VideoTime: Gli Huranova e il nuovo inedito, Moral Pressure

Gli Huranova si definiscono (almeno per ora) heavy and hard rock, e sono una delle band piacentine che in questo genere abbiamo cominciato ad abituarci a sentire in maniera semrpre più continua. Ora la fase di crescita ha un nuovo step, rappresentato da un nuovo singolo.

Si chiama “Moral Pressure”, segue il singolo precedente “Go with the devil”, ed è uscito da una manciata di giorni. A parlarcene è la voce della band, Carlotta Baroni che abbiamo incontrato per raccontarcelo e anche, come sempre, per anticiparci qualcosa sul divenire.

Tre mesi fa ci eravamo sentiti e mi avevate detto che l’obiettivo era un nuovo singolo e video a ottobre. 90 giorni dopo siamo qua, perfettamente puntuali. Questo perché è una cadenza che vi siete dati?

In realtà si. L’idea era quella di uscire con questa cadenza per lanciare l’album che presupponiamo arrivi ad inizio primavera. Ci siamo dati questi tre mesi perché la metodologia “prima video poi digital store” ci andava bene come tempistiche e anche per non lasciare a bocca asciutta il pubblico in attesa del disco. Ora decideremo se uscire con un nuovo singolo e video oppure andare direttamente all’album.

Perciò parliamo di un prodotto già costruito?

Il grosso dell’album c’è, più o meno siamo a metà lavoro e dato che il processo creativo è rapido, efficace ed istintivo e dato che subito escono cose che condividiamo tutti e che ci rispecchiano immediatamente, crediamo che verso fine marzo dovremmo registrarlo.

Il percorso da cover ad inediti come sta andando?

Secondo noi l’impronta di questa nuova fase la stiamo lasciando. Anche come live in questo momento stiamo lavorando su delle aperture che comprendano solo poche cover in mezzo agli inediti. È un processo naturale che segue al fatto che ora come band abbiamo molto più equilibrio.

Mi stavi accennando che questo è un pezzo più sentito di quello precedente…

Si ma più che altro perché prima c'era la voglia di uscire con Go whit the devil dettata dalla voglia estrema di voler far emergere la nostra musica senza troppi “fronzoli”, Moral pressure invece è un lavoro più strutturato, studiato e più professionale, sia come parte strumentale sia come video con una storyboard molto precisa.

Proprio sulla storyboard, ricordando che la regia è stata affidata a Niccolò Savinelli, come è nata?

Da noi della band prima e poi definita con Niccolò. Abbiamo voluto questo "padre padrone" presente nel video per spigare il testo e le parole che dicono come i nostri atteggiamenti siano condizionati dall’educazione che abbiamo avuto, e poi sulla domanda se alcuni stinti cercano di uscire proprio perchè repressi oppure se li abbiamo di natura.

E la risposta quale sarebbe?

Diciamo che noi siamo così perché tante cose ci vengono insegnate e questo rimane negli atteggiamenti che abbiamo, perciò le nostre azioni sono condizionate e limitate sempre da quello che ci è stato detto di fare. La fine del video sul "come" e sul "se" questi istinti poi vadano oltre rompendo le regole, lascia tutto alla libera interpretazione anche se…

Foto dal backstage

Anche se in un primo momento il video doveva concludersi con noi a tavola che seguiamo le regole imposte. Lo abbiamo cambiato però per lasciare che ognuno si dia una risposta.

Perciò quegli istinti vengono a placarsi. Non così per il pezzo precedente…

Esatto, quello è invece l’esempio perfetto del come non seguire quei crismi che ci sono stati insegnati di fronte alle persone che non usano la testa.

Breve discorso etichetta…

L’idea c’è. Noi speriamo di più su etichette estere però alla base di tutto c’è che debba credere in noi e che non ci sfrutti. Diciamo che timidamente autoproducendoci, ci dà la soddisfazione di fare tutto tra di noi, però alla lunga per avere una cosa più grossa, dovrà per forza esserci. Comunque oggi non è la priorità.

Questo legato anche alla difficoltà di trovare serate giuste?

Si perché il sogno un po’ di tutti noi è portare la nostra musica a più persone possibili, e come mercato per il nostro genere i posti in cui uno sogna di andare a suonare sono il Giappone, la Germania, la Russia e gli USA. Quelli insomma dove sono ben disposti all’hard and heavy.

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