“Carmelina” porta Antonio Ferrari nel gotha dei compositori

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Antonio Ferrari, entra nella scuderia della Warner Chappell Italia, ovvero la sezione della Warner dedicata ai compositori. Lo fa nel modo più bello, aggiudicandosi il premio del Concorso di Ghedi, mettendosi in gioco con la sua canzone “Carmelina” che ha sedotto i giudici che lo hanno nominato vincitore.
Non è cosa da poco questo ambito premio. Di fatto Antonio Ferrari entra nella scuderia della Warner dedicata ai compositori, quindi il premio gli riconosce i meriti compositivi a tal punto da dargli ulteriori possibilità ed aprendogli le porte del “mondo che conta”.

Carmelina: Official Video
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Antonio cosa ha portato la tua canzone, “Carmelina” ad essere vincitrice?
Ho portato “Carmelina”  molto timoroso perché pensavo fosse fuori dagli schemi del concorso, Una canzone “retrò” se possiamo definirla con un aggettivo, molto lontana da concettualmente da tutte le altre presentate. Ma oltre alla melodia  è stata anche valorizzata nel significato delle parole (al concorso infatti era necessario presentarsi con un video di presentazione nel quale descrivevo i passaggi, l’ispirazione che mi ha portato a scriverla). Sono davvero molto soddisfatto che sia stata apprezzata nel suo complesso.

Un conto è scrivere per te stesso un altro è comporre per altri però!
Anche questo è stato oggetto del concorso. MI è infatti stato domandato dai giudici se io avessi mai scritto per altri. E’ chiaro che la mia risposta è stata negativa. Sentire che per loro potesse essere giunto il momento perché io mi cimentassi in questo campo mi ha aperto prospettive che non avevo ancora considerato.

Quali ad esempio?
Beh, che posso ampliare il mio progetto, il mio modo di scrivere. Tenendo sempre coerenza nel mio modo di interpretare la musica, ma di plasmarla e svilupparla tenendo presente che altri saranno gli interpreti. E’ un’operazione interessante che non avevo mai pensato ma molto stimolante.

E’ stato un anno esaltante, frutto di un grosso investimento di energie nella musica
Questo si! Ho pensato che la musica fosse importante a tal punto da diventare una professione. Ho riposto molte energie in questa direzione. A cominciare dall’uscita del disco “quel che di fragile c’è” e poi partecipando a diversi concorsi da Castrocaro, passando per il terzo posto del “Lunezia” fino alla vittoria nel concorso di “Ghedi”.

Davvero gran bella cosa questa! E il panorama dei musicisti piacentini continua a stupire per bellezza, professionalità, intraprendenza e giusti riconoscimenti. Nel caso di Antonio noi possiamo augurare tanto successo e opportunità mentre ci godiamo la bellezza del suo disco.