Nuvolari | Dopo Persiani ecco Fuori Corso. Ecco il video

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Il cantautore emiliano pubblica il suo nuovo singolo “Fuori corso” su tutte le piattaforme streaming

“Fuori corso” è la nuova canzone di Nuvolari (Bomba Dischi), una richiesta d’aiuto inquieta e introspettiva, rispetto all’insofferenza della routine quotidiana. Un brano calato nella contemporaneità, con cui il giovane autore piacentino dimostra di avere i piedi ben piantati nella nuova canzone italiana.

Fuori corso

Lo stesso Nuvolari racconta: “Fuori corso parla dei giorni dominati dall’incomprensione, dalla quotidianità pesante, dall’insensatezza di un continuo procedere ciclicamente verso le stesse cose, con la costante sensazione di stare indietro rispetto agli altri […] Era inverno quando scrissi questa canzone. Una sera, tornando verso casa, girai la mia consueta sigaretta. Mi guardai intorno e vidi la solita via, costeggiata dalla solita fila di macchine parcheggiate. In quel momento la melodia della strofa mi suonava in testa chiaramente, così come le prime parole: “fili di tabacco tra le dita mie, file di macchine lungo le vie”. La registrai sulle memo vocali del telefono e arrivato a casa misi giù i primi accordi. Il giorno dopo scrissi la prima strofa. Solo qualche mese dopo trovai il ritornello e tutto il resto”

Come per il precedente singolo “Persiani” (di cui vi avevamo già parlato nel precedente videotime) , uscito a novembre 2020, la produzione del pezzo è stata affidata a Iacopo Sinigaglia. L’uscita di “Fuori Corso” è accompagnata su Instagram da una serie di tavole illustrate dal disegnatore Antonio Pronostico.

Fuori corso
Un frame del bellissimo video di Fuori Corso

Nuvolaria alias Matteo Pisotti

Nuvolari è un ragazzo di Piacenza, classe ‘96, quelli che non si capisce bene se siano ancora millennials o già generazione z. La prima chitarra l’ha presa in mano a nove anni e da allora non l’ha più mollata. La folgorazione l’ha avuta quando ancora bambino, a 13 anni, si è esibito nel saggio di fine anno di prima media cantando “L’amore” dei Sonohra, con conseguente visibilio della folla.

Dopo infiniti pomeriggi di sale prove di provincia con gli amici e di ascolti del tutto sconclusionati, a 18 anni scrive le prime canzoni. Poi la scoperta dei cantautori del passato, della musica brasiliana, dei Beatles ma anche di Milano, dell’università di economia, dei mezzi pubblici e di tutto quel mondo là fuori da casa sua. Arrivano così nuovi stimoli, nuove sonorità e la necessità di esprimere sé stesso in una chiave attuale ma con un occhio sempre rivolto al songwriting.