La Banda Vignola goes to studio!

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Oggi per un’occasione speciale, Piacenza Music Pride scopre un mondo, almeno per noi, tutto nuovo. Oggi parliamo di bande, in particolare della Banda Carlo Vignola di Agazzano. L’occasione speciale è la registrazione, per la prima volta, di un album da parte del gruppo bandistico di Agazzano, che ha deciso di portare in sala di registrazione i pezzi che propone nelle tante manifestazioni a cui partecipa. Album che sarà presentato sabato 11 luglio nella piazza di Agazzano.

 

Per chi non conoscesse la Banda Carlo Vignola facciamo un breve excursus storico. Il gruppo bandistico nasce nel 1903 dalla volontà del Maestro Carlo Vignola di costruire attorno a sé un gruppo di ragazzi per studiare musica. Un lavoro continuato negli anni che oggi ha portato la banda Carlo Vignola a contare circa 30 elementi, dai 15 ai 76 anni (!), che portano la loro musica in manifestazioni civili e religiose, concerti e rassegne. Dal 1971 al fianco della banda, in diverse occasioni, si aggiunge il gruppo delle Majorettes, una ventina di ragazze che con la loro presenza completano l’esibizione artistica. 

 

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Oggi sono due le figure di riferimento nella gestione della banda, la Presidentessa Manuela Villa e il Direttore Antonio Quero. Proprio con lui, entrato in carica nel 1998 ma dal 1977 componente del gruppo, diplomato in tromba al Nicolini e con diverse esperienze nazionali e internazionali, abbiamo voluto parlare di questo evento.

Cosa spinge una banda ad andare in sala di registrazione?

Era da tempo che avevo in testa di portare il nostro lavoro in sala di registrazione, idea che ha preso forma nella seconda parte del 2014. Ci sono diverse motivazioni, fra le più importanti c’è la volontà di far vedere (e soprattutto sentire) che non ci prestiamo solo ad eventi religiosi o patriottici, ma sappiamo fare cose anche molto diverse. Oltre a ciò un motivo molto forte è quello che negli ultimi anni la banda si è ringiovanita molto e così il repertorio, volevamo metterlo in mostra e lo abbiamo fatto.

Non abbiamo ancora detto come si chiama questo album…

Il titolo è “Un amore così grande”. Questo perché la canzone di Claudio Villa è una delle 11 tracce che abbiamo registrato e perché la consideriamo come una delle più importanti. Per noi significa anche “un amore così grande” nei confronti della musica e della banda. Un punto di arrivo da cui però ripartire verso il futuro.

Com’è strutturato il disco?

Abbiamo voluto fare un album con cose diverse, proprio per far vedere la nostra capacità di metterci alla prova con pezzi e musicalità diverse. Si va da Claudio Villa a “New York New York”, da “Scricchiola” che è una mia composizione a 2 pezzi “potpourri” (potremmo definirli un po’ come dei mash-up. Ndr) in cui in uno troviamo 4 brani anni ’60 – ’70 e l’altro dedicato interamente a Domenico Modugno, per arrivare alla colonna sonora del film “La vita è bella” fino all’Inno di Mameli. Insomma ci sono tante cose molto diverse fra di loro.

 

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Come è avvenuta la registrazione?

Il tutto si è svolto presso gli Studi dell’Elfo di Tavernago. In sole 3 sessioni. Abbiamo realizzato un album di 11 tracce solamente in una decina di ore, tenendo conto che basta l’errore di un singolo per dover ricominciare da capo il pezzo e che la maggior parte dei componenti non sono professionisti e alla loro prima esperienza del genere, ci abbiamo messo veramente poco tempo e tutto ciò senza influire sulla qualità del prodotto finale.

Ci sono state resistenze e difficoltà nel portare tanti “non professionisti” in uno studio di registrazione?

No, non ci sono state resistenze e mi sembra che tutti siano rimasti molto contenti dell’esperienza e del risultato ottenuto.  Per quanto riguarda le difficoltà, anche lì sono rimasto molto colpito. C’è stato ovviamente un po’ da sudare, ma nonostante la poca esperienza di molti componenti, tutti hanno tenuto botta. Bisogna considerare che in alcuni momenti suonavano addirittur 25 strumenti all’unisono e che per alcuni pezzi la registrazione è avvenuta contemporaneamente in 3 salette diverse. Sono, o meglio siamo, molto soddisfatti.

Sicuramente più abituato a questo contesto, è la special guest di questo album: Mattia Cigalini

Bè, per lui ormai è un’abitudine registrare dei pezzi in studio. Mattia si è prestato per dare il suo contributo all’album sia come componente della banda siamo come sax solista. Mattia, che proprio nella nostra banda ha cominciato a compiere i primi passi della sua affermata carriera, si è reso (come sempre) molto disponibile e il suo contributo ha reso il lavoro molto più facile perché tutti si sono sentiti più coinvolti, motivati e spronati a dare il meglio. Sabato sera in piazza ad Agazzano sarà presente anche lui.

 

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L’evento di sabato è stato fortemente voluto dal Comune di Agazzano, e si inserisce nella festa che è stata dichiarata come la “Giornata della musica”. Si comincerà alle 21 nella chiesa di Agazzano con il concerto dell’orchestra Luigi Cremona, poi fino alle 22 toccherà alla Schola Cantorum Prof. Paolo Guglielmetti che proporrà alcuni brani di musica sacra (anche loro hanno in previsione un cd in uscita nel 2016 per l’etichetta Tactus), e a seguire, alle 22.15 in piazza Europa sarà il momento della Banda Carlo Vignola con Mattia Cigalini, e dell’album “Un amore così grande”.

P.s.: Ma perché non citare tutti i componenti della banda Carlo Vignola??? Massì dai!
Clarinetti: Alessio Bersani, Marco Bozzarelli, Alessia Carrà, Andrea Fellegara, Nicola Lusardi, Nicola Santonastaso, Manuela Villa. Sax contralti: Mattia Bersani, Gligor Krcev, Giuseppe Velardi. Sax tenori: Giuseppe Fellegara, Dejan Krcev, Mario Lusardi, Thomas Pareti, Ivano Povinelli. Trombe: Mario Bellini, Emanuele Cazzola, Davide Ghezzi, Gabriele Marcello, Alberto Maserati, Marco Motta, Marco Vestiboli. Trombone: Giuseppe Bersani. Flicorno baritono: Delio Repetti. Flicorno contralto: Manuele Ghezzi. Corno: Samuele Poggi. Tuba: Mirko Beghi. Batteria: Edoardo Lusardi. Percussioni: Silvano Anelli, Francesco Cavallotti, Andrea Ferrando, Fabio Ferrando, Federico Fracassi, Daniele Gatti, Gregorio Libelli, Nanda Tassara, Pietro Trespidi.