Notti “Rebeldes” a Sant’Antonio

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Ormai ci siamo, è tutto pronto per una delle feste più folli, più rock, più controcorrente e più casiniste dell’estate piacentina. Anche quest’anno, per la nona volta torna la festa dei Rebeldes. L’appuntamento è fissato per venerdì 26 e sabato 27 giugno nello spazio della cooperativa di Sant’Antonio.
Come da tradizione, di corredo a tanta birra, spiedini, patatine… (insomma, da mangiare ce n’è), c’è anche tanta musica, in pieno stile Rebeldes.

 

Sono 3 i momenti musicali che i “ribelli” ci regalano quest’anno. Si parte venerdì con un ospite veramente d’eccezione: Little Taver; per il sabato invece le esibizioni si raddoppiano, prima toccherà ai Bravi Tutti e dopo di loro arriveranno i Fratelli SkaRibelli. Da segnalare anche la presenza, entrambi i giorni, di un banchetto dedicato ai Fratelli Borgazzi freschi di album nuovo dal titolo “I giovani di successo”.

 

Bè, di Little Taver, all’anagrafe Davide Tavernelli conosciuto anche come il Kingo di Radiofreccia, c’è poco da dire, chi non lo conosce!?! Comunque, per quei pochi disinformati, diciamo che è la reincarnazione emiliana di Elvis, magari non così belloccio ma sicuramente molto più simpatico (sia chiaro, il fascino non manca). Da anni, insieme ai suoi Crazy Alligators, porta in giro per l’Italia il suo rock anni ‘50, con tante inclinazioni surf, rock’a’billy e swing, sia sui palchi sia in diverse comparsate radiofoniche e televisive. Personaggio più unico che raro. Da vedere.

 

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Tutt’altra storia per quanto riguarda il giorno dopo, infatti a salire sul palco dei Rebeldes ci sarà il punk-rock e lo ska, in ordine, dei Bravi Tutti e dei Fratelli SkaRibelli.

Per quanto riguarda i Bravi Tutti, anche qui non ci sarebbe molto da dire dato che sono una delle band più conosciute a Piacenza e provincia (ma le fuoriuscite dal nostro territorio sono state svariate), se non fosse che presenteranno ufficialmente, per intero, il loro nuovo e attesissimo Ep “Trolleyroad”. Stesso stile, stessa ironia, stesso punk-rock anni ’90. Non deluderanno.

 

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Dopo di loro, i Fratelli SkaRibelli. Sono in tanti, 7-8 a volte anche di più, molto giovani, di Fidenza e col nome giusto per la festa. Fanno ska, o meglio combat-ska (la differenza chiedetela a loro) ma anche punk in cui, almeno in parte, affondano le loro radici. Proprio le radici sono un punto da cui non si allontanano nei loro testi, che parlano delle strade e ai luoghi dove sono cresciuti, come il loro cavallo di battaglia “Noi ragazzi di via Cairoli”. 

 

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