Rivergaro: il 25 aprile fra la via Emilia e il West

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Metti il 25 aprile, Lungo Trebbia di Rivergaro. Tanto cibo, birra e vino. Metti pure i giochi per bambini e le bancarelle. Metti anche… la musica.

Sabato 25 aprile ci sarà la prima edizione del “Grill contest” a Rivergaro ed in mezzo a tante altre cose ci troveremo anche la musica. Saranno due le band che si esibiranno durante il pomeriggio rivergarese a partire dalle 16,30: La Banda del Pozzo e gli House of all.

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”2193″,”attributes”:{“alt”:”La Banda del Pozzo”,”class”:”media-image”,”height”:”320″,”style”:”margin: 10px; float: left;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”480″}}]]La banda del Pozzo nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, grazie alla collaborazione nata tra Ezio Castellano e Rosario Lo Monaco. I due iniziano a comporre la loro musica a ritmo di Swing, Gipsy jazz e Rockabilly, con il mito di Fred Buscaglione e Django Reinhardt. Quando la band si trasferisce a Milano diventa un “quartetto”, si uniscono a loro due, Santi Giannetto alla batteria ed Andrea Grecchi al contrabasso. Riescono così a portare in studio 10 brani scritti e composti da loro (che vedranno la luce grazie a Musicraiser) da cui è stato tratto anche un singolo con un video “Artie (e falla innamorar)”, prodotto da Francesco Sarcina, leader de Le Vibrazioni.

Percorso diverso per gli House of all. Come lo chiamano loro, “il germe del country” nasce in una stanza di Milano, quella di due universitari, Daniele e Luca. Tutto parte dal ricordo della terra natìa (non troppo distante), ossia quella pianura veneta attorno a Legnago, che sa un po’ di Stati del sud a stelle e strisce e che richiama quelle sonorità e quei sapori che loro vogliono riprodurre. Nel 2008 il gruppo aumenta di alcune unità che oltre ai due chitarristi fondatori è composto da Vittorio (mandolino, violino, voce), Cico (mandolino, voce), Guido (contrabbasso e trombone), Christian (chitarra) e Andrea (batteria), e prepara il primo album che uscirà l’anno seguente dal titolo “Mr Renateen and JL Sunglusses”, seguito due anni dopo da “Imagine there’s no country”.

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”2194″,”attributes”:{“alt”:”Gli House of All”,”class”:”media-image”,”height”:”300″,”style”:”margin: 10px; float: left;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”480″}}]]“La ricerca non è stata facile – ci ha spiegato Davide, il curatore della parte musicale dell’evento – perché non abbiamo voluto riproporre le solite cose che si sentono in giro. Abbiamo cercato questi gruppi perché volevamo che anche la parte musicale fosse fortemente caratterizzata in un discorso di tipicità come tutto il resto dell’evento, di conseguenza abbiamo lavorato parecchio per una proposta musicale non banale e che difficilmente si può trovare in giro”.

“Cercavamo dei gruppi di musica popolare, che come filosofia si avvicinassero all’idea generale della giornata. Musiche semplici e dirette, molto legate al folklore popolare. Due sonorità diverse come diverse sono le provenienze geografiche. Una è molto più rockabilly, la Banda del Pozzo, con tanto swing e atmosfere da sala da ballo anni ’30, gli House of All invece sono fortemente country, molto legati al discorso dell’attaccamento alla propria terra, con suoni, modi e stile che ricordano fortemente la tradizione americana”.