Antonio Amodeo: le sue trascrizioni per chitarra da partiture di liuto rinascimentale di Francesco da Milano (1497-1543)

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In questi giorni Antonio Amodeo ha presentato per le Edizioni Romana Musica le trascrizioni per chitarra di tre brani per liuto di Francesco da Milano vissuto tra il 1497 e il 1543. Si tratta di tre brani rinascimentali: due “Ricercari” e una “Fantasia”.

Antonio ha corredato le edizioni con un video così che il tutto fosse appannaggio sia dei musicisti professionisti ai quali sono dedicati gli spartiti, ma anche degli appassionati di musica che possono godere dell’interpretazione di Antonio. (Il video è di Maria Stella Regè, audio engineering Gabriele Minuta)

Abbiamo contattato Antonio perché ci spiegasse questo suo nuovo lavoro.

“Mi preme subito dire che in alcuni momenti la mia spiegazione diventerà un po’ tecnica, perdonatemi ma questo mi permetterà di potervi far apprezzare il percorso che ho seguito. Cercherò di essere il più semplice possibile”

Allora comincia pure a spiegarci perché e come hai proceduto.

La scelta di questi brani è anche dovuta al fatto che non ho mai suonato tanto la musica rinascimentale, e quindi per cercare di riappropriarmi di un tipo di musica che non è mai stata nel mio bagaglio personale. I tre brani sono coerenti per musica, quella rinascimentale, ma li ho scelti perché hanno sonorità diverse, sia per mio diletto, ma anche perché volevo offrire ai musicisti tre brani con stili diversi.

Video: due Ricercari e una Fantasia – Francesco da Milano

Mi piacerebbe che tu descrivessi anche la tecnica dell’approccio di questa trascrizione.

Te lo dico subito. Tanto quanto nelle trascrizioni moderne subentra la sensibilità, l’indole, la musicalità dell’interprete che a volte  stravolge il pezzo, ed è in questa operazione che viene esaltata la bellezza del brano originale, al contrario in questo caso il musicista deve fare un passo indietro e deve apparire ed essere esaltata la bellezza del brano nella sua veste originale. Il confronto continuo con i liutisti, e per me ha giocato un ruolo importantissimo il confronto con Gian Giacomo Pinardi, è stato essenziale perché da un lato correggevano la mia trascrizione ma riuscivano a rendermi partecipe del perchè quel brano andava suonato proprio in quel modo. Della bellezza di quel modo di esecuzione.

Chitarra e liuto hanno suoni diversi, dai, spiega come hai proceduto

Devi tener presente che il brano originale per liuto è scritto con la tecnica della tablatura (non è un rigo musicale ma vengono rappresentate le 6 corde) che ti dice dove e quando suonare le note, ma non fornisce riferimenti precisi sulla loro durata quindi sulla trama polifonica. Per questo ci sono le “edizioni critiche” che sono state la base del mio percorso. E‘ come trovarsi davanti ad una poesia in testo originale e “traduzione a fronte”.  Ma l’edizione critica è fatta per la “comunità scientifica musicale” e qui sono entrato in gioco io che ho dovuto tradurre su due righi musicali (uno in chiave di violino e l’altro di basso), in uno che riportasse la diteggiatura per chitarra. Tieni anche presente che il liuto ha un’accordatura diversa (chitarra: MI LA RE SOL SI MI, Liuto: MI LA RE FA# SI MI) inoltre i 6 cori (6 corde doppie con stessa intonazione) del liuto di quel tempo erano accordati ad una frequenza diversa (il LA era 432 Hertz invece di 440 come è adesso). Insomma, il mio studio, e la mia trasposizione, il mio procedere, è stato tutto nello sforzo di voler essere il più fedele possibile al brano originale per poter cercare di rimandare e farne cogliere la sua originaria bellezza.

Indispensabile quindi il confronto con i liutisti.

Determinante direi. Come dicevo il confronto con Giangiacomo Pinardi è stato essenziale. Con lui ho voluto condividere l’ampia prefazione all’edizione (per Edizione Romana Musica) perché gli studenti e i musicisti fossero a conoscenza del metodo seguito qualora volessero confrontarsi a loro volta con una trascrizione da liuto a chitarra. Per comodità, perché è poco il tempo a disposizione, gli studenti si basano su trascrizioni di altri, io in questo lavoro ho cercato di insinuare il desiderio di voler creare qualcosa di nuovo mettendo a disposizione un metodo di lavoro, un approccio, che facilitasse questa operazione.