Echi di Donna al Conservatorio | Conservatorio Nicolini Piacenza: Venerdì 30 Gennaio 2026

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Echi di Donna al Conservatorio | Conservatorio Nicolini Piacenza: Venerdì 30 Gennaio 2026
La locandina del primo appuntamento con la Rassegna "Echi di Donna", svoltosi Venerdì 30 Gennaio presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza

Al via la Rassegna “Echi di Donna. Voci e personaggi femminili tra carte dell’opera del fondo Giudici e Strada”

Grande successo per il primo appuntamento di Venerdì 30 Gennaio al Conservatorio Nicolini di Piacenza

Nel pomeriggio di venerdì 30 gennaio si è tenuta presso l’auditorium del Conservatorio Nicolini la conferenza-concerto Echi di donna. Voci e personaggi femminili tra le carte dell’opera del fondo Giudici e Strada del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza.

L’evento, inserito nell’àmbito del più vasto progetto PNRR Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre, sostenuto dai fondi del piano NextGenerationEU, nasce dal desiderio di far conoscere le figure femminili del teatro musicale italiano, attraverso il linguaggio universale dell’opera lirica.

Com’è stato rimarcato nel corso della conferenza, la ricerca ha voluto valorizzare il patrimonio della biblioteca del Conservatorio e il fondo Giudici e Strada è unico nel suo genere: si tratta di uno dei pochi fondi musicali italiani destinato “al noleggio”, cioè costituito da partiture autografe che venivano abitualmente prestate dagli editori ai teatri.

Il fondo è relativo all’attività editoriale di Giovan Battista Giudici e Achille Strada, attivi a Torino dal 1858.

I documenti sono arrivati al Conservatorio Nicolini nel 1928 per mezzo della Banca Cattolica di Parma. Le ricerche condotte nell’ambito del progetto Casta diva, coordinato da Patrizia Florio, hanno restituito risultati interessanti, che contribuiscono a ridefinire il profilo storico e culturale di alcuni personaggi finora poco considerati o letti in modo marginale.

La catalogazione e l’analisi sistematica delle fonti manoscritte hanno infatti permesso di mettere in luce figure che, pur non occupando sempre una posizione centrale nella drammaturgia, assumono un ruolo significativo nella costruzione narrativa, musicale e simbolica delle opere stesse.

Cleopatra, la contessa di Mons, Susanna, Francesca da Rimini, la Contessa di Amalfi… sono solo alcuni dei personaggi femminili emblematici, protagoniste di storie intense e drammatiche che hanno attraversato la letteratura, il mito e l’opera lirica.

Echi di Donna al Conservatorio | Conservatorio Nicolini Piacenza: Venerdì 30 Gennaio 2026
La locandina del primo appuntamento con la Rassegna “Echi di Donna”, svoltosi Venerdì 30 Gennaio presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza

Regine e donne della storia, emblema di potere, seduzione e destino tragico, simboli di amore assoluto e condannato, espressione di una femminilità segnata dal conflitto tra ruolo sociale e sentimenti privati nella trasposizione operistica diventano voci di una sofferenza senza tempo, ma anche di riscatto sociale.

Il progetto di ricerca sulle opere del Fondo Giudici e Strada ha messo in luce come questi personaggi femminili, pur appartenendo a epoche e contesti diversi, condividano una straordinaria forza espressiva.

I risultati dello studio meticoloso di Benedetta Broegg, Chiara Foti e Irene Volpi, sono stati esposti durante la conferenza, che si è conclusa con un piacevole intervento musicale a cui hanno partecipato, oltre alle tre relatrici, anche lo studente laureando Guido Pagani, il quale ha contribuito – assieme al collega Umberto Viola – anche alla buona riuscita del progetto.

In particolare, Benedetta Broegg si è occupata della Contessa d’Amalfi, opera di Errico Petrella su libretto di Italo Franchi, soffermandosi specialmente sul quadro psicologico della capricciosa protagonista, la quale sembra allontanarsi dal canone dell’eroina romantica per rivendicare una propria autonomia.

Irene Volpi si è invece occupata della vicenda di Francesca da Rimini di Antonio Cagnoni (libretto di Antonio Ghislanzoni), ripercorrendo rapidamente la storia del soggetto e aprendo una curiosa parentesi sulla storia editoriale dell’opera, cui Cagnoni rimise mano nel 1888 (dieci anni dopo la prima esecuzione) e delle cui repliche si occupò, tra gli altri, Arturo Toscanini.

Infine, Chiara Foti ha compiuto un interessante excursus su Lauro Rossi, compositore già noto al Conservatorio grazie ad una precedente rappresentazione del suo Dittico, ripercorrendone la vita, introducendo Cleopatra e La contessa di Mons (libretti di Marco D’Arienzo) e raccontando al pubblico un divertente aneddoto sui “sermoni” che Rossi era solito lasciare in calce ai suoi manoscritti, bacchettando esecutori imprecisi e copisti disattenti.

L’intervento musicale in chiusura ha visto un estratto della riduzione per flauto e pianoforte della Cleopatra di Lauro Rossi e una fantasia sull’Ombra di Friedrich von Flotow, anch’essa parte del fondo Giudici e Strada: i due pianisti Benedetta Broegg e Guido Pagani hanno accompagnato rispettivamente Irene Volpi (violino) e Chiara Foti (ottavino).

Il progetto Casta Diva invita il pubblico a riscoprire, attraverso la riflessione e l’ascolto, le molteplici declinazioni del femminile nella storia dell’opera, restituendo centralità a voci che continuano a interrogare il presente.

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