Video&Foto Time: il prog di John Greaves, Annie Barbazza e Lino Capra Vaccina a Caminata

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Capra Vaccina - Greaves - Barbazza

L’appuntamento era a Caminata, nell’ultimo borgo ad ovest della nostra provincia, ai piedi delle pendici nord occidentali del Penice per il giorno 28 settembre 2020. Ed è nella piazza di questo incantevole paese, che ha avuto luogo uno dei concerti a maggior tasso di storia e qualità degli ultimi tempi.

Un concerto che ha portato in dote John Greaves, una delle icone del rock progressive europeo sulla scena dagli inizi degli anni settanta, quando, con i suoi Henry Cow, faceva da apripista per la appena sorta Virgin Records, etichetta che diverrà una delle maggiori e autorevoli a livello mondiale.

Video: John Greaves – Annie Barbazza – Lino Capra Vaccina

Accanto a lui una delle indiscusse promesse della scena nazionale, la piacentina Annie Barbazza, giovane, poliedrica  musicista oltre che raffinata cantante. L’abbiamo spesso ritrovata al fianco di Greaves ad esempio nell’album “Piacenza” registrato dal vivo presso il Conservatorio G. Nicolini di Piacenza. Ma anche nel disco che lo stesso Greaves ha registrato insieme alla North sea radio orchestra. Annie Barbazza, appena uscita con il suo primo album di inediti, che consigliamo assolutamente di ascoltare e che racchiude la summa delle doti compositive ed interpretative di Annie,  dal titolo “Vive” nel quale appare una traccia, “How beautiful you are” proprio a firma del suo mentore: John Greaves appunto.

Accanto a loro la sorpresa della serata: Lino Capra Vaccina che ha raggiunto i amici musicisti con i quali si è esibito.

Video: Annie Barbazza – John Greaves “How beautiful you are”

Il concerto è stato un excursus  di brani degli Henry Cow ma anche di altri tratti da album più recenti, senza trascurare di anticipare un brano del prossimo disco di John, passando attraverso due prelibate dediche a Bob Dylan (“Make you fell my love” e I want you”) e riservando posto d’onore alla poesia con citazioni dedicate a James Joyce, Dylan Thomas e Paul Verlaine. Infine la ciliegina sulla torta con quel “how beautiful you are” di cui sopra parlavamo