22 luglio: la sfida dei 4 Festival: SummerTimeInJazz, ValTidoneFestival, FestivalBlues, Spazio4

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Questo Mercoledì si sfideranno a suon di musica quattro, pardon, tre Festival e una Kermesse. Un Mercoledì da Leoni per chi ama la musica e può scegliere tra Blues, jazz, Rock, Gospel e R&B. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, basta decidere di uscire di casa! 
Il Summertime in Jazz porta nel cortile di Palazzo Rota Pisaroni di Via Sant’Eufemia a Piacenza i Doctor 3;
il Val Tidone Festival ci fa ascoltare, al Castello di Castelnuovo Val Tidone, i Route 66 Quintet,
il Festival Blues che porta Grayson Capps & Emanuele J. Sintoni nella magica cornice di Piazza Molinari a Fiorenzuola d’Arda
Spazio 4 Estate che porta in Via Manzoni a Piacenza i Death By Unga Bunga e i The Kocka Mow Mow’s

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”3186″,”attributes”:{“alt”:””,”class”:”media-image”,”height”:”171″,”style”:”float: left; margin: 5px;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”240″}}]]Doctor 3: Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Dal 1998 al 2007 il trio ha inciso ben otto album che hanno tutti ricevuto numerosissimi premi e riconoscimenti, poi, nel 2008, la decisione di prendersi una pausa. Sono usciti l’anno scorso con un nuovo bel disco intitolato semplicemente con il loro nome, e da allora lo stanno suonando dal vivo, non solo in Italia ma anche in Europa, negli USA, in Cina, in Brasile e nel Nord Africa. Le incursioni nelle origini del Jazz con standard si affiancano a classici rock e pop, sempre rivisitati in chiave jazz. Molta la musica di derivazione anni ’60 e ’70: David Bowie, The Doors, Bee Gees, Beatles, Henry Mancini, Carole King, Leonard Cohen e molti altri grandi. «L’approccio del trio – racconta Fabrizio Sferra nel corso di un’intervista – soprattutto in questo disco, è quella di uscire dalle tradizionali tecniche esecutive con la successione dei soli, utilizzando invece una modalità differente, quasi fosse un unico solo collettivo dove la musica tende ad essere molto tematica e condotta sempre collettivamente con una grande impronta melodica di tutti e tre».

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”3187″,”attributes”:{“alt”:””,”class”:”media-image”,”height”:”99″,”style”:”float: left; margin: 5px;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”213″}}]]Route 66 QuintetUn incontro, quello tra la cantante americana Irene Robbins e il pianista reggiano Ivano Borgazzi, nel segno della “Route 66”, la celebre strada statunitense che collega Chicago alla spiaggia di Santa Monica più volte immortalata nel cinema, letteratura e musica americana. In un locale lungo questa mitica “Highway”, Irene ed Ivano si ritrovarono la prima volta negli anni Novanta per una jam session e e da allora decisero di iniziare una collaborazione che ormai va avanti da più di 20 anni. 
Il repertorio del quintetto, arrangiato da Borgazzi, brilla di sonorità “Black”, con classici dei generi Blues, Gospel, Soul, R&B e Jazz. Tra questi, ovviamente, la celebre “Route 66” del compositore jazz e pianista Bobby Troup che Nat King Cole portò al successo e a fama planetaria.

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”3184″,”attributes”:{“alt”:””,”class”:”media-image”,”height”:”151″,”style”:”float: left; margin: 5px;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”216″}}]]Death By Unga Bunga il terzo per questo mese, e ci spostiamo in NORVEGIA con gli incredibili e divertentissimi Death By Unga Bunga tra rhytm’n’blues, garage e pop-punk

 

 

 

 

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”3185″,”attributes”:{“alt”:””,”class”:”media-image”,”height”:”144″,”style”:”float: left; margin: 5px;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”192″}}]]The Kocka Mow Mow’sdirettamente dalle ultime feste r’n’r più sfrenate di città e provincia, dalla Festa delle Lavatrici al Cuncertass al Rock in Villa

 

 

 

 

[[{“type”:”media”,”view_mode”:”media_large”,”fid”:”3183″,”attributes”:{“alt”:””,”class”:”media-image”,”height”:”97″,”style”:”float: left; margin: 5px;”,”typeof”:”foaf:Image”,”width”:”288″}}]]Grayson Capps & Emanuele J. Sintoni che si esibiranno in duo acustico. In questa calda estate sono di nuovo in tour per presentare il nuovo album di Grayson, il quinto da studio: “The Lost Cause Minstrels”, un disco che segna la maturità artistica del cantautore, in cui confluiscono le sonorità e le suggestioni che maggiormente lo hanno influenzato nel suo percorso di crescita artistica. È così che il bayou blues che richiama all’orecchio il sound di New Orleans si fonde con il country alla Steve Earle, con le diverse anime della roots music che corrono trasversalmente per tutto l’album. L’ultimo album di Grayson Capps -co-prodotto tra l’altro dalla moglie Trina Shoemaker (Queens of the Stone Age, Dylan Leblanc, Sheryl Crow)- ripercorre idealmente anche le tappe della sua vita privata: nato e cresciuto in Alabama, dove si è recentemente ritrasferito, ha vissuto tra New Orleans e Nashville, calandosi in tutto quello che di musicalmente travolgente ci fosse in quelle città. La sua città natale è quella in cui è avvenuto l’incontro con la musica: suo padre Ronald Everett Capps ed i suoi amici hanno riempito le serate della sua infanzia strimpellando alla chitarra pezzi di  Hank Williams, Tom T. Hall, Glenn Campbell e Woodie Guthrie, solo per citarne alcuni. Ed è proprio al padre che è legato uno dei momenti più fulgidi della carriera di Grayson: quando nel 2004 uscì la riproposizione cinematografica del romanzo di Capps padre “Una canzone per Bobby Long”, interpretato da John Travolta e Scarlett Johansson, fu proprio Grayson lui ad occuparsi della colonna sonora del film, contribuendo con diversi pezzi, incluso il main theme omonimo “A love song for Bobby Long”. Grayson Capps racchiude quindi in sé molte anime, è un cantante country, un bluesman, una rock star ed il suo songwriting è quello di un poeta. Accanto a Grayson Capps in acoustic duo a Fiorenzuola ci sarà poi J. Sintoni, chitarrista abilissimo e a sua volta songwriter, ben noto nella scena blues italiana ed europea per aver collaborato -live ed in studio- con moltissimi artisti. A suo nome sono usciti due album da studio, “The Red Suit” e “A better man”, ma è nella dimensione “live” che si può apprezzare al meglio la musica di J.Sintoni ed il suo eclettico modo di suonare la chitarra.