Cover stories: i Beatles e il “coprite quella copertina!”

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I più pazzerelli dell’epoca primigenia del rock furono sicuramente i Beatles. E nel 1966 erano alle vette dell’Olimpo. Avevano materialmente conquistato il mondo e concluso una tournée mondiale, dove avevano riempito decine di stadi. Nonostante la stoffa delle rock star non gli mancasse, le case discografiche e la promozione tendevano a dipingerli come eterni bravi ragazzi, puliti e ingenui, in poche parole i cugini presentabili dei Rolling Stones. Per loro questa era una falsificazione della realtà. Nel profondo si sentivano molto trasgressivi e ironici.

All’inizio dell’anno incontrarono Robert Whitaker, un fotografo visionario, e scattò la scintilla. Il set fotografico era differente dagli altri. Whitaker si presentò con camici da macellaio, pezzi di carne, salsicce e bambole fatte a pezzi. I 4 impazzirono letteralmente. Cominciarono a giocare con tutte queste cose e in fine si fecero fotografare sorridenti con indosso i camici, contornati da tranci di carne e pezzi di bambole. Finalmente riuscirono a dare sfogo al loro humor nero.

Le foto servivano per un progetto grafico ideato da Whitaker. Ma i Beatles, in particolare Lennon e McCartney, insistettero perché venisse usata per la copertina di un album.

L’occasione si presentò. La Capitol, l’etichetta discografica americana dei Beatles, voleva pubblicare una piccola raccolta di brani provenienti da alcuni loro album, intitolata Yesterday and Today. Tra le tracce spicca la psichedelia di And Your Bird Can Sing, Doctor Robert e I’m Only Sleeping, provenienti da Revolver, che sarebbe uscito di li a poco, e il singolo Day Tripper, un rhythm and blues con chiari riferimenti all’uso di LSD.

Inizialmente Lennon, per la copertina di Yesterday and Today, avrebbe voluto decapitare Paul McCartney. Alla fine scelsero la foto dei macellai, la famosa “Butcher covers”, che definirono il loro “commento sulla guerra in Vietnam” (e sulla macellazione dei loro prodotti discografici). Vennero stampate 750.000 copie e distribuite a campione in alcune città americane. Fu un disastro. Alla Capitol arrivarono centinaia di lettere di protesta da parte dei negozianti che si rifiutavano di vendere un oggetto così macabro e scabroso. Se i Beatles volevano creare scalpore e scompiglio ci erano riusciti.

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Vennero ritirate tutte le copie del disco pochi giorni dopo la pubblicazione. Alcune copie vennero anche distrutte. Poi per metterci una pezza e far rientrare i costi, la Capitol escogitò un trucchetto. Produsse una nuova cover, molto più tranquilla e spendibile, con il quartetto inglese e un grosso baule, e la fece incollare (materialmente) sulle “Butcher covers”. Le copie poi vennero redistribuite e in poco tempo raggiunse la vetta delle classifiche e il disco d’oro.

Questo pasticcio grafico è diventato croce e delizia di tutti i collezionisti beatlesmaniaci. Se possedete una rarissima copia delle prime 750.000 siete ricchi, essendo super quotate anche decine di migliaia di euro. Invece se avete una delle copie incollate, sieste fortunati comunque e potete provare a vostro rischio (come hanno fatto in molti) a staccare la cover incollata. Nel caso esistono delle aziende specializzate nel distacco della cover con risultati garantiti. Comunque tranquilli, anche senza staccare la foto rimane un gran pezzo da collezione.