Cover stories: Chuck Berry, una copertina rock che non c’è più

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Era il 1955 quando un tipo afroamericano da St. Louis, Missouri, smilzo, con i baffetti rasati, faccia sveglia e simpatica varcava le porte della Chess Records, una piccola casa discografica di Chicago specializzata in musica blues, nata appena 5 anni prima.

Il tipo smilzo si portava dietro la sua chitarra elettrica e qualche incisione. Il suo ingresso nel tempio sacro del blues fu facilitato dal più grande musicista blues dell’epoca ovvero Muddy Waters, punta di diamante della casa discografica. Pensando di proporre il suo blues a Leonard Chess, il capo della casa discografica, gli sottopose alcune incisioni. Chess rimase colpito in particolare da un brano. Era qualcosa di totalmente nuovo. Un misto tra vari generi, la somma di vari stili, rielaborati e reinventati. non era blues, nemmeno rhythm and blues o country. Nemmeno jazz. Il brano non aveva ancora un titolo. Leonard Chess decise di puntare su questo ragazzo dal passato burrascoso e gli diede la possibilità di incidere un 45 giri. La traccia venne intitolata Maybellene.

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Il brano racconta di una corsa di hot rod, quelle auto modificate e dalle carrozzerie assurde, parte della cultura rockabilly, alla quale il protagonista partecipa per dimenticare una storia d’amore finita male. In poco tempo il brano svettò le classifiche tra i singoli. Il fortunato ragazzo era Chuck BerryMaybellene era il primo brano rock and roll della storia. Dopo vennero altri musicisti e generi. Tutti sulla falsariga di Chuck Berry. Se Elvis diventò il Re del rock and roll, Berry ne fu senza dubbio il padre fondatore, colui che aprì la pista a generazioni di musicisti e a Elvis stesso. Vennero poi altri brani di grande successo come School DaysRock and Roll MusicSweet Little Sixteen e il brano rock più famoso di tutti i tempi cioè Johnny B. Goode.

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Nel 1959 venne arrestato e condannato a tre anni di carcere per rapporti sessuali con una quattordicenne. Storia mai chiarita fino in fondo. Molti dicono che in verità c’erano solo motivi razziali dietro questa sentenza. Ma intanto il seme del rock and roll era stato piantato e fece la fortuna di molti mentre lui era in galera. Molti giovanissimi cominciarono a suonare la chitarra imitando i suoi ritmi e il suo stile. Una nuova generazione stava per arrivare e per certi versi furono proprio loro a riabilitare indirettamente la figura di Chuck Berry.