Orchestra del Conservatorio Nicolini @ Teatini (17-01 ore 20.30)

ALLEGRO CON BRIO
FAVOLE IN MUSICA

1) Sergej Prokof’ev
(1891-1953)
Pierino e il lupo op. 67
Favola sinfonica per bambini
per voce narrante e orchestra
LUCA D’ADDINO voce narrante
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2) Maurice Ravel
(1875-1937)
Ma mère l’oye
Suite da concerto
Pavane de la Belle au bois dormant
Petit Poucet
Laideronette, impératrice des pagodes
Les entretiens de la Belle et la Bête
Le Jardin féerique

ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO NICOLINI; Domenico Tondo direttore
In collaborazione con Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano
Giancarlo Catelli, Marco Decimo e Guido Campana
collaboratori alla realizzazione musicale


Sergej Prokof’ev (1891-1953)
Pierino e il lupo, op. 67
Favola sinfonica per bambini per voce narrante e orchestra
Sergej Prokof’ev, qualche anno dopo il suo ritorno in Russia (1933), si dedicò per qualche tempo alla letteratura
musicale per l’infanzia: un modo di mettersi al riparo da scontri con il regime grazie anche alla necessità di
esprimersi con un linguaggio semplice per raggiungere un vasto e particolare pubblico.
Autore anche del testo della fiaba, Prokof’ev assegna a ogni personaggio un appropriato strumento e un idoneo e
caratteristico tema musicale, entrambi opportunamente introdotti dalla voce narrante nel corso della recita:
l’uccellino è rappresentato dal flauto, l’anatra dall’oboe, il gatto dal clarinetto, il nonno dal fagotto, il lupo dai
corni e i cacciatori dai legni. Pierino, protagonista assoluto della storia, non poteva che essere impersonato dalla
melodiosità e dalla trasparenza degli archi.
Diretto dal compositore stesso nel 1936 alla Filarmonica di Mosca, Pierino e il lupo incontrò allora scarso
successo, nonostante la commissione del lavoro fosse pervenuta al compositore dal Teatro Centrale per l’Infanzia
di Mosca nell’intento didattico-pedagogico di avvicinare i più giovani alla musica.
Esempio di teatro musicale immaginario, capace di accendere e far volare la fantasia, stemperare le tensioni e le
emozioni della storia, con il suo immancabile lieto fine premia il coraggio, l’astuzia e lo spirito di iniziativa del
protagonista.
Opera di facile e gradevole ascolto, ricca di onomatopee sonore, di immagini musicali realistiche, Pierino e il lupo
ha goduto nel tempo di grande fortuna ed è capace di incantare e far divertire grandi e piccini.

 

Maurice Ravel (1875-1937)
Ma mère l’oye, suite da concerto
Fu il soggiorno estivo nella casa di campagna di Valviens dei suoi amici Ida e Cipa Godebski a suggerire a Maurice
Ravel, nel 1910, Ma mère l’oye. Destinatari della composizione i figli della coppia, i piccoli pianisti Mimie e Jean,
bambini di sei e sette anni rispettivamente, così diligenti e veloci nell’imparare la Pavane de la Belle au bois
dormant al punto che l’editore Jacques Durand, dopo averla ascoltata, chiese a Ravel di scrivere altri brani nello
stesso genere.
Sempre come omaggio a quei pianisti in erba, che tuttavia non furono poi i primi esecutori, Ravel scrisse una
suite per pianoforte a quattro mani, ovvero cinque danze in successione ispirate, ad eccezione de Le jardin
fèerique, a fiabe illustrate di Charles Pearrult, Madame d’Aulnoy, Jeanne Marie Leprince de Beaumont .
Attraverso un linguaggio semplice ma nel contempo rigoroso, le danze, ricche di raffinatezze timbriche ed
espressive, si fanno evocatrici della “poesia dell’infanzia”.
Successivamente Ravel fece di questo lavoro una trascrizione per piccola orchestra con alcune aggiunte,
dapprima in forma di balletto quindi di suite da concerto (1920) che si qualifica come capolavoro di sapiente
orchestrazione. Un ensemble di archi e fiati, arricchito dal suono dell’arpa, della celesta, del glockenspiel e da
altre percussioni genera suggestive magie sonore e idiomatici effetti timbrici.
A un’arcaica danza lenta rinascimentale (Pavane de la Belle au bois dormant), increspata di sonorità esotiche e
fiabesche, fa seguito un moto perpetuo di scale che si interrompono in continuazione a richiamare l’immagine
del vagare incerto di Pollicino (Petit Poucet) nel bosco. Laideronette impératrice des pagodes ("Laideronnette,
imperatrice delle pagode") con la sua ambivalente marcia e una scala pentatonica introduce all’affascinante
mondo orientale, ambiente che tanta suggestione aveva esercitato nella letteratura musicale e pittorica di fine
secolo. Les entretiens de la Belle et la Bête ("Le conversazioni della Bella e la Bestia"), in tempo di valzer,
attraverso un’efficace scelta timbrica imita il dialogo tra i personaggi fino alla magica trasfigurazione della Bestia
in principe, suggellata da sonorità cristalline sovracute. Ritmi lenti e gravi di sarabanda nel Giardino fatato
(Jardin féerique) si sviluppano in crescendo fino allo sfavillante finale, caratterizzato da ampi glissati nei registri
alti, a celebrare il risveglio della principessa e il trionfo dell’amore.
Patrizia RadicchI
CURRICULUM LUCA D’ADDINO
Luca D'Addino laureato in DAMS. si diploma Attore presso la Scuola Teatro Paolo Grassi di Milano nel 2012. Negli
anni successivi lavora a Milano in diverse produzioni teatrali, tra le più importanti: “Italia anni '10” (novembre
2014) di Edoardo Erba per la regia di Serena Sinigaglia e “Storia di Q” (luglio 2015) di Dario Fo per la regia di
Massimo Navone. Dal 2014 collabora inoltre con il teatro “Spazio Vuoto” di Imperia come attore e regista.
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ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO NICOLINI
Violini
Asif Anichini - Irene Barbieri - Clarissa Bevilacqua
Colomba Betti - Sara Boffelli
Luca Casana – Caterina Carini - Stefania Carrani
Giancarlo Catelli - Roberta Corvi
Paolo Costanzo - Giampiero Dal Brocco
Antonio De Lorenzi - Silvia Falavigna
Elisabetta Fanzini - Paolo Garbazza - Cecilia Molinari
Lucy Manfredi – Caterina Roberto - Giusi Ranieri
Rachele Stefanelli - Serafino Tedesi - Maria Luisa Ugoni
Viole
Giulia Bridelli - Alice Castelnuovo
Lucia Colonna - Eugenia Gaboardi
Wim Janssen - Priscilla Panzeri - Diego Romani
Violoncelli
Alice Boiardi - Marta Castelnuovo
Marco Decimo - Giulia Lanati
Marco Mauro Moruzzi - Francesca Scigliuzzo
Contrabbassi
Walter Casali-Tiziano Bocellari
Andrea Prandi-Ivonne Scarpellini
Flauti e Ottavino
Jacopo Carini - Arianna Groppi - Giorgia Libelli
Oboi e Corno inglese
Luca Etzi - Carlo Gandolfi
Clarinetti
Martino Moruzzi - Leonardo Zoncati - Giacomo Alfano
Fagotti e Controfagotto
Enrico Bertoli - Cecilia Medi
Corni
Szilvia Ludmann - Fiorenzo Ritorto - Giorgio Strinati
Tromba
Davide Bertoli
Trombone
Alfredo Migliavacca
Percussioni
Simone Allegri - Yungshang Bao - Edoardo Cilia
Tommaso Franguelli - Lorenzo Venturini
Arpa
Tatiana Alquati
Celesta
Elena Fornari