La nostra intervista: Fabio Treves e il concerto con Eugenio Finardi al Festival Blues

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Ph: Davide Lopopolo

Dopo il bellissimo concerto all’Athena di Pontedellolio, con Fabio Treves ci eravamo sentiti un paio di volte. E, tra le altre cose, aveva “buttato lì” una frase sibillina: “Guarda Giovanni, se tutto va per il verso giusto ci sarà una bella sorpresa”
E la sorpresa si è materializzata: Fabio Treves e la sua blues band saranno ancora una volta a suonare dalle nostri parti. A Fiorenzuola d’Arda per l’esattezza, Evviva!
Ma la sorpresa è che il grande Fabio non sarà solo al concerto. Insieme lui ci sarà un altro grande artista della scena cantautorale milanese: Eugenio Finardi. Si avete capito bene, Fabrio Treves e Eugenio Finardi sullo stesso palco. E non è finita qui perchè come ci racconta lo stesso Fabio: “Quando ho saputo che Kirk Fletcher, era in italia, non potevo lasciarmelo scappare. Kirk è un’artista che ho apprezzato fin dalle sue prime uscite discografiche e sarà con noi in concerto”.

Ph: Colzani

Fabio, però torniamo a bomba a Eugenio Finardi. Quando vi siete conosciuti?
Eugenio è il mio Blues Brother da tantissimo tempo. Siamo quasi coetanei. Lui ha tre anni meno di me a dire il vero. Ci siamo incontrati giovanissimi nei contest che venivano organizzati fra i vari licei di Milano. Lui, capello lungo e biondo, molto rock, conosceva tutti i testi delle canzoni e cantava perfettamente in inglese (sua madre è americana), io patito del blues, più alternativo, cupo e tenebroso. Risultato lui li vinceva sempre io manco a morire (Ride!). E poi, per caso ci siamo trovati praticamente fianco a fianco nel grande concerto dell’Isola di Whites. Da lì non ci siamo mai persi di vista. Abbiamo seguito i nostri percorsi musicali che in diversi casi si sono incrociati.

Continua raccontare allora!
Eugenio, e ve lopuò confermare anche lui, pur avendo percorso il filone della musica rock, ha molto affinità con il blues. E a riprova di questo, ha inciso un disco “anima blues” che è emblematico delle sue radici più blues. Da parte mia ho suonato in alcuni suoi dischi e abbiamo suonato diverse volte assieme.

Quali sono le canzoni di Finardi che senti più tue?
Al di là che sono tantissime quelle che mi piacciono. Due in particolare le sento più vicine: La radio e Musica Ribelle. La prima perchè legata ad un periodo molto bello e intenso della mia vita quando facevo il dj per Radio Popolare. Mettevo dischi della Almann Brothers band e tutto un repertorio di musica blues, e la canzone “la Radio” interpretava esattamente il mio stato d’animo. Musica Ribelle perchè è stata l’emblema di un’epoca, quella che io e Eugenio e le persone della nostra generazione hanno attraversato.

Le vorrai nella scaletta del concerto di Fiorenzuola?
Della scaletta non abbiamo ancora parlato. Di certo è che per me quel concerto dovrà avere alcune caratteristiche imprescindibili. La prima è che i due ospiti avranno i spazi con la loro musica e le loro canzoni (sarebbe da stupidi se interpretassero il repertorio del Treves). La seconda è che dobbiamo onorare al meglio una delle rassegne blues più importanti d’Italia. E’ una rassegna sulla musica blues e tutta la nostra musica dovrà gravitare attorno a quel genere. Ma vediamo, dobbiamo ancora ragioranci su.

Da ultimo, due parole su quello che ti piace di più di Eugenio
Di Eugenio mi piace sincerità e la coerenza. E poi il fatto che è molto competente a livello musicale, uno che ascolta la musica, che non è chiuso in se stesso, nel proprio guscio

Fabio è un fiume in piena, che deborda dagli argini tanto è intensa la sua passione per il blues. Una musica che “fa aggregazione, che mette insieme. E poi ti ricordo che il Blues per primo, ha parlato, quasi 100 anni, di temi come la violenza delle donne fra le mura domestiche, del razzismo, del riscatto sociale, della voglia di pace…”

…e abbiamo detto tutto!