School Of San Rock | Un lockdown con “la verità negli occhi”

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Stefano Gabrielli
Stefano Gabrielli

La realtà di San Rocco non si è fermata e Gabrielli ci spiega come.

Pochi giorni fa abbiamo parlato di una importante scuola di musica, Crazy Sound Podenzano, oggi invece andiamo “di là da Po” per tornare a parlare con Stefano Gabrielli e School Of San Rock.

Anche per loro sono stati mesi difficili, ancora non conclusi purtroppo, ma non per questo hanno smesso di perseguire il loro percorso didattico e di crescita della scuola e di tutti gli alunni. Gli abbiamo fatto qualche domanda su questi ultimi mesi, sui ragazzi e ancora, ovviamente sul futuro.

Come sono stati questi ultimi mesi?

Gli ultimi mesi sono stati abbastanza complessi e difficili da gestire, ma con un po’ di buona volontà e con i mezzi a nostra disposizione, siamo riusciti a non cadere sotto il peso degli eventi. Di certo abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per tutti i nostri associati, ci siamo spesso sincerati delle loro condizioni e abbiamo cercato di tenere coeso il gruppo, consapevoli che molti erano spaventati e preoccupati per le loro sorti e quelle dei loro cari.

Sappiamo che non vi siete mai fermati: come avete fatto tecnicamente ad andare avanti?

La nostra forza è sempre stata la gestione di più elementi, la diversificazione. Avendo iniziato a fare video e interviste, avendo aperto a tanti contenuti multimediali, ci siamo trovati a inserire le nostre conoscenze nel comparto dell’insegnamento. Abbiamo fatto le lezioni via Skype e poi abbiamo corredato il tutto con video che spiegavano come fare gli esercizi e tutorial per imparare canzoni. Ci siamo arrangiati, ma con buoni mezzi e una qualità di tutto rispetto.

School of San Rock
School of San Rock (cliccate sull’immagine per andare sulla loro pagina Facebook)

Il nuovo modo di insegnare verrà portato avanti anche quando ci sarà una normalità che assomiglierà al passato?

Di fatto noi abbiamo ricominciato a lavorare faccia a faccia con gli studenti. Con un calendario meno serrato e pulizie continue, riusciamo ad avere il contatto con le persone. Ovviamente abbiamo fatto scendere il tempo in studio da 60 a 45 minuti, mandando sempre e comunque un video per completare il tempo di studio. Il metodo di lezione più video sembra valido, potrebbe essere una costante, compatibilmente con la ripresa vera e propria, a pieno regime, che ci toglierà sicuramente spazio ed energie. E’ evidente che questo lavoro potrebbe essere tenuto buono anche per la creazione di videocorsi o altre attività da gestire prettamente online, permettendoci di arrivare anche a un pubblico più lontano a livello geografico.

Rapporto insegnanti – studenti: come è cambiato?

Il rapporto con i nostri studenti è rimasto invariato, solo non ci si stringe la mano all’arrivo, ma gli occhi sono portatori di verità e la verità è che non vediamo l’ora di poterci di nuovo comportare nel modo in cui ci siamo comportati fino al Lockdown. Si vede negli occhi di tutti il desiderio di poter riabbracciare gli amici e noi, che siamo anche loro amici, vogliamo presto tornare a chiudere le distanze e combattiamo questo tempo tiranno facendo bene attenzione a rispettare le regole fondamentali per uscire dal pantano.

Sappiamo che uno dei vostri momenti clou è il saggio. Cosa avete in testa? pensate ci siamo modo di dargli vita anche quest’anno?

Consapevoli che tutto può cambiare da un giorno all’altro, abbiamo deciso di non farci sciogliere come neve al sole la possibilità di mostrare i nostri miglioramenti. Il saggio si farà, ma in un modo diverso, unico. Prendendo spunto da tanti musicisti che in quarantena hanno creato spazi musicali attraverso le loro webcam, abbiamo pensato di creare delle sessioni di registrazione audio/video dei nostri studenti che, da soli in sala prove, potranno suonare le loro parti e poi rivedersi dopo un montaggio video, tutti insieme in una serata su YouTube. Costruiremo, quindi, un saggio-puzzle che noi monteremo e che mostreremo in una serata in premiere che poi sarà lasciata caricata sul web. Siamo uniti nella musica, anche se divisi nelle registrazioni, anche per loro sarà un esperimento che, ai più piccoli, daremo in pasto come una prova da cui uscire ancor più bravi e consapevoli di quello che hanno imparato, mostrando loro la magia del montaggio che potrà metterli tutti vicini anche rimanendo lontani!