Banca del suono | Audiozone ci mostra i risultati di un grande progetto

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Banca del suono

Un grande progetto dal nome Banca del suono con al centro due piacentini

Un progetto internazionale che ha visto protagonisti due ragazzi di Piacenza, Mattia Bersani e Leonardo Tedeschi, meglio conosciuti a Piacenza come Audiozone.

Stiamo parlando di Banca del suono, un progetto creato dalla collaborazione di Audiozone Studios con il Comune di Cremona, il Museo del violino della città lombarda e del network Friends of Stradivari; che si era posto l’obiettivo (poi raggiunto) di registrare in tutte le loro sfumature i suoni di 4 strumenti che possiamo considerare “monumenti” della musica.

Questi 4 strumenti sono la viola Girolamo Amati “Stauffer”, il violoncello Antonio Stradivari “Stauffer”, il violino Antonio Stradivari “Vesuvio”, il violino Guarneri del Gesù “Prince Doria”; e a farli suonare sono rispettivamente i maestri: Wim Janssen, Andrea Nocerino, Antonio De Lorenzi, Gabriele Schiavi.

Sono passati mesi da quando ne avevamo parlato in un nostro articolo e da lì il progetto ha visto il suo proseguimento nella sede d E-Instruments ad Amburgo con 14 mesi per l’editing dei 500.000 suoni registrati e per creare i software, e così ci raccontano oggi come tutto è proseguito.

Lo sviluppo è stato lungo ed impegnativo, perchè il nostro obbiettivo era creare il software più innovativo ed all’avanguardia per rendere il giusto omaggio a Stradivari, alla tradizione liutaia cremonese, al Museo del Violino, alla fantastica acustica del Auditorium Arvedi e soprattutto ai prestigiosi strumenti che abbiamo avuto la fortuna di poter campionare (Violino Vesuvio, Violino Prince Doria Guarnieri, Viola Amati e Cello Stradivari).

La prima parte del lavoro come è stata?

A Cremona durante le registrazioni abbiamo catturato nei minimi dettagli il suono di questi strumenti, suonati da maestri musicisti nell’Auditorium Giovanni Arvedi, Cremona. Tutte le note sono state campionate cromaticamente, nelle varie scale ed articolazioni. Avendo registrato gli strumenti con 32 microfoni posizionati a diverse distanze ci ha permesso di ricreare l’effetto acustico delle performance dal vivo ed il timbro unico famoso da 300 anni.

Non solo un lavoro “tecnico” ma anche di immagine per dare un volto a questa Banca del suono!

Per l’aspetto grafico ed estetico del software abbiamo deciso per una grafica elegante e minimale, con la foto dello strumento come protagonista posizionata in primo piano, per ricreare un effetto visivo come se lo strumento fosse esposto al museo. Nella parte superiore dello schermo ci sono le sezioni con le impostazioni delle varie funzioni, mentre nella parte inferiore si trovano le funzioni per la performance dello strumento (articolazioni, dinamica, intensità, posizione del arco e delle dita…). I software hanno funzioni brevettate ed innovative mai viste prima!

Banca del suono - Aspetto del software

Caratteristiche tecniche di Banca del suono

– 20 diverse articolazioni tra lunghe, corte, dinamiche ed espressive.

– Scelta del distanziamento dei microfoni che permette di ricreare la “spazialità” del ambiente. In pratica c’è la possibilità di ricreare uno spazio acustico perfetto per il tipo di suono che si desidera modificando le posizioni dei microfoni vicino, a media distanza e lontano.

– Funzione che permette di controllare la velocità e l’intensità del Vibrato, permettendo di ricreare la dinamica del tocco umano del violinista.

– Questi software sono i primi con un sistema di dissolvenza che permette di eliminare i probemi di fase durante le transizioni tra le diverse note e dinamiche, rendendo reale il suon anche nelle articolazioni più complesse.

– Articolazione adattiva Virtuoso, che combina in modo intelligente più articolazioni a seconda delle informazioni che riceve dalla performance di un musicista che suona il software usando un controller MIDI (esempio: una keyboard o una tastiera).

I video e gli ascolti di Banca del suono