My rivers my blues | Il progetto di Gimmo ora è anche libro

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My Rivers My Blues

“MY RIVERS MY BLUES” diventa un libro interattivo.

Il racconto della genesi artistica del progetto di Gimmo si intreccia con l’evolversi della pandemia, unendo le splendidi immagini del fotografo Matteo Belli e QR Code per vedere i video dei singoli brani.

Venerdì 4 dicembre è uscito il quarto e inaspettato capitolo del progetto “My Rivers My Blues” che ha segnato l’esordio del cantautore e chitarrista piacentino Gimmo.

Dopo i 3 singoli pubblicati per Tanzan Music, tra cui l’inedito “Gira”, le parole e la musica si concretizzano in un libro che raccoglie anche gli splendidi scatti delle vallate piacentine immortalate dal fotografo Matteo Belli.

My Rivers My Blues era infatti stato concepito durante il lockdown di marzo quando Gimmo, chiuso in casa e con tutti i concerti annullati ha voluto dedicarsi per la prima volta a una sua personale carriera solista.

Quello che doveva essere l’anno peggiore per la mia attività professionale”, racconta Gimmo, “si è in realtà trasformato in una bellissima occasione che sta portando risultati inaspettati. Proprio come questo libro. Molti artisti dopo alcuni singoli si dedicano alla stesura di un album. Guardando però tutto il materiale prodotto fino ad ora, non parlo solo della musica ma anche delle splendide foto di Matteo Belli che mi ha accompagnato durante le registrazioni in natura dei brani, ho pensato di dare una svolta inaspettata a questo progetto”.

Quattro domande per My Rivers My Blues

Noi per questa uscita al limite tra musica e letteraria, ne abbiamo approfittato per contattare Gimmo e fargli qualche domanda.

Quando hai deciso di far diventare la tua musica, anche un libro?

Come tutte le idee contenute nel progetto, è venuta in corsa, senza una programmazione anticipata. Finito l’ultimo capitolo, scorrendo le immagini nel mio archivio e ricordando questa fantastica avventura nella mia mente, ho pensato ci fosse ancora spazio per una degna conclusione.

L’intenzione era quella di mettere nero su bianco un racconto di un’avventura vissuta in un momento storico unico, unire diverse esperienze artistiche come la musica, la fotografia alla natura e alla bellezze della nostra provincia. Giunti a metà dell’opera il dubbio di pubblicare un libro a dicembre, non potendo programmare delle presentazioni, si faceva sempre forte. Abbiamo quasi pensato di rinviare l’uscita in primavera, quando forse la pandemia avrebbe allentato la morsa. Riflettendo sul messaggio del libro, però, ci siamo convinti che questo, nonostante tutto, fosse il periodo giusto per diffondere un messaggio di speranza attraverso il nostro racconto.

My Rivers My Blues

Leggiamo che ci sono anche le parole di Antonio Bacciocchi. Come lo hai coinvolto e come è stata la sua reazione a questa nuova idea di prodotto musicale?

Antonio non lo conosco personalmente. Da ragazzino seguivo il gruppo Link Quartet, formazione nella quale era batterista, inoltre partecipai ad un paio di sue presentazioni che fece a Castel San Giovanni, le uniche occasioni in cuoi l’ho incrociato fisicamente.

Al momento di pianificare la prefazione, Antonio è stata la prima persona alla quale ho pensato immediatamente. Amante della musica, scrittore di lunga data e piacentino doc. Il suo contributo sarebbe stato fondamentale, infatti così è stato. Riccardo Grandi, curatore del libro, lo ha contatto esponendogli il progetto e inviandogli la bozza. In un paio di giorni avevamo la sua prefazione. Non potevamo chiedere di meglio.

Ovviamente questa è una esperienza quasi unica perché (speriamo!), unico è il momento che stiamo vivendo. Ma è un tipo di prodotto che potrà essere funzionale anche in altre pubblicazioni?

Sicuramente non è un prodotto usuale. Non si può definire un libro nel significato più stretto del termine. Io amo definirlo un racconto. E’ accompagnato di tantissime immagini, inoltre abbiamo cercato di renderlo interattivo inserendo dei QR code che rimandano direttamente ai video di You Tube che ho girato durante l’estate, alla mia pagina Spotify e alle varie piattaforme di distribuzione digitale. Quindi quando una persona lo sfoglio e lo legge, può anche avvalersi, tramite l’uso di smart Phone, di contributi audio e video.

In un periodo storico nel quale la musica è sempre meno tangibile, diffusa sempre più digitalmente, avere qualcosa che la accompagna da “toccare” e sfogliare è sicuramente una nuova sensazione. Penso spesso ai vinili degli anni 60/70, che contenevano il libretto stampato con i testi e le foto. Il pubblico allora non sapeva che faccia avessero i proprio idoli, l’unica occasione era  quella di aspettare le pubblicazioni sulle riviste musicali oppure le copertine e gli allegati ali dischi. Se dovessi paragonarlo a qualcosa sceglierei proprio il vinile, infatti il formato quadrato del libro non è casuale, immagine, testi e musica. Manca solo il vinile!

Sappiamo che 8 mesi fa c’erano dei programmai, poi sono cambiati ed è nato My rivers my blues,. Ora, al termine di questo 2020, che cosa “provi” ad immaginare per il 2021?

La pandemia lascerà dei forti segni anche nel 2021, la speranza è quella di un vaccino che sembra alle porte. Penso sarà ancora un anno difficile per la musica e l’arte in generale, almeno per la prima parte dell’anno prossimo.

Sono un avido sognatore, ho già in programma qualcosa per la primavera del 2021. Si devono incastrare tantissime cose, come è stato per l’esperiezna di #MyRiversMyBlues, ma la volontà non manca. Ho in cantiere un Ep, così da decretare ufficialmente il mio percorso da cantautore, e mi piacerebbe fare parte del lavoro in uno studio all’estero. Vedremo se la pandemia lo permetterà.

My Rivers My Blues

Un viaggio tra le vallate e… QR code!

Il libro raccoglie le suggestive immagini della Valtrebbia, della Valtidone e del Po, ovvero i fiumi dove Gimmo ha registrato e filmato i vari singoli: “Fin dall’inizio è stato un progetto artistico a 360° in cui la mia musica era sì centrale ma dialogava con altre espressioni artistiche come la fotografia e i video”

L’altra particolarità di questo libro è la presenza, alla fine di ogni capitolo di alcuni QR Code che, inquadrati con la fotocamera di un qualsiasi smartphone, permettono di vedere i video dei brani o di ascoltarli su Spotify: “La musica è sempre più liquida e, a parte il ritorno del vinile, il formato fisico è praticamente scomparso. Per questo l’idea di un libro interattivo mi sembrava il giusto modo per dare fisicità al progetto ma al contempo continuare a sfruttare l’immediatezza delle nuove piattaforme”.

#MyRiversMyBlues si apre con la prefazione del noto giornalista e scrittore musicale Antonio Bacciocchi ed è stato curato da Riccardo Grandi e arricchito con le fotografie di Matteo Belli. Il libro racconta, mese dopo mese la genesi del progetto, intrecciando le emozioni di quei mesi con il racconto dell’evoluzione della pandemia: “Il mio desiderio è quello di trasmettere un messaggio di speranza ma anche di condivisione del dolore. Perché questo è il blues”.

Il volume è inoltre patrocinato dai comuni di Castel San Giovanni, Alta Valtidone e Città di Bobbio, e realizzato in collaborazione con Elfo Studio di Alberto Callegari e le associazioni Travel Valtidone e Sentiero del Tidone.

Dove trovare My Rivers My Blues!

Venerdì 4 dicembre le 500 copie numerate e autografate del libro, stampato da Officine Gutenberg, saranno acquistabili presso i seguenti punti vendita:

Libreria Farhenheit 451 – Via Legnano 4, Piacenza

Libreria Puma, Corso Matteotti 43, Castel San Giovanni (PC) Edicola 2000, Viale della Repubblica, Castel San Giovanni (PC)

Punto Ufficio di Giorgio Belli, Viale Amendola 21, Castel San Giovanni (PC)

È possibile inoltre riceverlo a casa contattando la Libreria Farhenheit 451 all’indirizzo email: fahrenheit.451@libero.it

Contatti:

Video: shorturl.at/cpAGY

Digital Stores: https://smarturl.it/gimmogira

Facebook: https://www.facebook.com/gianmarco.mento Instagram: https://www.instagram.com/gimmo87/