Paolo apollo Negri

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Professionista

Nato nel 1979, inizia la sua carriera musicale a metà anni novanta con il trio prog-rock Nice Price. L’organo Hammond è lo strumento con cui Paolo si fa conoscere a livello mondiale grazie a uno stile grintoso e personalissimo che crea un filo diretto con i maestri del passato restando allo stesso tempo fortemente rivolto al futuro. Oggi Paolo è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi interpreti di questo strumento.
Nel corso degli anni l’organo Hammond viene affiancato da svariati sintetizzatori analogici e digitali (Moog, ARP, Oberheim, Novation, Mam, Dave Smith Instruments, Kawai, Korg, Roland e molti altri), un vero e proprio amore che porterà Paolo a diventare endorser ufficiale del prestigioso marchio tedesco Waldorf.
Oltre ai synth Paolo si specializza nell’uso di diversi piani elettrici (Rhodes, Wurlitzer, Clavinet e CP-80) allargando così il proprio orizzonte sonoro. A questo parco macchine si aggiungono anche le storiche string machines (Mellotron, Solina e ARP Omni) che permettono a Paolo di sviluppare un particolare gusto dell’arrangiamento e della contaminazione.

The Link Quartet

Nel 1997 entra in formazione con il Link Quartet, combo strumentale di lounge/funk, e nello stesso anno pubblica il primo 45 della band per la spagnola Animal Records (“Alfa Romeo Giulietta”). A questa release fanno seguito un tour spagnolo e diverse date di supporto al James Taylor Quartet. Dal 1997 al 2001 il Link Quartet attraversa ripetuti cambi di formazione e registra brani per diverse compilation: i due volumi di “Mondo Beat”, la raccolta “Tendenze 1999” e il tributo alla musica cubana “Escuela De Oficios”, tutti per Sony/Face Records, e “Get Smart” per Edel/Vitaminic. Inoltre il gruppo pubblica il secondo 45 per Animal Records (“Sgnapp”, 1999) a cui fa seguito un secondo tour promozionale.
Nonostante la buona attività discografica e le molte date live il gruppo fatica a trovare una formazione stabile fino al 2001 quando Tony Face Bacciocchi diventa batterista stabile della band unendosi così a Paolo Apollo Negri (organo), Renzo Bassi (basso) e a Giulio “Link” Cardini (chitarra). Con questa formazione il gruppo entra in una nuova fase e firma il contratto per il primo album con la statunitense Hammonbeat. “Beat.it” (2002), primo full lenght del gruppo, è accolto a livello mondiale come una piccola perla del genere ed è ancora oggi considerato un punto di riferimento del suono Hammond.
Il disco apre le porte dell’Europa al Link Quartet che si lancia così in una lunga serie di date e apparizioni live: in giugno, dopo due mini tour in Belgio e Francia, sono al Cosmic Trip Festival di Bourges insieme ai Big Boss Man (UK), seguono il tour italiano degli Sugarman Three (USA, oggi con Sharon Jones e Amy Winehouse), dividono il palco con gli svizzeri Men From S.P.E.C.T.R.E. e con King Khan & The Shrines. Grazie all’intensa attività live e all’ottima reazione suscitata dall’album la band viene a pieno titolo inserita nel novero delle nuove forze motrici della scena funk mondiale.
Nel 2003 il gruppo parte per il primo tour americano, un coast to coast di quasi 20 date supportato dalla Hammondbeat e dal suo fondatore, Kahlil Breithaupt. Accompagnati dai Diplomats Of Solid Sound (USA) i Link attraversano gli States con una serie di live carichi di energia che culminano nella ormai celebre performance al Cervantes Ballroom di Denver in occasione della cerimonia inaugurale dello spy-movie “Wilson Chance” dei fratelli Bunzendahl. Proprio durante questo primo tour americano Paolo ha l’occasione di mettersi in mostra di fronte a un pubblico di esperti e appassionati e di gettare le basi per i progetti a venire.
Di ritorno dagli USA il gruppo rientra in studio e registra 5 brani per la colonna sonora di Wilson Chance (pubblicata da Hammondbeat con il titolo “The sound of danger”), insieme a Vic Flick (chitarra storica dei temi di James Bond), Mike Painter, Yards e Men From S.P.E.C.T.R.E. Riparte poi l’attività live in giro per l’Italia che porta il combo a dividere il palco con Brian Auger e i suoi Oblivion Express e con i Bonniwell Music Machine.
Il 2004 vede la band di nuovo in strada per un mini tour primaverile in Francia e di seguito per il secondo tour negli USA. La nuova avventura americana parte da San Francisco, passa per Holliwood, dove la band conosce e condivide il palco con Vic Flick, e termina, dopo varie altre esibizioni, all’”Our way of thinking” di Chicago, il principale evento mod/sixties degli Stati Uniti. Al ritorno in patria il gruppo entra in studio per registrare il secondo album, “Italian Playbos”. Il nuovo lavoro della band, più maturo e articolato, da inizio alla collaborazione con l’etichetta italiana Recordkicks; esce infatti in due versioni, una per il mercato americano a cura della Hammondbeat e una per quello europeo curata dalla Recordkicks. Il disco, ancora una volta, è ben accolto da pubblico e critica e il gruppo prosegue così l’attività concertistica. Dopo il “Go! Lleida” in Spagna i Link sbarcano a Londra per un’esibizione allo storico “Troubadour” club. Seguono nuove date insieme al James Taylor Quartet e, nell’estate del 2005, la performance all’Euro Ye Ye in Spagna insieme a Yardbirds e Modus e quella italiana insieme a Manu Chau.
Nel frattempo l’attività discografica si fa frenetica: la Hammondbeat pubblica dei bootleg ufficiali con inediti, rarità e alcuni brani registrati durante i concerti americani, la Recordkicks inserisce i brani dei Link in compilation di successo come “Hipshaker” e “Let’s Boogaloo”, la Acid Jazz (UK) pubblica un brano su “Hammond Street”, la Scufflin’ (USA) vuole la band sul disco tributo a Jack McDuff (“Boogaloo to Jack McDuff), la Larsen (FR) pubblica la versione di “Mao et moi” su “Tribute to Nino Ferrer”, la giapponese Sazanami inserisce il gruppo nella raccolta “Sazanami Beat”, la spagnola Ria Records mette in scaletta un brano nella raccolta “Bands on tour” mentre in Italia esce “Generation Cocktail” per la Saifam. I brani di Italian Playboys entrano in radio e diventano un pilastro per trasmissioni come Dispenser di Rai Radio Due e per il celeberrimo Craig Charles Funk and Soul Show sul canale 6 della BBC.
Alla fine del 2005 il gruppo decide di prendere una pausa. Nonostante questo dal 2005 al 2007 escono 4 nuovi dischi: “Decade” ed “Evolution” per Hammondbeat (due album che raccolgono tutto il materiale registrato prima e dopo i due album ufficiali), il primo live ufficiale della band, “Long live the Link” pubblicato dalla giapponese P-Vine Records e, per la stessa etichetta, il primo “best of”, “Keep it moving - Gran Turismo soul hits”.
Nonostante qualche sporadica apparizione live (insieme agli spagnoli Speaklow) e a nuove apparizioni su compilation quali “Groovin Bopper” e “Fast?” per P-Vine in Giappone, il nuovo volume di “Hammond street” per Acid Jazz e i volumi 2 e 3 di “Let’s Boogaloo” per Recordkicks, il gruppo non torna sulle scene fino alla metà del 2007 per un mini-tour italiano che porta ad un nuovo stop l’anno successivo.
Il 2009 vede il ritorno in grande stile del Link Quartet, con una nuova formazione (Marco “Majo” Murtas alla chitarra e Alberto “Pato” Maffi alla batteria), e un nuovo 45 per Hammondbeat intitolato “Fast girls & sexy cars”, dove la band ritorna alle origini e ritrova intatta tutta la sua energia, tanto che la Fiat vuole il brano per uno dei suoi spot. Dopo un mini tour italo-francese segue una lunga serie di date in giro per l’Europa e la pubblicazione del 45 “If you wanna be my man” per Recordkicks che sancisce l’inizio della collaborazione col la nuova regina del funk inglese Gizelle Smith. Il 2010 è un anno speciale per il Link: tre tour europei tra Francia, Belgio, Olanda e Germania e concerti in prestigiosi festival come il Saint Paul Soul Jazz Festival, l’SJU Jazzpodium e il Cabaret Frappè. Tutto è pronto per un nuovo album e così il gruppo si chiude nuovamente in studio per dare alla luce “4” (Hammondbeat). L’album si arricchisce della collaborazione con l’incredibile sezione fiati dei texani Hellfire Horns e della splendida voce di Tameca Jones. Il disco esce nel marzo del 2011 ed è un nuovo grande successo: piovono ottime recensioni da tutto il mondo, i brani del disco passano alla BBC e alla RAI e il Link riparte per il nuovo giro di concerti dallo storico 100 Club di Londra in compagnia di Corrina Greyson e Noel McCoy per finire a fine anno al Vollanalog Festival di Maastricht. Escono anche nuove compilation tra cui “Mo’ Recordkicks” e “Mo’ Recordkicks Act II”. L’attività live di promozione dell’album prosegue anche nel 2012 in Italia ed Europa e culmina con la performance in apertura al concerto di Sharon Jones. La nascita di una nuova fruttuosa collaborazione con la cantante scozzese Miss Modus apre però al Link nuove strade: a lei sarà affidato il compito di interpretare i nuovi brani del Link Quartet nel nuovo album in uscita nel 2013, un disco che già ora sta sollevando molta curiosità e grandi attese.


Wicked Minds:

Parallelamente all’attività con il Link Quartet Paolo, nel 2000, entra stabilmente nella formazione dei Wicked Minds, band dedita a sonorità hard-prog con un album all’attivo, “Return to Uranus” pubblicato dall’italiana W-Records nel 1999.
Dal 2000 al 2003 la band lavora alla definizione del proprio sound, una miscela di progressive, hard rock, blues, psichedelia e qualche influenza classica. Insieme a Paolo fanno parte del combo il chitarrista Lucio Calegari, il bassista Enrico Garilli e il batterista Andrea Concarotti, già membri del gruppo dal 1987.
I Wicked entrano in studio nella primavera del 2003 per registrare “Crazy technicolor delirium garden”, pubblicato in edizione limitata in LP dalla W-Records. Grazie a questo album entrano in contatto con la genovese Black Widow Records. L’album viene remixato e, dopo l’ingresso in formazione del cantante J.C. Cinel, viene pubblicato nuovamente con il titolo “From the purple skies” da Black Widow. La nuova release comprende due brani in più e la lunga suite/jam “Return to Uranus” di oltre 20 minuti. L’album viene accolto dalla stampa mondiale come una rivelazione, le recensioni sono entusiaste e il gruppo viene invitato a suonare in tutta Europa. In Belgio si esibisce insieme agli Areknames nello storico “Spirit of ‘66”, al “Belle Epoque” in Germania la band divide il palco con i Siena Root e con i Birth Control in due performance incredibili per carica e impatto scenico, seguono il Moonhead Festival di Hanau e diverse date in Svizzera e Italia.
Nel 2005 il gruppo entra nuovamente in studio per registrare “Witchflower”, disco più maturo e complesso, edito da Black Widow. Il nuovo album è accolto molto bene da stampa e pubblico e porta nuovamente i Wicked in giro per l’Europa. Questa volta è il turno del “Burg Herzberg Festival” in Germania, dove la band si esibisce insieme a gruppi del calibro di Ufo, Wishbone Ash e Adrian Belew. L’esibizione al festival lascia il pubblico di stucco e viene registrata e successivamente pubblicata dalla tedesca Inakustik in CD e doppio vinile. Seguono nuove date in Svizzera, Austria e Italia e la pubblicazione di diverse compilation per Moonhead, Inakustik e Masterpiece. Il gruppo partecipa al festival progressivo di La Spezia insieme agli Osanna e inizia a nutrire interesse per le band storiche del prog rock italiano.
Alla fine del 2006 i Wicked tornano in studio per lavorare a un nuovo ambizioso progetto, un tributo al rock progressivo italiano degli anni settanta che coinvolga ospiti dalle line-up originali. Il lavoro è intenso ma viene rallentato da un inaspettato cambio di formazione (Ricky Lovotti sostituisce il precedente batterista) e dalla successiva uscita di scena del cantante J.C. Il gruppo, in quartetto, non si ferma e prosegue l’attività live. Nel 2008 la band partecipa al Crescendo Festival in Francia dove suona insieme agli Hawkwind in una performance già entrata negli annali per potenza e impatto.
Rallentando i lavori per il disco nuovo il gruppo ha la possibilità di approfondire nuove sperimentazioni e realizza l’LP “Orange Shading Starlight”, jam psichedelica pubblicata nel 2007 da W-Records e la mini suite “Blood from the trees” scritta e registrata per la raccolta dedicata all’inferno di Dante ideata dalla rivista finlandese Colossus in collaborazinoe con la label francese Musea. Ricky e Paolo vengono inoltre coinvolti nel progetto solista di Lucio Calegari, Electric Swan, il cui primo album esce nel 2008 per Bad Chili Records. Ancora una volta il disco viene accolto molto bene a livello europeo e il gruppo viene invitato a partecipare al Burg Herzberg Festival 2009 e al Crescendo Festival 2009.
Il 2010 vede l’ingresso in formazione di una nuova cantante, Monica Sardella, che registra con il gruppo due brani di “Visioni, deliri e illusioni”, il disco tributo al prog italiano uscito nell’autunno 2011 per Black Widow Records. Ancora una volta il nuovo lavoro viene coccolato dalla critica che vede un lato nuovo e ancora inesplorato della band. Seguono importanti date insieme ai Maxophone, Lupo Galifi, Garybaldi e la partecipazione al Freak Valley Festival in Germania. Nel frattempo esce anche il secondo album a nome Electric Swan, “Swirl in gravity”, questa volta per Black Widow Records.

Paolo Apollo Negri

Oltre all’attività con i due gruppi principali, Link Quartet e Wicked Minds, Paolo partecipa a numerosi altri progetti.
Nel 2000 è con Dj John Belpaese sul Main Stage di Arezzo Wave in apertura a Max Gazzè mentre collabora in studio con diversi progetti. Nel 2002 inizia la collaborazione con i toscani Ray Daytona & Googoobombos con i quali pubblica l’album “Fasten seat belt” (Ammonia), con l’incredibile copertina di Winston Smith, il 10 pollici “One eyed Jack” e il singolo “Lover and liar”, entrambi per 66Sixties Records e l’album “Caballero” per la tedesca Soundflat. Con i Daytona suona in giro per l’Italia e li accompagna nel tour Francese del 2003. Sempre nel 2002 entra nella formazione della Titty Twister Orchestra con la quale registra il CD “Party on!” (Gonna Puke). La band suona molto in Italia e partecipa al Wild Weekend in Spagna.
Dal 2002 al 2006 Paolo collabora in studio e dal vivo con diversi gruppi e nel 2006 entra nella formazione dei Mastica, gruppo di psichedelia con cantato in italiano. I Mastica, conosciuti a livello europeo nel circuito garage/sixties, suonano molto in Italia e all’estero, partecipando al Beat Bespoke di Londra, uno dei principali eventi mod europei. Registrano il 45 “Uomini” per la svedese Crusher Records nel 2005 al quale seguono diversi appuntamenti live insieme, tra gli altri, ai Black Moses e ai Lyres. Nel 2006 sono di nuovo in studio per registrare l’EP “Restyling”, pubblicato dall’italiana Teen Sound. L’attività live è intensa e il gruppo, dopo un’entusiasmante performance di oltre 3 ore al Magic Festival di Tarragona (Spagna) e a un happening psichedelico in occasione del New Year’s Party del Micca Club di Roma, è atteso in studio per il secondo e decisivo album. Le registrazioni sono lunghe e difficoltose e l’album resta incompiuto e non viene pubblicato. Il gruppo di scioglie nel 2007 lasciando il rimpianto di non avere espresso a pieno il proprio potenziale.
Proprio nel 2007 Paolo inizia il suo progetto solista, un album doppio che coinvolga tutti gli amici conosciuti in giro per il mondo nei 10 anni precedenti. Il disco, intitolato “A bigger tomorrow” esce nel 2007 per Hammondbeat, accompagnato da un’edizione limitata in doppio CD. Al disco partecipano ospiti da tutto il mondo e da tutte le principali Hammond band del momento: New Mastersound (UK), Leslie Overdrive (DK), Stoned Soul Picnic (UK), Speaklow (ESP), Cucumber (FR), Men From S.P.E.C.T.R.E. (CH), Vertical (IT), The Getup (UK), Gene Drayton Unit (UK), Diplomats of Solid Sound (USA), Nick Rossi Set (USA), Phat Fred (ESP), Fast 3 (ESP), solo per citare i principali. L’album è acclamato dalla critica mondiale e Paolo lo porta in giro live con una formazione ibrida di Link Quartet e musicisti ospiti. I brani del disco, programmatissimi dalla BBC nei programmi di Craig Charles e Mark Redcliff, appaiono anche su diverse compilation e diventano subito “classici” del genere.
Durante le registrazioni del primo album Paolo inizia la collaborazione con la cantante americana Teresa Reeves Gilmer con la quale, nel 2008, pubblica un nuovo 45 intitolato “Paparazzi”. Il singolo entra nelle classifiche della BBC e viene suonato su Rai Radio Due da Francesco Adinolfi nel programma Popcorner.
Nello stesso periodo Paolo collabora con Bryn Barklam (dei Mother Earth) alla realizzazione di un 45 per Hammondbeat dal titolo “Origin”, un progetto Hammond based che viene apprezzato a livello mondiale, e inizia la collaborazione stabile con il Dj Dave Masoch con il quale da vita al progetto Modulo 5. Il gruppo da alle stampe il primo album nel 2008, “Soundsational Movements” pubblicato dalla bolognese IRMA records, al quale fa seguito il 45 per Hammondbeat “Jazz rocker” con il side project Low Fidelity Jet-Set Orchestra. Entrabi i lavori sono accolti molto bene dal pubblico e così il duo torna al lavoro e, nello stesso anno, pubblica “Searching for a bit of popularity” per Hammondbeat, sempre con il side project Low Fidelity Jet-Set Orchestra. A questo CD seguono un nuovo EP per IRMA (“Miles 2000”, Modulo 5) e un nuovo 45 per Hammondbeat uscito a giugno 2009 intitolato “Danger Boogaloo”. Il nuovo album della Low Fidelity Jet-Set Orchestra, “Touring the digital zoo” esce nel 2012 per IRMA.
Il 2008 è anche l’anno della collaborazione internazionale tra Paolo, Leslie Overdrive e Phat Fred. Il supergruppo Hammondbeat registra un album a Copenhagen a cui partecipano ospiti internazionali come Corrina Greyson, Sophia Faricy, The Sweet Divines e The Diplomettes. L’album resta per tre mesi consecutivi nelle classifiche della BBC ed è in continua rotazione al Craig Charles Funk & Soul Show. Il gruppo parte così per una serie di date in Inghilterra, Danimarca e Francia e, a dicembre, è uno degli headliner del Purple Weekend di Leon, Spagna, uno dei principali eventi mod europei, insieme a Fuzztones e altri.
Il 2009 è un anno intenso per l’attività musicale di Paolo. Oltre ad essere richiesto nella line-up dei Black Widow, storica band del prog-rock inglese degli anni ’70, per la registrazione del loro nuovo album (“Sleeping with demons” uscito per Cargo Records), a marzo viene invitato al South for South-West Festival (SxSW) di Austin - Texas, il più importante festival indipendente del mondo. Paolo suona diversi concerti con un supergruppo formato da elementi di Flyjack (una delle formazioni di punta del funk texano), Diplomats of Solid Sound e Hellfire Horns a cui si affiancano come ospiti Teresa Reeves-Gilmer e il duo vocale delle Diplomettes. Le date texane danno il via alla collaborazione tra il combo dei Flyjack e Paolo che prosegue in diversi progetti discografici: “On the one”, EP a nome Flyjack che coinvolge la cantante Tameka Jones e il mitico Jab’O Starks, batterista storico di James Brown; “The great anything”, nuovo album solista di Paolo, accolto con incredibile entusiasmo dalla stampa e dalle radio mondiali (Rai Radio 2 e BBC Channel 6 in primis), nuovo punto di partenza per i futuri lavori!
Il 2010 vede nuove collaborazioni discografiche con Witches Brew (Balck Widow Records), Hungryheart (Tanzan Music), Cristio (Noise Ville), Robert Owens (Conya Records) e Ray Daytona (Soundflat). Collaborazioni che proseguono nel 2011 con la pubblicazione dei dischi di Blueville e Marco Tansini per Tanzan Music e per l’importante collaborazione con Joe Husselvander, storico batterista dei Pentagram alle prese con due album solisti pubblicati da Black Widow Records. Il 2011 è però soprattutto l’anno dell’uscita di “Cobol”, nuovo lavoro solista di Paolo. Con la collaborazione di Miss Modus, Gizelle Smith, Teresa Reeves-Gilmer, Craig Kristensen, Buck McKinney, Brad Bradburn, Mario Percudani e degli inseparabili Edo Giovanelli e Lucio Calegari, Paolo da alle stampe il suo miglior lavoro. L’album è un successo di critica e di vendite, per oltre sei mesi nelle classifiche di Amazon e eMusic e per tre nella programmazione della BBC.
Il 2012 vede nuove progetti in cantiere: un singolo per Hammondbeat scritto da Milo Scaglioni e un nuovo super gruppo chiamato An Apple A Day, con ospiti del calibro di Lee Fields, Richard Roundtree, Tyra Hammond, Abdominal e molti altri, in usicita per Tanzan Music.

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