Damorire | Ecco l’ep “Scherzavo”: 5 tracce e tanti amici

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Il primo ep “Scherzavo” dell’artista piacentino arriva appena dopo il lancio del singolo Albicocche

Ne abbiamo scritto solo pochi giorni per l’uscita del primo singolo Albicocche e oggi siamo qua ancora per Damorire. Ora l’appuntamento è più goloso perché è fuori il suo primo ep, si intitola “Scherzavo”, è composto da 5 brani ed è il risultato di un percorso fatto di suoni indie pop, collaborazioni e tanti amici. Ecco Damorire e il suo Scherzavo.

Di te Francesco ne sentivo parlare già da un po’ di tempo. Come sei arrivato alla scelta di produrre qualcosa di tuo?

Il percorso è stato lungo non tanto per scelta. Sono partito due anni fa, con la chitarra in camera mia. Poi si sono aggiunte tante persone, come Alessandro Colpani e tanti amici come Bri (Francesco Brianzi. Ndr) e gli Ercole, in particolare Marco Zannardi e Michele Barbieri e Andrea Speroni. Quindi, per fortuna o sfortuna, le tante teste che mi hanno aiutato, hanno continuamente cambiato le carte in tavola. Abbiamo arrangiato due volta prima con Bri e poi con Speroni. È stato un “buttiamoci!”, fatto con leggerezza ma anche con serietà.

Per chi non ti conosce, come ti presenteresti?

Io nella vita faccio tutt’altro e fare questo come mestiere non è nemmeno una cosa che mi interessa. Questa è una cosa che faccio perché altrimenti non riuscirei a vivere senza. Mi aiuta molto. Sono un ascoltatore medio e le influenze musicali che ho sono quelle di tanti altri, ho tante nozioni base applicate ad una chitarra acustica ignorante. Dietro ad alcuni pezzi ignoranti c’è il sogno che si realizza. Ammetto la mia totale ignoranza in musica ma mi impongo di metterci tutto me stesso e lo faccio con il cuore.

Scherzavo - Il primo ep di damorire
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Musicalmente, che estrazione hai?

Io ascolto veramente di tutto. Ho fatto 3 anni di conservatorio alle medie che mi hanno devastato. Poi se parliamo di ascolti, il mio preferito è Vasco, ma poi ascolto tanto pop e indie tipo i Thegiornalisti. Quelle sonorità che tornano agli anni ’80-

Tra i 5 brani troviamo anche un con feat. Parliamo di Tinder dove canta Michele Barbieri. Come è nata questa collaborazione?

Io l’ho conosciuto non più di un anno e mezzo fa, ma fin da subito mi sono trovato talmente bene che quando scrisse il suo ep ero stragasato per lui e mi ha dato una grossa spinta anche per le mie di cose. Poi mi piace molto la sua spensieratezza nel fare musica. Tinder è nata un po’ a cazzo, era una di quelle che avevo escluso, ma dopo averne scartate altre questa è tornata. Agli altri è piaciuta e allora subito ho pensato alla sua voce e al suo modo di mettere le parole sulla musica. Senza il suo feat il pezzo non sarebbe uscito.

Fondamentalmente sono canzoni d’amore. È il tema centrale anche di quelle che ascolti?

Io mi sono sforzato in alcuni pezzi di non parlare di amore. Però è un amore che non è legato a nessuna donna in particolare o a nessuna relazione presente, ma nemmeno su una persona in carne ed ossa. Magari più che altro sull’amore per un lavoro o per la musica. Solo Occhi blu invece è il brano su cui mi sono concentrato per dire come vedo io l’amore in determinati momenti.

So che nel tuo lavoro è entrata molto la figura di Francesco Brianzi. Ci racconti quale è stato il suo ruolo in questo “Scherzavo”?

La sua mano è presentissima nel senso che Bri è la persona che mi aiutato di più in tutto. Si è occupato delle registrazioni, dei suoni, degli arrangiamenti, dei testi, e mi ha spinto ad andare a lezioni di canto. Di lui mi fido ciecamente e lo stimo tantissimo e su tantissime cose lo invidio. Ha una perseveranza incredibile e dove vuole arrivare, arriva. Il lavoro insieme è stato fatto tanto sull’arrangiamento e sulla distribuzione digitale. Ogni giorno ci sentiamo e ho una fiducia in lui talmente grande che potrei dargli i miei codici bancari.

damorire - Francesco Mori e il suo ep Scherzavo

Più che una domanda, una curiosità. Hai una voce molto più adulta: c’è la natura dietro o anche del lavoro? Ah, ti hanno mai detto che ricordi molto Maurizio Carucci degli Ex Otago?

No non me lo hanno mai detto, ma coincidenza, le prime due canzoni che avevo fatto le avevo mandate proprio a lui e mi aveva risposto molto educatamente e gentilmente. Per la voce, ho fatto canto solo da 2 o 3 mesi prima del lockdown e non prima anche perché dal conservatorio mi ero portato dietro delle cose che mi aveva detto un professore fisse particolari. Perciò niente di particolare dietro alla voce, forse solo le sigarette.

Nonostante i pezzi siano leggeri e pop, nei testi esce un po’ di malinconia, è così? Rispecchia il momento in cui sono stati scritti?

Io credo che nel momento in cui si parla di amore ci si attacchi pe forza di cose alla malinconia. Che uno sia innamorato o che stia cercando l’amore, un po’ di paura di soffrire c’è. Poi, tolta Occhi blu dove la malinconia è cercata, si può dire in effetti non c’è molta speranza anche perché io faccio molta fatica a tirare fuori gli aspetti postivi dell’amore. Li vedo, ma faccio fatica ad esprimerli.

Siamo arrivati in conclusione: prima Albicocche, poi Tinder e oggi tutto l’ep Scherzavo. Dobbiamo anche aspettarci delle uscite video?

Yes. Il video arriverà non so ancora quando, ma si arriverà. Non c’è da aspettare molto.