VideoTime | Michael Sacchi + Devirem e "Ti passo a prendere alle 3"

 

Ce li siamo già visti passare un po’ di volte sui social, sappiamo che in diversi se li sono già visti da sotto un palco in diretta, ed ora che è uscito il nuovo singolo, abbiamo scritto alla voce del progetto: stiamo parlando di Michael Sacchi + Devirem.

L’occasione è l’uscita di poco più di 24 ore fa di “Ti passo a prendere alle 3”, nuovo pezzo, corredato da nuovo video, cantato da Michael Sacchi e suonato dai Devirem, ossia la chitarra di Giacomo Carini e la batteria di Riccardo Aguiari. Proprio al primo citato, l’autore del brano, abbiamo chiesto un po’ di cose su questa uscita e sul progetto più in generale.

Intanto Michael parlaci un po’ del pezzo…

Involontariamente la spiegazione è nel video, all’inizio parte con un breve intro che spiega come sia basato sulla protesta a questa società che cerca di creare dei cloni. Due ragazzi che litigano con lei che la vive molto male e attraverso la musica noi la passiamo a prendere alle 3 di notte mentre il Mondo dorme, distaccandola dalla società dei cloni che il Mondo vuole creare.

Parte tecnica del video?

L’idea è tutta nata da me, cercando di immedesimarmi in un possibile video e ho pensato che il momento in cui stacchiamo lei dal Mondo andava girato in un posto come Momeliano, lontano da tutto con sullo sfondo la città in lontananza con tutto il suo casino. Quella invece in cui doveva esserci tanta la gente l’abbiamo girata a Piacenza. Il video è stato girato da Alex Koci, con cui avevo già fatto Costa d’Avorio e Se fosse l’ultimo.

Questo pezzo arriva dopo “Se fosse l’ultimo”, è un viaggio verso un primo prodotto completo? Ep o addirittura album?

L’album è stato sempre la chiave di tutto. Si è partito proprio dal voler produrre quello come a coronare un sogno e concretizzarlo sarebbe il massimo. Poi però nella realtà si lavora in altri modi andando prima su un ep e poi pensare a qualcosa di più grosso. Le tracce ci sono ma non vogliamo sprecarle rischiando di fare tutto troppo in fretta.

Il progetto Michael Sacchi + Devirem è nato da 7 - 8 mesi, come sta procedendo?

Da quando abbiamo deciso di partire veramente, ci siamo messi al 101 per cento in pista. Ci sono state dure lotte con noi stessi e anche con altri. Problemi con produttori vari che ci hanno ostacolato e creato problemi, e quindi ora tutto sta procedendo vedendo questi problemi come qualcosa che ci ha solo messo alla prova. Come un attraversare il buio per vedere la luce, un metterci alla prova per vedere se sappiamo stare al gioco.

Quali erano gli obiettivi all’inizio e quali sono quelli che vi ponete adesso?

I primi obiettivi erano quelli della realizzazione del primo video che ci sarebbe servito come passaggio dalle cover ad inediti. Ovviamente non basta lanciarne uno o due, infatti per lanciarsi come cantautore ce ne vogliono un “tot” per far vedere che hai un progetto concreto. Poi c’era l’obiettivo di far girare quello che avevamo fatto e in poco tempo sono arrivate 11 -  12 date. Poi passando dagli obiettivi ai sogni, c’è quello di Sanremo, io fin da piccolo l’ho sempre guardato e non ci sarebbe trampolino di lancio migliore, soprattutto per quello che è il nostro genere. Diciamo che è sia una sfida, sia un sogno.

Qualche contatto con palchi e occasioni importanti, c’è già stato…

Si perché abbiamo aperto i concerti dei Nomadi e dei Finley. Per i Nomadi per me è stato speciale perché da sempre li ho ascoltati. Infatti uno dei pochi filmati di quando ero piccolo che mi è rimasto è di un mio compleanno dove c’è proprio Io vagabondo che passa. Anche questo è un segnale che voglio vedere, anche se un po’ in chiave utopica, come una motivazione personale per realizzare un sogno.

 

 

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