School of San Rock: un piccolo mondo appena oltre il Po

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Oggi facciamo un breve salto al di là del Po’ per conoscere l’associazione School of San Rock, una piccola, almeno per adesso, realtà che sta crescendo in mezzo a San Rocco. Nata ufficialmente nel dicembre scorso l’associazione è cresciuta velocemente insieme ai diversi progetti che sta portando avanti sul lato musicale ma non solo.

Infatti, come ci hanno spiegato il Presidente dell’associazione Stefano Gabrielli e l’addetto stampa e curatore parte web (ma anche mestro di basso elettrico) Andrea Crosali, School of San Rock è molto di più. Certo, al centro c’è la musica, tanta musica, ma attorno a questa ci diverse iniziative indirizzate ai ragazzi ma anche a chi ragazzo non è più (ma sappiamo bene l’età in fondo è solo un numero).

Ma facciamola spiegare direttamente da Stefano e Andrea, come, quando e perché è nata School of San Rock…

La nostra associazione è nata ufficialmente il 16 dicembre del 2015 ma parte da molto più indietro nel tempo, quando io (Stefano) ho cominciato a dare lezioni di chitarra e batteria. Tutto è cresciuto fino al punto in cui si è resa necessaria un’organizzazione più ampia. In quel momento si è creato il nucleo centrale formato da me, Giusi Maini, Michele Barbieri e Andrea.

Come possiamo descrivere questa avventura?

School of San Rock è un mondo, un contenitore con molte possibilità. Nasce per insegnare musica ma vuole dare una esperienza a 360 gradi dando una formazione a livello di registrazione pezzi, editing, creazione di video come è successo per una nostra ragazza, Simona Mezzapelle, con la sua interpretazione di “Love me forever di Elisa” (qui il video: http://bit.ly/2c3XGnY ) e anche allargamento degli orizzonti musicali fornendo playlist di generi diversi per uscire dai propri gusti musicali e “guardarsi attorno”. In questo modo i ragazzi possono partire dall’apprendimento di uno strumento fino alla produzione completa di un lavoro musicale, per poi poterlo mettere in mostra nei saggi che facciamo, come il prossimo del 18 dicembre qui a San Rocco.

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Da dicembre le richieste sono state in continuo aumento…

Si, infatti se contiamo tutti quelli che partecipano alle nostre iniziative, arriviamo già a circa 90 persone. Solo sul versante musicale ne contiamo più di 30 che seguono le nostre lezioni Come sempre lo strumento più ricercato è la chitarra anche se la batteria tira altrettanto. Ovviamente si sa che il batterista è sempre quello più fascinoso del gruppo e di conseguenza anche il nostro maestro Crosali è molto attivo con le sue lezioni (se a qualcuno può interessare, il fascinoso bassista Crosali è tuttora single. Ndr).

Quali sono stati i vari step?

Bè, possiamo dire che il primo periodo è stato un test per capire come la cosa potesse funzionare, ma il passo decisivo è quando siamo usciti dai nostri locali per fare un banchetto in mezzo alla gente, lì di colpo abbiamo avuto tantissimi tesserati. Questo perché la gente che ci incontrava ha capito che volevamo dare un luogo ai ragazzi e fargli fare qualcosa di utile prima di tutto per loro, dare la possibilità di condividere una passione e crescere insieme. Poi il passaparola “positivo” ha fatto il resto.

Come dicevamo all’inizio, la musica è solo una parte di quello che proponete…

La musica è centrale perché è da lì che siamo partiti ma adesso le proposte sono diverse. Andiamo dai corsi d’inglese su diversi piani e adattabili ad esigenze ed età diverse (sia sul piano scolastico che su quello relazionale, ad esempio per chi deve affrontare un viaggio fuori dall’Italia), poi attività che hanno l’obiettivo di migliorare sé stessi come ad esempio la risoluzione di problemi che vanno dall’ambito lavorativo a quello personale, fino all’aiuto in generale per i ragazzi che hanno difficoltà a scuola.

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Tutto con una forte componente etica, giusto?

Si, questo per noi è centrale. Vogliamo insegnare ai ragazzi che c’è un momento per tutto e che a volte bisogna sacrificare qualcosa per lasciare spazio alle cose più importanti. Su questo punto abbiamo regole scritte e non scritte, se uno dei nostri ragazzi va male a scuola, sospendiamo le ore dedicate allo strumento che piuttosto vengono riconvertite in tempo utile per recuperare le difficoltà in determinate materie. Per noi è stato centrale passare dalla volontà di fare qualcosa per giovani, al metterlo in atto. Anche passare dalle parole ai fatti è una risposta etica.

Come mi spiegavate a microfoni spenti, anche come collaborazioni con altre realtà e come attività “ecologiche” avete mosso i primi passi.

Sotto questo profilo abbiamo già avuto due esperienze differenti molto importanti. Quella che abbiamo ancora in atto è legata al mondo del riutilizzo e consiste nel recupero dei tappi di plastica delle bottiglie, recupero che produce un valore economico che verrà utilizzata fini sociali come ad esempio l’acquisto di materiale per persone disabili. Sempre su questo filone, appoggiamo la raccolta da parte dell’associazione Lyons per la raccolta di occhiali usati da recuperare ed indirizzare a luoghi dove mancano completamente. Poi…

Poi la collaborazione col Gioia!

Esatto! Insieme al Liceo Gioia, con il coordinamento del Prof. Marzaroli, abbiamo creato un programma tramite cui 3 ragazzi sono stati stagisti da noi e hanno conosciuto nella pratica come si parte da una canzone per arrivare ad un prodotto musicale fatto e finito. I ragazzi hanno suonato “This love” dei Pantera, poi l’hanno registrata ed editata, imparando le tecniche di microfonazione e rilevamento acustico. Il tutto è stato poi utilizzato come base per un videoclip contro il femminicidio. La cosa più importante è che, dopo l’input iniziale, abbiamo lasciato completamente carta bianca ai ragazzi in modo che a differenza di tante situazioni del genere, siano stati loro in prima persona a procedere con le loro idee e soprattutto in modo che lo stage fosse veramente formativo (a differenza di chi lo usa per far fare fotocopie e caffè ai ragazzi).

 

Bene, se non conoscevate l’Associazione School of San Rock, adesso ve l’abbiamo mostrata. Per tutte le info necessarie potete andare sul loro sito www.schoolofsanrock.it e sulla loro pagina Facebook, ma comunque, anche noi ne riparleremo…