Edoardo Cerea | “La lunga strada” dal passato al futuro

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Edoardo Cerea - La lunga strada

Tra passato, presente e futuro, Edoardo Cerea torna con un nuovo album, si intitola “La lunga strada”

Dieci brani e una bonus track, questo, insieme a tanti immagini e fotografie messe in musica, è quello che si trova all’interno de “La lunga strada”, il nuovo album di Edoardo Cerea.

In parole e musica, il cantautore piacentino ha saputo trasportarci nel suo mondo, quello del passato, che però si concretizza nel presente, per poi dare nuovo slancio al futuro.

La lunga strada, un punto fermo per Edoardo Cerea

Per un lavoro così ampio e ricercato il passaggio obbligato poteva essere solamente quello di sentire direttamente Edoardo e approfondire alcuni aspetti di queste 11 tracce.

L’album si apre con il brano che da il titolo a tutto il lavoro. Una canzone che parla di passato e futuro. Questo brano e questo lavoro rappresentano un ponte tra queste due cose?

Sicuramente, sì. “La Lunga strada” è il frutto di un lavoro di ricerca verso la chiusura di un cerchio. Quindi, di un ponte tra passato e futuro. La musica è certamente un collante tra tutte le cose, e spero moltissimo che possa accompagnarmi anche verso il futuro.

Una cosa che rimane nelle orecchie e nella testa è questo sguardo rivolto al passato. Uno sguardo indietro che mi sembra centrale per realizzazione dell’album. È così?

In questo album sono racchiusi i ricordi di molti che sono stati con me lungo tutto il percorso della mia vita. Alcuni di loro, purtroppo, non sono più qui. E’ una raccolta di istantanee, di immagini, di ricordi. Tutto questo ha molto a che fare coi sentimenti, oltre che col passato.

Edoardo Cerea
Edoardo Cerea

Questi 10 brani (più una bonus track) parlano di tante cose: è un album nato nel tempo oppure da un momento preciso in poi?

L’idea di questo album nasce in una notte nevosa, durante il viaggio di ritorno da una data a Ferrara. L’idea di riflettere a proposito di cosa mi spingesse a muovermi verso la musica, il domandarmi se il desiderio di seguire la musica fosse ancora presente, il ricordo di tutti coloro che, in qualche modo, avevano accompagnato il mio percorso… tutto questo nasce da un viaggio sotto la neve.

Nei brani escono tante storie viste però con una delicatezza che arriva dagli anni che passano. Dopo aver tirato fuori così tante immagini dei tuoi ricordi, hai ancora molte storie da raccontare nascoste da qualche parte?

Spero proprio di sì! In questo periodo sto scrivendo di cose che succedono nel presente e che mi danno da pensare. Come in occasione di tutti i miei precedenti lavori, però, è giusto dire che i miei brani stanno a “stagionare” per qualche anno, e poi mi prendo ulteriore tempo per rivederli e valutare se vale la penna trovare loro il “vestito” adatto per inserirli in un album.

Da un punto di vista del percorso musicale, questo mi sembra un punto fermo nella tua carriera, ripercorrendo le parole e le sensazioni che escono dai testi. Ma invece dal lato sonoro, c’è una evoluzione e una ricerca dei dettagli che da musicista sai che non si fermerà mai?

Per ciò che riguarda i testi, mi permetto di dire che hai colto in pieno il senso che ho cercato di trasmettere con questo lavoro. Certe ansie non sono più presenti, certe cose non torneranno più, ed è un bene che sia così. “Le cose cambiano” ed, anche, “Il tempo ormai non conta più”. Per ciò che riguarda la sperimentazione musicale, invece, non mi sento ancora “sazio”. Questo sound è esattamente quello che cercavo per esprimere i concetti che sono contenuti nei testi. In mente, però, ho già alcuni altri brani, con arrangiamenti che vanno in direzione assolutamente differente. Questo è decisamente un aspetto stimolante della scrittura.

Edoardo Cerea in posa
Edoardo Cerea

Sappiamo che è già andata in scena la presentazione ufficiale, dobbiamo aspettarci altre date per questa “La lunga strada”?

Per ciò che riguarda il futuro immediato, la prossima data sarà in occasione de “Il dono del Cervo”, una due giorni organizzata dall’Associazione di promozione sociale “Casa Clizia”. Suonerò nella serata di venerdì 18 allo Spazio 2. Per il resto, sto lavorando coi miei contatti soprattutto per il 2023, che mi auguro porterà molti live, soprattutto dalla primavera in avanti.

Al termine dell’album c’è una bonus track. Di solito si inserisce come appendice o per un motivo particolare. Questa “Come Julia Roberts” la troviamo qua per un motivo “speciale” che non sappiamo?

In questo caso, si tratta esclusivamente di una motivazione musicale. Parliamo un brano dedicato ad una persona molto importante, nella mia vita passata e presente. L’arrangiamento del brano, però, la portava un po’ fuori dai suoni che ho usato in questo lavoro e, quindi, ecco il motivo della sua collocazione.

Siamo partiti con il primo brano e per la chiusura ci torniamo perché da poco è diventato anche video (qua il video su YouTube). Una clip semplice ma in cui esce sempre un grande sorriso. È questo che rappresenta meglio questo tuo momento musicale?

Sì, decisamente. Un sorriso di carica, serenità e soddisfazione è sicuramente ciò che meglio mi rappresenta, musicalmente e non solo, in questa fine di anno 2022.

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