Alessandro Colpani e il suo “Tra me e me”: un punto fisso nel mio percorso

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Dopo tante collaborazioni e diverse produzioni soprattutto on-line, Alessandro Colpani è pronto all’uscita con il suo album “Tra me e me”. Undici canzoni che si faranno ascoltare live, venerdì nella serata Orzogelo nello stesso giorno della release ufficiale, e che, direttamente tramite le parole del cantautore piacentino, vi anticipiamo in questa intervista.

Alessandro, partiamo dal titolo “Tra me e me”.

Il titolo è questo perché sono 11 canzoni che scavano fra me e me, sono canzoni che, tra virgolette, posso considerare come private. Canzoni che si allontanano dai soliti temi e che invece cercano di parlare di alcuni momenti, che immagino non siano solo miei, in cui, spero, qualcuno ci si rispecchi.

Come si sviluppa l’album?

Comincia con “La sintesi”, una canzone che gira attorno ad un ritornello che parla di come tante le volte le cose non vadano come avevamo pensato, di come bisogna accettare il fatto che non sempre si riescano a tenere insieme tutte le cose, il tutto con uno sguardo tranquillo al passato. Poi troviamo “Luna Park”, una canzone di disaffezione e disillusione verso alcuni totem, alcuni miti, che a ripensarci adesso, erano tali solo per me, solo in quel momento. Poi, molto importanti, sono una riflessione scritta a pesca con mio papà e mio fratello e un’altra nata guardando una foto, infatti si intitola “Fotografia”, che cerco di mettere in musica. Poi, in fondo troviamo “Volo pindarico”, centrale nella storia dell’album perché fa un po’ da contraltare alle altre, perché dopo tutti i pensieri delle canzoni prima, li contestualizza arrivando al punto che sono sempre e comunque pensieri. Un po’ un’autocritica a me stesso, all’arte quando si chiude in sé stessa. Queste canzoni sono come parabole che fanno grandi giri ma poi tornano giù.

Un album molto introspettivo, come e quando nasce?

Nasce spontaneamente nel senso che non pensavo a come strutturarlo. Stavo scrivendo delle canzoni ed erano tutte accomunate da un momento specifico e segnano bene il percorso fra le canzoni che farò e quelle che ho fatto. Un album nato anche molto in base alla musica del momento per me, come, su tutte, quella di Piero Ciampi, ma con molta chitarra in più. Questo lavoro mette un punto fermo nelle mie produzioni in mezzo a tante cose che ho fatto e sto facendo. Questo è quello che ho raccolto negli ultimi 3 anni.

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La formula è sempre quella del “chitarra e voce” è quella in cui continui a sentirti più comodo. Ma la tentazione di fare qualcosa di più organico?

Secondo me non sono pronto. C’è chi dice che un “chitarra e voce” è più facile, in parte è vero, ma io lo faccio soprattutto per riuscire a gestire tutto. La band, anche quando è composta da bravi artisti, deve essere gestita ed in questo momento non credo di riuscire a farlo. La tentazione di fare il classico cd con la elettrica c’era, e io in privato suono anche così, però ho considerato fuori luogo una cosa allargata perché non sarebbe fedele alle cose che sto facendo e anche perché potrebbe risultare un po’ uno scimmiottamento di alcuni grandi della musica che hanno saputo trasportare in elettrico il cantautorato.

La tua formula musicale spesso è stata musica e poesia, ritroviamo entrambe nell’album?

Qui ci sono poesie serie nel senso che manca un po’ l’aspetto ironico. È stato omesso. Qui ho cercato di fare dei testi togliendo la rima “obbligata” e slegandomi dalla metrica, cercando di avvicinarmi a quello che mi stava più a cuore: mettere in musica le cose che volevo dire. Le poesie fanno un percorso parallelo a partire dal 2013, quando si è aperta anche questa strada e ha un po’ sostituito la musica. Avevo molti pezzi e li ho lasciati lì per un po’ per la poesia. In realtà in questo cd c’è il contrasto fra fare musica e poesia. Nel live si sentiranno canzoni e poesie, ma a parte.

Spesso ti abbiamo sentito in tante e diverse collaborazioni, qualcuna prosegue?

Beh, intanto il live di venerdì al Baciccia per Orzogelo (ne riparleremo, tranquilli. Ndr) sarà insieme a Mirko Mariani, mio socio nei Maladissa, voce e flauto traverso, Lorenzo Moretto al basso e Roberto Selvatici alla chitarra. Per il resto, le mie collaborazioni che ho fatto fino ad adesso, cominciano e finiscono quando le faccio, perciò per adesso sono punti che sono stati toccati e rimangono lì. Forse quella più importante era quella con Mikeless che però per adesso è ferma. Io più che altro mi diverto con altri artisti, uscendo un attimo dal mio percorso, quando ci sono delle belle idee. Però in termini di collaborazioni, non posso tralasciare quelle che nascono di giovedì in giovedì alla Muntà, infatti da quando è partita Overthemoontà, ho perso solo due serate. Lì ogni giovedì sono presente anche solo per una canzone o una poesia, e sul momento nascono piccole collaborazioni. Ovviamente non solo io, è sempre aperto a tutti e invito chiunque voglia provare.

Il lavoro con Orzorock Music come sta andando?

Direi molto bene. La mia prima pubblicazione ufficiale fu proprio “Volo pindarico” per la compilation di Orzorock 17 e fu il nostro primo contatto: si dimostrarono una pietra fondamentale per quella prima registrazione. Poi non ho pubblicato niente, tranne le cose che sono andate sulla mia pagina bandcamp o in piccole produzione proprie. Questo è il mio primo album “ufficiale” e un grosso aiuto nella produzione è arrivato proprio da Orzorock. Questo prodotto sta a suggellare un lavoro, partito da Volo pindarico e che si concretizza oggi.