Eleonora Bagarotti: una vita al centro della musica! La nostra intervista

548

Eleonora Bagarotti, una vita al centro della musica!

All’inizio di questo nuovo anno carico di aspettative dopo il rigore degli ultimi due appena trascorsi, l’abbiamo contattata perché ci portasse alcune considerazioni sull’anno appena passato e cosa desidera per quello appena iniziato. Un’intervista divisa in due, una scritta e una video, eccole.

Eleonora è giornalista per la sezione cultura e spettacoli del giornale locale Libertà e tiene una rubrica sempre legata agli spettacoli, nel Podcast di TeleLibertà. Ma è anche… un attimo, le notizie biografiche sono innumerevoli e… le rimandiamo in fondo all’articolo 😉

Video Intervista
Bagarotti
(Intervista effettuata presso la Libreria Bookbank di Piacenza via San Giovanni 4)

Eleonora, com’è stato questo 2021?

La redazione di un quotidiano è un punto privilegiato di osservazione. Le notizie arrivano, le cerchi per i servizi. Oltretutto i collaboratori giovani sono molto attenti e informati per quanto riguarda le novità dei giovanissimi musicisti. Da tutti questi input osservo una realtà locale molto fervida in ogni sua sfaccettatura da quello classico al rock: i musicisti con una lunga carriera alle spalle, sono ancora pronti a proporsi, ma ci sono anche dei ragazzi molto giovani che iniziano in vari ambiti e generi la carriera di musicisti.

Oltre all’interesse lavorativo però la mia è proprio una curiosità verso la musica che rasenta la compulsione. E’ stato così fin da giovanissima quando ho fatto scelte decisamente temerarie per amore della musica.

Certo è che il covid ha anestetizzato ancora per un anno tutta la scena dal vivo. Ottime le registrazioni ma se non c’è poi il concerto e il confronto con il pubblico, la musica si appiattisce. Anche il nostro JC Cinel nelle sue interviste lo conferma dicendo che le rappresentazioni dal vivo, soprattutto quelle all’estero, arricchivano la sua esperienza e la sua performance

Fra le cose positive nel 2021 anche il fenomeno Maneskin che pur non trovandomi entusiasta, guardo con benevolenza per il riverbero e la ricaduta positiva sul movimento della musica in Italia.

Eleonora, qual è la canzone/artista/progetto che più ti ha colpita quest’anno?

A livello internazionale non ho alcun dubbio, “long way” di Eddie Wedder é stata, hai presente in Pulp fiction quando fanno la puntura di adrenalina nel cuore? Ecco, la stessa cosa! Ho volato con la testa e il cuore per alcuni giorni: mi ha fatto bene quel brano!

Per quanto riguarda Piacenza la cosa che più mi ha colpita, per gusti personali ma anche per qualità e potenzialità è “Tarkus Revisited” dei Tempus Fugit prodotto da Max Marchini e presentato dal vivo recentemente con special guest Annie Barbazza. Tra l’altro Tarkus Revisited l’ho regalato a Pete Townsend degli who col quale sono rimasta in stretto contatto.

Mi piace anche osservare che alcuni artisti piacentini si affermano a livello nazionale: ultimamente Melody Castellari è arrivata seconda al Premio Mia Martini aggiudicandosi anche il premio alla critica, Mentre Alessandro Bertozzi ha firmato la canzone vincitrice cantata da Steve Biondi. Entrambi sono sotto l’etichetta piacentina Level49

Ma questi sono solo gli ultimi casi di una nutrita schiera.

Sempre dal tuo osservatorio privilegiato, ci tracceresti un quadro generale della musica qui a Piacenza?

Oltre a quanto detto appena prima, mi ha fatto molto piacere l’apertura del Belleri. In ogni caso sento la mancanza di un luogo come il Fillmore dove venivano organizzati concerti con artisti del calibro di Patty Smith o Ligabue tanto per fare un esempio.

Questa dimensione manca un po’ nella nostra provincia. Vedo una situazione di grande fermo. E’ vero, c’è tendenze, ma mi piacerebbe che ci fosse un festival con un respiro più ampio, con un cartellone importante che magari si svolgesse alla Pertite, in cui gruppi giovani locali fanno da spalla ai grandi nomi, non dico festival come il Glastonsbury ma sarebbe bello, dopo il covid immaginare una gestione di questo genere. Di persone che hanno lavorato in ambito organizzativo e che ne hanno le competenze, a Piacenza ne abbiamo. E quindi ci vuole forse la volontà e la capacità, magari, di intercettare bandi europei. Sarebbe molto bello.

E qui termina la nostra chiacchierata con Eleonora. Le siamo debitori e riconoscenti per il tempo che ci ha dedicato, per le considerazioni e idee per il futuro ma soprattutto per l’entusiasmo che si percepisce nei suoi articoli.

Non trascurate di leggerla sulle pagine di Libertà.

Qui il link al suo podcast

Qualche nota biografica:

Partecipa da adolescente al programma  Punk… e a capo con Fabio Treves, e come critica musicale a Markette. Segue i tour del gruppo inglese The Who come groupie, esperienza che racconterà nel libro Magic Bus – Diario di una rock girl ed entrando a far parte dell’ufficio stampa del gruppo. L’ultima sua fatica letteraria è “The Women in White Album” del 2018. Giornalista di Libertà per la sezione Cultura e Spettacolo presta la sua penna anche ad altre testate giornalistiche. All’inizio del 2019 viene intervistata all’interno della trasmissione Le ragazze, condotta da Gloria Guida, su Rai 3.

Per ogni altra notizia sulla musica di Piacenza rimani su Piacenza Music Pride

Summertime In Jazz