AFA | La cultura elettronica va in scena!

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AFA - Festival musica elettronica

Il festival di cultura elettronica piacentino torna a suonare e lo fa sdoppiandosi tra Rathaus e Belleri

Una due giorni dedicata ai suoni elettronici, o più in generale alla cultura elettronica, è pronta a fiorire nel cuore di Piacenza. AFA, il festival che abbiamo imparato a conoscere negli anni, organizzato da Emilio Solenghi e Max Araldi, sta per salire in cattedra.

Quest’anno però c’è una grossa novità, ossia la doppia location, infatti AFA si svolgerà tra Rathaus e il Circolo Belleri.

AFA si sdoppia!

Per anticipare qualcosa rispetto alla due giorni a cui andiamo incontro, abbiamo chiesto ad una delle due menti che ci sono dietro ad AFA, Emilio Solenghi.

AFA si allarga! Due location per questa nuova edizione. Significa che ha intenzione di “diventare grande”?

Si allarga si e no. Nel senso che il festival si allarga, ma l’organizzazione è sempre e solo nostra, mia e di Max. La scelta della doppia location è stata decisa per dare due proposte diverse in due posti diversi. Da un lato Rathaus si presta di più alla presentazione di un libro e a una mostra perché è più un luogo per l’ascolto, invece il Belleri nasce già di suo per essere incentrato sulla musica.

Poi questo è legato al nostro nomadismo perché da sempre ci piace seguire la nascita dei posti nuovi che ci sono a Piacenza e poi anche perché sono entrambi circoli Arci, e Arci, soprattutto tramite Nicola Curtarelli, ci ha seguito molto per la creazione di questo AFA, per questo a lui e alle due location, va un grosso grazie.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa 2 giorni?

Le proposte che porteremo ad AFA quest’anno sono 5. Si inizia venerdì sera alle 18 con la presentazione del libro “Virus”, con gli autori Marco Teatro e Giacomo Spazio accompagnati da Antonio Bacciocchi, che raccoglie documenti e manifesti di quello che è successo nel centro sociale Virus nato a Milano nel 1982, una storia fortemente legata all’esperienza punk di quegli anni. Durante la presentazione del libro prenderà vita anche la mostra con le locandine dell’epoca, tutte fatte a mano e di conseguenza prodotti unici e graficamente stupendi. Al termine partirà il dj set di Pollice di fuoco.

Petrolio per il festival della cultura elettronica
Petrolio per il festival della cultura elettronica

Al termine di questa parte ci si sposterà al Belleri per il dj set di Petrolio e poi un altro dj set a sorpresa…

Sabato si riparte alle 18 da Rathaus con la presentazione di “Milano emotiva”, scritto da Holly Hauser e pubblicato da Agenzia X, con la presenza dell’autrice: una vera novità nell’ambito della grafica e del fumetto. Appena dopo arriva il primo dj set in casa Rathaus e poi si ritorna al Belleri con la consolle di Pablito el drito, ormai ospite fisso del festival.

Pablito el drito per il festival della cultura elettronica
Pablito el drito per il festival della cultura elettronica

Sappiamo che i creatori dell’evento sono te Emilio e Max Araldi. Come nasce la line up e quanta ricerca c’è per trovare suoni nuovi?

Come sempre nasce tutto da una ricerca attenta uscendo dai soliti canali commerciali, vagando all’interno delle auto-produzioni. Da un lato Max segue di più il lato grafico e poi insieme a me quello musicale, io invece soprattutto sulla parte letteraria. La ricerca è costante durante tutto l’anno tra quello che esce di nuovo. Ovviamente quello che proponiamo è correlato alla musica e non per forza elettronica.

Mi dicevi all’inizio che da un lato, ossia l’organizzazione, non si è allargato ma dal lato proposta invece il lavoro è tanto…!

Per noi si, il festival è grande. Un festival a due teste con la logica dell’autoproduzione, con gente attorno che quando proponiamo qualcosa, veniamo ascoltati e aiutati, su tutti da Nicola Curtarelli. Sicuramente se decidessimo di cercare altri sponsor, si, ci potremmo allargare, ma la nostra logica è diversa, noi vogliamo essere un cappello colmo di eventi culturali che attraversano ambiti diversi. A noi non interessano i grandi nomi, ci interessano portare delle proposte sonore che ci piacciono, sperando che abbiano consenso.

Comunque non credo che diventeremo mai grandi, vogliamo rimanere l’avamposto piacentino dell’underground. Una storia che va avanti da oltre 30 anni e che siamo fieri di continuare a portare avanti.

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