vol. 3” (Saifam Records), “A tribute to Nino Ferrer (Larsen Records), ribadendo così il loro ruolo leader a livello mondiale, l’ultima performance prima della pausa che il gruppo decide di prendere. Seguono due anni senza concerti e nuove registrazioni ma l’attività discografica non si ferma: oltre alle compilations “Soulshaker vol. 2” e “vol. 3” (Recordkicks), escono, tra il 2005 e il 2007, “Evolution” e “Decade” (Hammondbeat), “Keep it moving - Gran Turismo Soul Hits” (P-Vine), il primo the best-of della band italiana, e “Long live the Link” (P-Vine), primo album live.
In questi due anni Paolo “Apollo” Negri registra il suo primo lavoro solista, “A bigger tomorrow” (Hammondbeat), un doppio CD che celebra i 5 anni di attività della statunitense Hammondbeat. In questo lavoro Paolo è affiancato da una All-Star band internazionale che comprende musicisti provenienti dalle principali Hammond band del mondo: Big Boss Man, New Mastersounds, Boogaloo Investigators, Montefiori Cocktail, Speaklow, Phat Fred, Stoned Soul Picnic, Gene Drayton Unit, Cucumber, Leslie Overdrive, Men from S.P.E.C.T.R.E. e moltissimi altri. “A Bigger Tomorrow”, acclamato dalla critica e supportato intensamente dalla BBC e dalla Rai, apre la via a una lunga serie di collaborazioni internazionali di cui il 45 “Origin” (Hammondbeat 2008), che vede Apollo al fianco di Bryn Barklam dei Mother Earth, l’album “Fat Lip” (Hammondbeat 2008), che comprende Corrina Greyson, The Sweet Divines, Sophia Faricy, The Diplomettes oltre a membri di Leslie Overdrive e Phat Fred e il nuovo 45 “Paparazzi” (Hammondbeat 2009) al fianco di Teresa Reeves Gilmer, sono solo alcuni esempi. L’intensa attività in studio sfocia nel tour texano del marzo 2009 dove Apollo, invitato al celebre SxSW festival, guida una nuova All-Star band formata da Flyjack (funk band di Austin con la quale Paolo registra l’EP “On the one” che vede la collaborazione di Jab’O Starks, storico batterista di James Brown), Hellfire Horn Section, The Diplomettes e Teresa Reeves Gilmer. Le date statunitensi sono precedute dalla pubblicazione di un album digitale chiamato “SxSW Odyssey”.
Dopo gli States è di nuovo tempo di Link Quartet. Dopo la breve reunion del 2007, Renzo Bassi e Apollo Negri decidono di riformare la band con Marco “Majo” Murtas (chitarra) e Alberto “Pato” Maffi (batteria) entrambi provenienti dai Liquid Germs. L’intesa è immediata e si traduce in un nuovo 45 per Hammondbeat intitolato “Fast girls & sexy cars” e nella riedizione del classico hendrixiano “Purple haze” pubblicato sul sesto volume di Soulshaker (Recordkicks). Il 2009 vede la band tornare a calcare i palchi italiani ed europei: un mini-tour francese con Les Playboys, la parteciapzione al Festival Beat, al Creature Festival e a Manifesto Beat Vol. II, la presenza all’Hammond Explosion di Parigi insieme agli amici Big Boss Man e una lunga serie di concerti che gettano le basi per i nuovi tour in Belgio e Francia del 2010. L’anno si apre con la pubblicazione del nuovo album solista di Paolo, “The Great Anything”, accolto con estremo favore dalla critica e dalle radio di tutto il mondo, che resta nella classifica dei top download per sei mesi di fila. Alcuni brani di questo album vengono inseriti negli show del Link Quartet portando nuove influenze al sound del gruppo. Sempre nel 2010 Racordkicks pubblica la compilation “Mo Record Kicks” contenente due brani del Link Quartet a cui segue il singolo con Gizelle Smith “If you wanna be my man”. La collaborazione con la regina del soul inglese porta di nuovo il gruppo a solcare palchi prestigiosi in tutta europa, dal Saint Paul Soul Jazz Festival all’SJU Jazzpodium di Utrecht, passando per Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Olanda. Nonostante la ricca attività live la band riesce a completare le registrazioni del nuovo album, intitolato semplicemente “4”, pubblicato da Hammondbeat. L’album si arricchisce della collaborazione con l’incredibile sezione fiati dei texani Hellfire Horns e della splendida voce di Tameca Jones. Il disco esce nel marzo del 2011 ed è un nuovo grande successo: piovono ottime recensioni da tutto il mondo, i brani del disco passano alla BBC e alla RAI e il Link riparte per il nuovo giro di concerti dallo storico 100 Club di Londra in compagnia di Corrina Greyson e Noel McCoy per finire, a fine anno, al Vollanalog Festival di Maastricht, passando per alcuni importanti festival come l’Heatwave di Six-Fours Les Plages in compagnia di Keb Darge e Eddie Piller, l’Hot Barbeque Mod Festival e il Sonica Festival.
A novembre del 2011 esce il nuovo album di Paolo Apollo Negri, “Cobol” per l’americana Hammondbeat Records. Il disco, grazie anche alle collaborazioni internazionali con Gizelle Smith, Miss Modus, Buck McKinney, Craig Kristensen e molti altri, ottiene subito un grande consenso, moltissimi passaggi radiofonici e resta per due mesi il disco più scaricato su eMusic e Amazon. Escono anche nuove compilation tra cui “Mo’ Recordkicks” e “Mo’ Recordkicks Act II”. L’attività live di promozione dell’album prosegue anche nel 2012 in Italia ed Europa e culmina con la performance in apertura al concerto di Sharon Jones & The Dap Kings al Magnolia di Milano. 
La nascita di una nuova fruttuosa collaborazione con la cantante scozzese Miss Modus apre però al Link nuove strade: a lei sarà affidato il compito di interpretare i nuovi brani del Link Quartet nell’album in uscita nel 2013, un disco che già ora sta sollevando molta curiosità e grandi attese.

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