Incò_ntemporaneaFestival: Parola d’ordine sperimentazione ed elettronica

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Incò_ntemporaneaFestival.
La storia è sempre stata caratterizzata da momenti (e luoghi) che hanno segnato un solco tra passato e futuro. Il Village Newyorkese della best generation di Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs degli anni “50 e “60 del secolo scorso, la Berlino e Germania della Bauhaus, la Liverpool (e inghilterra) dei Beatles, La Parigi di Montmartre fine ‘800 crogiolo di pittori, poeti maledetta e bohemienne.
Piacenza e il suo Incò_ntemporanea Festival organizzato dal Collettivo_21, ci inserisce a pieno titolo al centro di un movimento musicale che si pone all’avanguardia per contenuti e per sperimentazione.

Luca Guidarini

Dalle parole di Luca Guidarini Direttore Artistico di Incò_ntemporanea Festival
“La 4° edizione del festival (organizzata oltretutto per buona parte nel magnifico contesto dello Spazio Volumnia della chiesa di Sant’Agostino), si spinge ancora più in là rispetto alla precedente edizione. La parola d’ordine è Digitalizzazione e Elettronica. Nessuno dei concerti prescinde da questi concetti: nessun concerto è in acustico. Ogni strumento a partire dalla chitarra (elettrica) del concerto di Giulia Larusso) prevede un collegamento con l’elettronica

Una rassegna che propone anche prime esecuzioni
Elettronica e prime esecuzioni. Un festival per essere innovatore deve anche caratterizzarsi per il coraggio che mette nel proporre opere prime: una è un mio pezzo che ho scritto appositamente per il Collettivo_21 “Double Dose” (2020, per ensemble e live electronics) e “Private Journal of Dreams” (2020, per ensemble ed elettronica) di Claudio Panariello, vedono la prima esecuzione di italiana di [p][k][t] per ottavino e live electronics. Il suono dell’ottavino, già molto particolare di suo, viene costantemente rimodulato e riproposto nelle spazio che stiamo allestendo proprio mentre ci parliamo.
Non solo musica ma anche collaborazioni.

Terzo pilastro di questa edizione sono le parole “Collaborazione” e “contaminazione”.
Collaborazione con altre associazione e contaminazione con altre arti. In questo caso si rinnova la collaborazione con Concorto e la contaminazione tra musica e cinema.

Infine perforance e Internet
Esatto. La terza giornata del Festival, questa volta presso lo spazio di Palazzo Gizzoni Nasalli, è una giornata di performance. Musicisti che eseguiranno musiche performative legate all’opera di Perini “Ars Cyber != Dystopian” eseguite dal vivo con collegamenti streaming.

Incò_ntemporaneaFestival
Incò_ntemporaneaFestival

Programma dettagliato:

Giorno I – 9.10.2020 Collettivo_21 @ Volumnia, Ex-chiesa di Sant’Agostino, Piacenza.
Il festival si apre con il consueto concerto del Collettivo_21, anche per questa edizione in collaborazione con Concorto Film Festival. Il programma proposto dall’ensemble piacentino si articola in cinque brani, intervallati da tre cortometraggi selezionati dal Concorto Film Festival. I brani, oltre alle prime due esecuzioni assolute Double Dose (2020, per ensemble e live electronics) di Luca Guidarini e Private Journal of Dreams (2020, per ensemble ed elettronica) di Claudio Panariello, vedono la prima esecuzione di italiana di [p][k][t] per ottavino e live electronics, e le esecuzioni di Ludica II (2009, per ensemble ed elettronica) di Marco Momi, e À Fleur de Peau (2019, per chitarra elettrica) di Giulia Lorusso.

Giorno II – 10.10.2020 Duo Dubois @ Volumnia, Ex-chiesa di Sant’Agostino, Piacenza.
Il secondo concerto vede come protagonisti il Duo Dubois, formato nel 2011 da Alberto Cavallaro (sassofoni) e Federico Tramontana (percussioni). L’originalità dell’organico ha portato i due musicisti a collaborare strettamente con compositori, le cui commissioni sono state eseguite dal duo in numerosi concerti e incisioni discografiche.

Attivi in tutta Europa, propongono per Incó_ntemporanea un programma dove, oltre agli strumenti della loro formazione, li vede attivi in una proposta musicale tesa alle moderne sperimentazioni sul mezzo e sulla performance. Saranno eseguiti quindi: Tutte le estensioni dell’aura (2019, per percussioni, sassofono e dispositivi elettroacustici) di Maurizio Azzan, Schwingende Systeme, C (2016/17, per due performers e pianoforte a coda) di Michael Maierhof, Drummed Variation (2014, per no-drumset e KaossPad) di Sarah Nemtsov e in prima esecuzione assoluta Exouda II (2020, per rullante, laptop e microfoni per campi elettromagnetici) di Tommaso Settimi.

Giorno III – 9.10.2020 Ars Cyber != Dystopian @ Online/Palazzo Ghizzoni-Nasalli, Piacenza.
L’ultimo giorno del festival sarà dedicato alla realizzazione dell’installazione performativa digitale della durata di 24h, ad opera di Alessandro Perini, Claudio Panariello, Luca Guidarini e il Collettivo_21.

Siamo entrati a contatto in questi mesi più che mai con degli spazi reali/non reali che esistono solamente grazie al supporto digitale e virtuale. Li abbiamo conosciuti, adattati a qualsiasi situazione sociale, lavorativa, personale e amorosa. Abbiamo visto il proliferare in streaming di concerti e premiere di nuove opere, visite guidate virtuali a mostre e musei, per continuare a far sopravvivere il mondo culturale odierno, riportando di fatto l’esperire il reale in una dimensione non reale, nel cyberspazio.

Cyberspazio: l’internet, considerato come un’area immaginaria senza limiti, dove si possono incontrare persone e reperire informazioni su qualsiasi argomento.

Ars Cyber != Dystopian è l’indagine di alcune delle possibilità artistiche che offre il cyberspazio, articolate in due installazioni sonore e performance digitali, fruibili digitalmente e solo parzialmente dal vivo per 24h.

Cyberspazio 1: AI’ve just started to learn to play – Alessandro Perini
Il musicista autodidatta di oggi ha a disposizione una quantità potenzialmente infinita di materiali didattici, in primis i video-tutorial di Youtube.

AI’ve just started to learn to play è un musicista apprendista automatizzato e impaziente, che impara a suonare nel momento stesso in cui gli viene insegnato qualcosa, che jamma incessantemente con dei musicisti reali. Dentro questo cyberspazio, oltre all’osservazione di questo incessante processo di apprendimento e alla sua interazione con i musicisti del Collettivo_21, è possibile comparare virtualmente questo processo con il video dal quale il musicista sta imparando.

Cyberspazio 2: A mic in a box – Claudio Panariello, Luca Gudarini
A mic in a box è la realizzazione e la manipolazione delle possibilità sonore di un posto fisico, che si trasforma in cyberspazio.

Un posto con delle proprie caratteristiche acustiche, scenografiche, ambientali, la cui esperienza fruitiva è mediata dal mezzo informatico. Il suono all’interno di questo cyberspazio esistente nel piano fisico è a sua volta generato direttamente dagli utenti che accedono ad esso, lasciano un’impronta acustica del loro passaggio, contribuendo così a creare un vero a proprio paesaggio sonoro, sì realmente esistente in un preciso luogo fisico ma allo stesso tempo fruibile solo virtualmente.

(Su PiacenzaMusicPride informazioni sulla musica di Piacenza)