Tenebre, roghi e misteri: Rosencrutz is dead

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Con “Rosencrutz is dead” i Misfatto chiudono il loro viaggio mistico partito con “La chiesa senza tetto” il libro del loro frontman Gabriele Finotti. La band storica di Piacenza, rivoluzionata nel corso degli anni, ripropone i suoni che gli sono più cari, quelli psichedelici, quelli del rock più diretto e del triprock. L’album, dopo la presentazione di Genova, lo scopriremo questa sera al Teatro Trieste e venerdì 8 maggio al Melville di San Nicolò.

Come detto sopra, nasce tutto dal libro di Gabriele Gabi Finotti, stampato nel 2013, che si conclude con l’uccisione dell’ultimo dei templari, bruciato al rogo. E’ proprio in questa ambientazione, segreta, scura, notturna, fra misteri e tenebre che passano le tracce e l’essenza dell’ultimo lavoro dei Misfatto. Un album in cui esce molto il gruppo nella sua interezza, che parla della terza dimensione, una dimensione parallela, con richiami spirituali che ritornano come il numero 7 (il numero perfetto nella cabala ebraica) e masterizzato giusto nei giorni in cui ricorrevano i 700 anni dalle ultime, misteriose, vicende del libro.

Un disco composto da 7 pezzi, 5 completamente inediti, che a differenza degli altri si presenta tutto in inglese per dare il giusto tributo alle origini musicali alla band. Molte situazioni richiamano sonorità anni ‘90, con le voci di Alberto (Zucconi) e Melody (Castellari) molto tirate e psichedeliche ma allo stesso tempo rilassate. Fondamentale è stata la fase di pre-produzione, prima dei due mesi molto intensi di registrazioni all’Elfo, come per Throught the silence e The time before i die, in cui c’è l’essenza di Pierpaolo Baioni. Un percorso discografico molto intenso, che per la prima volta ha avuto una data di inizio e una di fine, tempistiche rispettate anche grazie all’aiuto di Daniele Mandelli, Alessandro “Huston” Austioni e Alberto Callegari.

Si conclude con “Rosencruntz is dead” una triade di, come li hanno definiti loro, messaggi mistici. Un momento molto florido per la produzione dei Misfatto in particolar modo da quando si è aggiunta al gruppo la voce e le parole di Melody Castellari. Un percorso breve ma intensissimo di produzione e di live che ha segnato un passaggio importante per una delle band capostipite del nostro panorama musicale.