Ciao Mariolino

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Troletti

Ciao Mariolino

Mario Troletti & Cicobamba – Live – Sound Bonico – Piacenza – 2014

Ciao Mariolino e grazie per tutta la musica che hai creato, per le armonie che ci ha regalato, per il tuo contaminare con la tua innata passione per la musica tutte le persone, musicisti e non musicisti, che ti incontravano.

“cerco la nota giusta per arrivare a voi ma non la trovo mai”

E’ la sintesi perfetta che la moglie Lorena ha lasciato come ricordo a chi è accorso a salutare Mariolino per l’ultima volta e che lascia a tutti noi. E’ una frase che racconta in un attimo il continuo, inesauribile, imprevedibile modo di vedere la musica e la vita stessa.

Perchè vita e musica erano un tutt’uno nella vita di Mario. Non era possibile per lui scinderle.

Armonia, con la A maiuscola, che oltre a ordinare le note secondo un ordine preciso, identifica l’atteggiamento di chi mette a proprio agio le persone come se le avesse conosciute da sempre, e Improvvisazione, quella che nella musica e nella vita identifica l’estro del momento e fa intravedere strade diverse, erano per lui un dono innato.

“Sembra banale dirlo” parla di lui sempre Lorena, “Ma la musica per lui era come l’aria. Tutto, tutto era musicale. E poi, c’é anche un’altra cosa che mi ha sempre colpita: l’ho accompagnato spesso in questi vent’anni vissuti insieme e tutte le persone che lo ascoltavano, anche le più competenti, sia che in quel momento suonasse jazz, oppure blues o altri generi, la parola, il termine che usavano per parlare di Mariolino era: Innovazione. Per loro, per i musicisti, ma anche per me, il suo modo di suonare è sempre stato qualcosa di nuovo, di originale, niente di già sentito”

I musicisti quelli che hanno le radici piantate negli anni 80 e, via, via le nuove generazioni che si sono succedute, hanno un debito di riconoscenza verso questa persona, mingherlina nel fisico, ma gigante nello spirito, nell’entusiasmo, nel modo di leggere musica e vita.

E stato quindi un susseguirsi di pensieri, ricordi, foto quelli che hanno invaso i social nella giornata di ieri, era impossibile non accorgersi di quanto Mario, nella sua vita aveva seminato.

“Mario” ci racconta sempre Lorena “aveva una dote, anche i più caproni riuscivano a suonare. Me lo han sempre detto tante persone, tanti musicisti. Chi ha suonato con lui dopo un concerto, dopo aver suonato per ore, diceva -RENDE FACILE. Non solo la musica rendeva facile, ma era facile anche stare con lui perché Le persone le sapeva leggere e capire nell’immediato, senza tanti fronzoli ed incontrarlo per la prima volta era come se lo si conoscesse da una vita”.

Mario Troletti @Taverna delle Fate

Vittorio Solinas, batterista: “Ho iniziato a suonare con Mariolino circa vent’anni fa: lui un maestro e io agli inizi. A me piaceva molto questa improvvisazione musicale e di vita di Mario. L’improvvisazione l’ho sempre amata nella musica e con Mario questa improvvisazione l’abbiamo vissuta insieme, anche in quei pezzi che erano già formati e registrati, ogni volta che venivano sonati lui li cambiava. Improvvisazione era una parola d’ordine e saltava fuori in ogni momento e soprattutto all’ultimo momento, era in agguato. Mi inorgoglisce il che abbiamo suonato per vent’anni insieme.

Giovanni Baiardi, chitarrista: E così anche tu e la tua arte ve ne siete andati oltre, a suonare altrove. Sei stato una bella anima e un grande artista in questa parte di vita e lo sarai anche nell’altra. Lasciami un pochino della tua ispirazione se puoi per favore. Ciao Mariolino (mi cantino) Troletti…ciao amico mio.

Simone Cavallaro, bassista: Per me è stato rivoluzionante. Arrivavo da un’esperienza con una band “normale”, standard ed ero anche un po’ stanco e deluso da tutto il contesto e dal mondo musicale che avevo visto. Conoscere Mariolino e la sua visione della musica, musica che faceva per lui, per migliorarsi, ma che migliorava anche gli altri me compreso.

PIERI TROLETTI TEDESCO TORRESANI – HALLO

Massimiliano Pieri, batterista: Oggi è una giornata davvero molto triste. Quello che è stato una fra le migliori persone che ho avuto la fortuna di incontrare, un bravissimo musicista, con il quale ho collaborato per tanti anni, ma soprattutto, uno fra i miei più cari amici di sempre, ci ha lasciati. Mariolino..

Alberto Callegari, Elfo Studio: Era circa un anno fa. Aveva le stampelle, era molto affaticato fisicamente ma è voluto venire in studio con Lorena e Diego per salutarmi e per ipotizzare una sessione di registrazione a breve, con l’entusiasmo di sempre. Sapevo che sarebbe stato l’ultimo nostro incontro.
Qualche mese dopo vedo il suo nome tra le chiamate a cui non avevo potuto rispondere. Con un po’ di cuore in gola provo a richiamarlo temendo di sentire la voce di un suo famigliare al posto suo. invece era proprio lui :”dì, volevo un tuo consiglio su che microfono comprare per il live…”
…ma cazzo! mi aveva sorpreso anche quella volta, come ogni volta che prendeva in mano la chitarra. mi incantavo a guardare le sue dita, così sottili ma così precise ed eleganti nei movimenti.
Ma non solo la chitarra, qualunque strumento toccasse lo faceva risuonare in armonia con una vibrazione primordiale, non spiegabile razionalmente. ogni volta rimanevo incantato. gli dicevo sempre: “per me l’arte è questo : il non sapere perché mi affascina come fai suonare le cose”.
e lui sorrideva. quando aveva in mano uno strumento sorrideva. suonava anche il suo sorriso.
E’ da quell’ultima volta che l’ho visto in studio che mi stavo preparando una frase di circostanza per quando sarebbe arrivato il triste momento. Ecco, adesso che il triste momento è arrivato sono senza parole.
solo grazie per tutti i sorrisi.

Paolo Apollo Negri, hammond: Penso a quelle sere d’inverno con la nebbia, in cui non hai tanta voglia di uscire di casa anche se sai che stai andando a fare la cosa che ti piace di più. Penso alle prove, dove c’è sempre troppo freddo o troppo caldo. Poi ai concerti, ai momenti passati in studio in cui le ore passano lente aspettando che tutto vada a posto. Penso, e non riesco a smettere di piangere, che quei momenti purtroppo non torneranno più e ti accorgi che sono stati tra i più belli, che alcune delle persone con cui hai condiviso quei momenti erano persone straordinarie, di cui porterai nel cuore per sempre il ricordo, le parole, le risate, insieme alla loro musica. Buon viaggio Mariolino e grazie dal più profondo del cuore per il tempo prezioso passato insieme.

Massimo Braghè, bassista: L’ho incrociato qualche volta dividendo il palco militando in gruppi diversi: lui nei venti alle due mentre io negli steams. Ci conosciamo proprio da quando sono nati gli Steams: era il dicembre 1981 e abbiamo fatto il nostro primo concerto (io, Barbieri, Achille Sali, Massimo Loi) e Mario insieme a Maurizio Ghilardotti da amico è venuto a farci da fonico. Ci ha tenuti a battesimo. Tre anni fa abbiamo suonato assieme in questa mega session durante il suo compleanno insieme a tantissime altre persone. Un signore in tutti i sensi: una persona molto umile e sempre molto umano. Non mi sembra di averlo mai visto accigliarsi con qualcuno.

Video: Sciuscià (da “Come una zecca”)
Troletti

E queste sono solo alcune delle testimonianze dei affetto, riconoscenza che Mario ha ricevuto

Per me che scrivo, che l’ho incontrato poche volte ma quelle volte sempre come se fossimo cresciuti assieme, piace ricordarlo con un video che mi aveva mandato per pubblicizzare un concerto e con la frase di una canzone, non sua a dire il vero, ma che mi viene in mente quando in tutti questi anni ascoltavo al sua musica la sua musica oppure vedevo un suo concerto:

“Tra bufalo e locomotiva
La differenza salta agli occhi
La locomotiva ha la strada segnata
Il bufalo può scartare di lato”… (De Gregori)

Video

 

Da parte della redazione di Piacenza Music Pride un grande ed affettuoso abbraccio alla moglie e al figlio e a tutte gli amici

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