So Close: un gradito incontro e tante sorprese

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Tutto nasce per caso! Di certo ha giocato un grosso ruolo la mia innata voglia di essere sempre curioso; di cercare di osservare, ascoltare, e anche “impicciarmi” di quello che mi passa accanto. Cercare sempre cioè, di varcare la soglia che traccia il limite tra l’indifferenza di chi mi passa vicino e il dire: “mi interessi”. 

Con i So Close è capitato così: è sabato pomeriggio, passo in Piazza Cavalli, sento della musica provenire dai portici, attraverso la piazza e mi avvicino. Due ragazzi e una ragazza stanno suonando. Uno la chitarra, l’altro cajon e ukulele, la ragazza canta. Molte persone passano accanto, a dire il vero poche si fermano ma, peggio per loro, i tre sanno il fatto loro. Cantano cover, ma con buoni arrangiamenti, buon affiantamento, buona esecuzione strumentale e ottima voce.

Video: So Close – Portici Piazza Cavalli
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Mi faccio avanti, chiedo il loro nome, ascolto alcuni pezzi, faccio un piccolo filmato per la nostra pagina. Tornato a casa e comincio mettere il naso nelle loro pagine facebook. 

Intanto scopro i loro nomi: Manuel Bongiorni, Miriam Signaroldi e Luca Pattarini
Ma scopro anche tante altre cose che si nascondono dietro quel breve incontro sotto i portici che mi incoraggia ancora di più a non demordere mai dall’incotrare ed essere curioso delle persone:

1) i So Close sono nati da un annetto, hanno cominciato col riarrangiare pezzi e creare il loro repertorio ma stanno cominciando a pensare a loro composizioni
2) Manuel Bongiorni: ha una piccola formazione musicale (al Nicolini con pianoforte e violino e chitarra da autodidatta), ma da 5 anni ha creato un suo studio di produzione musicale (MB Studio) dove crea brani dance e per orchestre di ballo
3) Miriam Signaroldi: con il fratello Mattia Signaroldi (membro fondatore dei Lucky Fella) ha iniziato a cantare e sta terminando a Parma il corso di liuteria con il maestro Desiderio Quercetani
4) Luca Pattarini: politrumentista, dalle percussioni all’ukulele (basso e alto) all’hang, col quale lo abbiamo sempre visto all’opera ai festival di Chitarra a Piacenza.

Morale della favola: vale sempre la pena fermarsi a sentire uno che suona, la musica è bella e si scoprono dei nuovi talenti

Appunto per me: a breve fare anche un articolo per ciascuno di loro, ne vale la pena!